La dura vita di Manolo

Scritto da Panzallaria   // 11 febbraio 2008   // 17 Commenti

Manolo è nato su di una fredda bancarella di Budapest. Ha vissuto i primi mesi insieme ai suoi simili, invertebrato coniglio di pezza dalle orecchie lunghe e dagli occhi piccoli come semini del cocomero. Ha vissuto in attesa che una mano gentile gli fornisse midollo spinale e gli regalasse una casa.

Ad agosto è arrivata la Sardina che ha portato via Manolo dalle lande fredde dell’Est per condurlo chez Panzallaria, tra le manine piccole e inesperte di frollina.

Lei si è subito perdutamente innamorata: il più brutto dei peluches le ha rubato il cuore, diventando l’amico inseparabile delle sue notti.

Tra il mal di denti. Tra i problemi di insonnia. In mezzo ai raffreddori di stagione.

Frollina si attaccava alle orecchie di Manolo, le stropicciava amorevolmente e la vita sembrava subito migliore.

Le orecchie di Manolo sono finite dentro allo yogurt, in mezzo al fango, sotto le scarpine della cucciola che muoveva i suoi primi passi.

Manolo è stato lanciato. Manolo è stato stritolato e i suoi occhietti a semino sono strabuzzati spesso, nella foga dell’amore frollinesco.

Ma Manolo sembrava aver ritrovato una tranquillità senza noia, un agio che nessun altro pupazzetto della casa Panzallaria aveva.

Il privilegiato.

L’amato.

L’oggetto transizionale.

Il peluche della nanna.

L’amore di bimba.

Ha superato le mille difficoltà a cui vanno incontro i tipi come lui. Rimanendo con il sorriso stampato sul muso, con le orecchie pendule contro il mondo, forte dell’affetto di Frollina.

Ha passato giornate a dialogar con i pescietti sulla parete di frollina, mentre lei se ne andava in giro per la città. Ha schivato ennevolte la cacca dei gatti dove il piccolo mostro tentava di infilarlo per trasformarlo in una succulenta cotoletta di sabbietta puzzolente.

E’ uscito indenne da queste prove. Fino alla settimana scorsa.

Fino al giorno più lungo e triste nella vita di Manolo.

E’ successo che in questo giorno nero, Frollina è uscita in passeggino con i nonni, nel paese dei nonni, stringendo a se’ il povero inconsapevole.

E’ successo che frollina si è addormentata di botto, mentre nonno e nonna la portavano a spasso e che Manolo sia scivolato a terra, su sdrade fredde e buie, in una notte di febbraio.

Ha provato a urlare ma la sua bocca è rimasta cucita, in quel sorriso ebete che lo fa tanto bello.

Nessuno si è accorto della tragedia consumatasi in pochi secondi fino al ritorno a casa, ormai a notte fatta.

Manolo perso. Manolo finito. Manolo in mezzo ad una strada.

Una vita d’agio e fortuna finita così.

Un amore spezzato prematuramente.

Anche il mio cuore ha avuto un tonfo quando mi è stata comunicata l’atroce notizia. Ho temuto per la sanità  mentale della piccola Frollina, per il momento del sonno.

Ho tirato fuori da una scatola un sostituto. Non uguale, seppur coniglio. Più bello forse, con le orecchie ugualmente lunghe.

Lo abbiamo chiamato “Manulo”.

Perché non appena abbiamo tentato di rifilarlo a frollina, ormai addormentata, lei ha osservato l’oggetto transizionale bis, lo ha annusato ben bene e poi lo ha tirato a terra con tutta la sua forza. Sembrava proprio che ci stesse dicendo: “Il vostro Manulo ficcatevelo nel..!”.

La mattina successiva, mentