Panzallaria – blog di panza

Precaria dentro ma anche fuori

Vaghezza, mollezza, vacanze

Stiamo davvero vivendo da ggiovani Tino ed io.  Le giornate lavorative sono intensissime per una serie di emergenze che sono cadute a fagiuolo ora che frollina è via: posso stare al lavoro qualche ora in più senza il pensiero di sottrarre tempo e energia a mia figlia che se la gode al mare.

La sera usciamo sempre. Per una fortuita configurazione astrale abbiamo incastrato vari incontri con amici che non vedevamo da un po’ e ogni sera è un bagordo.

La mattina mi sveglio come quando avevo 20 anni, con la testa avvolta nella nebbia. Perché andiamo a letto tardissimo e perché sfumacchio un po’ troppo.  Io – come molti sanno – sono una ex fumatrice incallita che ha trovato un nuovo equilibrio.  Solitamente mi fumo una sigarettina alla sera, con Tino e bon. In vacanza con le amiche o in occasioni ludiche particolari, a volte eccedo. Come in questi giorni che sono un po’ a briglia sciolta.

Sto bene.

Malgrado la stanchezza e la quantità di cose che sto facendo su tutti i fronti, questi giorni me li sto godendo alla grande. Sia Tino che io avevamo un gran bisogno di fare cose per noi, di passare serate a bere e chiacchierare con gli amici, di avere del tempo per la nostra coppia.

Mia figlia sta bene al mare con i nonni e non ha nemmeno il tempo di venire al telefono quando chiamiamo.

Noi stiamo bene a casa e la prospettiva e di andarla a recupare domenica per partire per le nostre due settimane di vacanza.

Per ciò forse questo è l’ultimo post che scrivo. Forse no, che sono blogorroica.

In ogni caso – come tutti gli anni – non mi collegherò da improbabili internet point, non mi procurerò chiavette e cose del genere.

Fino al 7 agosto il mondo e la rete dovranno fare a meno della sottoscritta.

Non voglio sentire nemmeno parlare di wi fi, non invidierò i possessori di I phone e robe del genere.

Ho bisogno di ricaricarmi e per la mia testa significa staccare da ciò che faccio con più assiduità.

Ci si ribecca ad agosto

grazie di esserci

Settimana de-frollinizzata

Alle otto e zerozero di ieri frollina era già pronta e ha costretto suo padre a scendere in strada con valigina, pupazzo di ordinanza, cappellino bianco con fiocco e borsetta in raffia che conteneva una macchinina, una testa di bambolina e un piccolo portamonete con qualche centesimo.

L’appuntamento era per le otto e trenta ma che importa, quando la prospettiva è quella di iniziare le vacanze al mare? I nonni sono arrivati e l’hanno caricata. Via verso la Romagna, dove la raggiungeremo a fine settimana per poi partire per le nostre vacanze.

La sera prima mi aveva detto: “Mamma, io non voglio andare sempre a scuola!” e avevo potuto entusiasticamente dirle che sarebbe partita la mattina seguente per il mare, con i nonni.

“Così nuoto. Anche se io preferisco la piscina da bere, perché il mare è cattivo!” ha risposto lei con altrettanta gioia ed emozione.

Le nostre scorribande delle settimane scorse in piscina l’hanno trasformata in un pesciolino, per la gioia di mamma.

Non usa più i braccioli e va nell’acqua alta dove starnazza e batte le gambine, anche se ancora ha qualche problema di galleggiamento e non vuole tenerle su. Va sott’acqua a occhi aperti e passiamo ore a giocare che ci incontriamo sotto e ci salutiamo o proviamo a parlare. Non beve. Io tento di insegnarle ma lei – da brava testona e figlia di sua madre – fa la sbruffona. L’altro giorno mi ha perfino imitata: “Lo so, lo so, sei una maestra di nuoto!” mi ha detto con la vocina da mamma e il tono di chi ha già sentito troppe volte gli stessi triti aneddoti.

Ma torniamo a ieri. Dopo una notte quasi insonne per l’emozione della partenza, ieri è andata. Cinque giorni defiliati per me e Tino.

Mentre lei partiva, io sull’autobus incontravo una delle mie amichette di infanzia del paesello, che per uno strano gioco del destino ora abita da questa parte della città.

“Quando ci vediamo?” mi ha chiesto lei, prima di scendere.

Ho pensato a tutti i miei impegni e d’un tratto mi sono resa conto che Tino ed io possiamo disporre dei prossimi 5 giorni. Che se prendo un impegno non devo movimentare le Nazioni Unite per trovare accordi internazionali e sistemare la bambina e tutto il resto e che la mia mente era libera di improvvisare.

“Oggi, alle 6 in piazza maggiore!” ho risposto alla mia amica.

Vi sembrerà estremamente sciocco, ma mi ha cambiato in positivo la giornata pensare che avevo la libertà di prendere un appuntamento, così, su due piedi. Con l’aspettativa, dopo l’aperitivo con l’amica, di uscire con il non marito per una seratina tra noi.

Mi ha svoltato la giornata per tanti motivi: ultimamente il tempo libero dal lavoro e dalla bambina lo uso per donne pensanti, per i lavori extra, per andare a fare la spesa, mai per CAZZEGGIARE o prendere una birra con un’amica e ne avevo tantissimo bisogno.

Quando sono uscita dall’ufficio, senza dover correre a scuole materne o da nonni, mi sono concessa il lusso di una lunga passeggiata in centro. Sono entrata in un negozio di borse e ho provato, toccato, annusato TUTTO quello che c’era. Sono stata dentro 45 minuti, senza ovviamente acquistare nulla ma con la soddisfazione di aver valutato ogni cosa.

Mi sono seduta in piazza Maggiore, dove è stato allestito il Cinema estivo, e ho osservato la gente intorno. Faceva molto caldo.  Una ragazza era stata lanciata vestita nella fontana. Aveva una corona d’alloro in testa e una bottiglia di vino in mano. Felice della laurea appena ottenuto era un po’ brilla e da dentro la fontana, con i vestiti bagnati addosso gridava: “Auguri a tutti!!!!!!!” sventolando il suo vino. Ho ripensato a me, a quel giorno di quasi dieci anni fa, alle scale della facoltà che ho dovuto scendere scalza perché ero bresca come una pigna e non riuscivo a portare i tacchi che mi sono messa in quella unica occasione. Ho pensato alla potenza delle aspettative e alla paura del futuro che racchiude quel giorno della vita e sottovoce mi è venuto da risponderle: “In bocca al lupo a te!” con un misto di Leopardismo e speranza  che mi ha fatto sorridere di me stessa.

E’ arrivata la mia amica e ci siamo sedute in un bar. Ci siamo raccontate molte cose e mi sono resa conto che avevo un gran bisogno di parlare con un’amica, di raccontare, di ascoltare. Mi sono resa conto che avevo bisogno proprio di un incontro così, con una persona che mi conosce da una vita e che conosco da una vita, con la quale potere essere totalmente libera e rilassata.

Con Tino, visto che si era fatto tardi, abbiamo accompagnato a casa la Manolita e poi ci siamo infilati in una romanticissima trattoria di collina a mangiare un piatto di tagliatelle. Abbiamo parlato tanto, abbiamo bevuto vino e odorato il gelsomino tutto intorno.

Stasera andiamo a casa della nostra socia pensante per la ormai consueta riunione del prossimo consiglio direttivo dell’associazione donne pensanti. Domani andremo a cena da una vecchia amica che si è appena trasferita e venerdì abbiamo un sacco di impegni allettanti, previsione delle vacanze, vicinissime.

Ci siamo interrogati, Tino ed io, su cosa facevamo prima della frollina, sul perché non uscissimo tutte le sere. Stanchi, c’erano molti giorni in cui ci sembrava di essere stanchi.

Siamo stati proprio due imbecilli, altro che stanchi! Solo dopo ti accorgi di quanto sia prezioso, ogni tanto, poter disporre liberamente e senza responsabilità del tuo tempo. Prima ti sembra scontato.

Ecco perché credo che questi giorni saranno importanti a ricaricarci un poco. Anche perché non è un periodo facile. Tino sta male e la vita è abbastanza faticosa.

A ristorante ho intravisto una bambina grande quanto la nostra. Una punta di malinconia mi ha assalito. Così le ho fatto la centesima telefonata della giornata. Era felice, in giro per il paese dei balocchi in riva al mare con i nonni. A caccia di giostre e colori.

Ogni tanto l’autonomia è un bene. Per tutti.

Turistos fai da te e schiene cric e croc

Trovare le vacanze mettendo un annuncio sul proprio blog scopro essere un’idea “ispirante”.  Roberta Milano dedica un post alla mia esperienza e alla disintermediazione nella ricerca di mete turistiche e leggendo quello e i commenti, devo dire che ho imparato un sacco di cose.

E visto che tutti, prima o poi, pecunia permettendo, siamo stati o saremo turisti, mi sento di consigliarvi il blog di Roberta perché offre spunti davvero interessanti, specie agli addetti del settore.

Io in questi giorni sono un po’ catorcia, Tino ha scoperto che la situazione della sua schiena è peggio di quello che pensavamo e così, mi spiace dirlo, ma le riserve di idee sono un po’ scarse.

Mi prendo il fine settimana per riflettere (e spero, rilassarmi e riprendermi).

Ci si sente lunedì

Potenza della Rete

Ieri abbiamo lanciato il nostro appello vacanza in ernia.

Oggi – grazie alla Rete – abbiamo organizzato le vacanze.

Ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutata. Ho fatto tante telefonate e vagliato ogni segnalazione e proposta.

Alla fine passeremo la prima settimana in un agriturismo consigliato da lei (entroterra delle Marche) e condivideremo la seconda settimana in un appartamento in casa con lei sul mare.

Una volta di più vengo confermata che le reti virtuose funzionano e che i blog e i social network possono diventare delle vere e proprie BANCHE DEL TEMPO mettendo in condivisione esperienze, professionalità, saperi.

GRAZIE A TUTTI!!!!

Aiutatemi ad andare in vacanza. Cercasi “bazza” per l’ultima di luglio e la prima di agosto

ho voglia di vacanze!!!

ho voglia di vacanze!!!

Mia figlia al campo solare sta abbastanza bene. Quando vado a riprenderla è grigiolina di terriccio e brasata dal sole ma mi sembra si diverta. Dice però che lei non vuole sempre andare a scuola. Dice che le piacerebbe andare anche in vacanza.

Ecco.

Anche a mamma e papà.

Noi abbiamo le ferie dal 23 luglio al 7 agosto. Dovevamo andare in Puglia, in campeggio, in tenda. Non c’era bisogno di prenotazioni.

10 giorni fa abbiamo scoperto che Tino ha un’ernia.

Non possiamo affrontare un viaggio così lungo e non possiamo nemmeno andare in tenda che non credo la sua schiena reggerebbe. Speriamo sia solo rimandata al prossimo anno.

A questo punto

Anche a rischio spam

Visto che l’anno scorso è stato un successo

vi chiedo:

se avete una casa da affittare al mare (zona bassa romagna/marche/toscana) o sapete di un albergo/pensione/agriturismo che non comporti la vendita di un rene, sempre zona mare

NOI SIAMO QUI CHE STIAMO ALACREMENTE CERCANDO UNA SOLUZIONE! (panzallaria73@gmail.com)

L’ideale sarebbe passare entrambe le settimane in località di mare, ma siamo disponibili anche a una settimana in agriturismo (con piscina) in zona interna e strategica.

Abbiate pietà della vostra Panzallaria…

Che se facciamo delle vacanze decenti io sono meno pesa, scrivo con più verve, ho idee più lucide, chiare e positive e se invece finisce che ci cappotta la vacanza

vi rendete conto che invece di scrivere dei post potrei ringhiare???????

Fatelo per questo blog

PROCURATEMI UNA DOSE DI VACANZA!!!!!!!! ;-)

Vi sarò “debitora” fino alla prossima estate. Ecco la mia mail: panzallaria73@gmail.com

La Caporetto delle vacanze

La nostra vacanza è stata una CAPORETTO.

Dopo un inizio brillante e presupposti di grande divertimento(siamo andate nello stesso posto dove anche la MaLta e sua mamma stavano passando le vacanze, per la gioia di Frollina) le cose sono andate scivolando verso il baratro.

Al terzo giorno la nana  ha cominciato a tossire e – nella notte – l’è  venuta anche la febbre. Ho sperato si trattasse di troppo sole e di un malessere passeggero perché poi durante il giorno stava bene e invece la febbre ha continuato a presentarsi.

Sabato ci ha raggiunte Tino insieme al papà della MaLta. Aveva un po’ del suo classico mal di schiena che si è aggravato in fretta immobilizzandolo completamente a letto.

Non l’ho mai visto così.

Ieri ho portato frollina dalla guardia medica del paese, perché avrebbero dovuto raggiungerci i miei suoceri per darci il cambio e tenerla al mare fino al prossimo sabato, ma le condizioni della bambina ci hanno fatto prendere la decisione di riportarla a casa. Dopo essere andate alla guardia medica, abbiamo fatto i bagagli e siamo tornati verso Bologna. Frollina è rimasta con la MaLta  - dovrò fare un monumento ai suoi genitori! – e io ho portato Tino direttamente al pronto soccorso. Forse ha un’ernia.

Lo hanno drogato di cortisone e ora è immobile, a casa, in attesa di fare tutti gli esami del caso per capire come procedere.

Io – per la prima volta nella mia vita – non vedevo l’ora di tornare al lavoro. ;-)

Se anche la sottoscritta cedesse, potremmo ritirarci direttamente dal gioco. Niente più carrarmatini e successo assicurato delle armate nere.

Ma ce la farò, alleandomi strategicamente con il nemico (sfiga) e prendendomi gioco di lui.

On ze rod!

Appena dopo il lavoro e la scuola, corro a casa, faccio un cenno di valigia e un cenno di benzina e partiamo: la frollina ed io. Andiamo al mare qualche giorno. Tino – come in tutte le famiglie italiche che si rispettino – ci raggiunge per il fine settimana. Ci concediamo il lusso dell’albergo, del cibo cucinato da altri, del letto rifatto ogni mattina.

Dato che stiamo via pochi giorni abbiamo preferito abdicare alla tenda – che comunque ci seguirà fedele per i 10 giorni di vacanze che faremo a fine luglio –  per un fine settimana lungo di total relax.

Non andiamo lontano. Partiamo in due. On zè rod!

Che dire? Sono felice.

Ho molta voglia di stare qualche giorno con Frolla, scavare buche, riposare, giocare.

Il mio netbook Mignolo me lo porto. Magari riesco a scrivere qualche racconto che c’ho in mente un progettino.

Auspico di non collegarmi alla Rete e di estraniarmi, per un po’, da tutto.

Ecco i libri che mi seguiranno:

Mi seguiranno anche la moleskina (rigorosamente a fogli bianchi) dove traccio mappe mentali, paletta, secchiello e tanto entusiasmo.

Ci risentiamo da martedì prossimo!

Poster da Madrid

Le volontarie Unicef all’imbarco di Milano Malpensa che ci guardano – mentre io sono il terrore personificato – e ci chiedono se vogliamo diventare angeli in un minuto. Si riferiscono alla loro campagna di promozione ma il luogo in cui hanno scelto di usare il messaggio non mi sembra proprio adeguato. Adele risponde seccamente: “Oggi no. Grazie”. Io faccio corna in uno spettacolino degno di un Totò post moderno. Read more

Mi caco sotto

Mercoledì sera prendo il treno. Giovedì mattina, da Milano, Adele e io partiamo per Madrid. Gioia e entusiasmo per il primo viaggio da sole, dopo essermi riprodotta.

Eppure sono qui che non sono mica tanto a posto.

Perché dovete sapere che tra le tante paure di Panzallaria, quella veramente in cima alla top ten è L’AREO!!!

L’areo mi fa una gran fifa. Penso a tutte delle cose molto brutte e che morirò e di solito il viaggio è caratterizzato dalla pantomima del mio terror panico.

E allora è tipo una settimana che vivo come se dovessi morire a breve.  Lascio in eredità a Tino e metto da parte per il funerale dei miei poveri resti.

Insomma. Mi caco sotto in puro style Panzallaria

Vuole praticamente dire che

Adele, se sopravviveremo all’avventura,

probabilmente non vorrà più essere mia amica, dopo.

L’unica consolazione è che se muio in volo, questo blog avrà tanti di quegli accessi che la metto nel culo pure a Grillo!!!!!!!!!!!!

Uah Uah Uah

Panzallaria in campeggio: ieri e oggi

Anno Domini 2000

Mattina

Alle 11.45, quando il sole a picco sta sciogliendo anche l’ultimo cordoncino della mia tenda mi sveglio. Inebetita. Rotolo fuori dalla tenda. Mi accendo una paglia. Digrigno qualcosa ai compagni di vacanze. Rimango in posa statica, silenziosa e con il cervello che deve carburare fino alle 12.30. Poi, dopo 3 sigarette, 4 saracche, una pisciatina e un lavotto veloce, mi trasferisco (sempre rotolando) al bar più vicino per una meritatissima colazione con lettura del quotidiano. Religioso silenzio da parte di tutti coloro che vogliono arrivare a sera in mia compagnia. Read more

La lista del buon campeggiatore

Prima di partire, visto che qualcuno me lo ha chiesto, vi allego la lista del buon campeggiatore, con le cose che non bisogna assolutamente dimenticarsi, quando si parte con bambini o si vuole essere un po’ organizzati. Se avete qualcosa da aggiungere, fatemi sapere!!!!

Spero vi sia utile.

Tutto grasso che cola

Qui fa un caldo assassino. Sembra di stare a Bologna in pieno agosto. E infatti siamo a Bologna, in pieno agosto. La frollina si chiede perché usciamo così poco e in effetti me lo chiedo anche io. Che fino al 1 settembre mi sono concessa (lavoro permettendo) di essere in vacanza.

Così, dato che dopo 3 anni 3, dispongo di un modesto ma continuativo (per mesi 4 ancora) stipendio e che bontà del mio capo ne ha già provveduto all’accredito sul conto corrente di me medesima, ho deciso di concedermi un lusso extralarge.

Tutto grasso che cola, insomma.

La prossima settimana Frollina, io e mia madre ripartiamo per 5 giorni 5 di campeggio sui lidi marchigiani. Read more

Le amiche di frollina

Frollina comincia a prendere davvero sul serio il concetto di amicizia.

Ci sono tre o quattro bambine da cui è diventata davvero inseparabile. Non credevo che a tre anni ci si potesse affezionare tanto ad altri nanetti, considerando che spesso sono potenziali concorrenti nella corsa al giocattolo che gira per casa.

Ci sono la Bianca e l’Anita che sono le figlie della mia amica Lena. Fino a un paio di mesi fa erano inscindibili l’una dall’altra, per Frollina. Cioé, le era quasi impossibile pensarle staccate. Tanto che quando parlava di loro diceva frasi del tipo: “Biancanita viene da noi?” come se fossero parte della stessa monade. Read more

Villa villacertosa

La vacanza in campeggio, con mia grande gioia, è stata un vero successo. Avevo una voglia di tornare via con la tenda che mi usciva anche dalle orecchie e ho incrociato le dita che questi giorni con Frollina e Tino e la nostra supertenda andassero bene.

Perché ho capito che a me la cosa che mi rilassa di più, che più mi fa sentire in vacanza, è stare – zingara – in campeggio. Lontano da modelli di vita usuali, senza dover pensare a tenere in ordine la casa e con la possibilità di vivere all’aria aperta, senza tanti fronzoli. Ho sempre fatto del campeggio. Da quando ho memoria. Devo avere avuto gli anni di mia figlia quando ho iniziato, con i miei e la tenda a casetta, tipica degli anni Settanta.

Poi per vicissitudini varie e figlia piccola, dal 2005 non andavamo più in campeggio. Read more

Dalle vacanze

Qualche fotina: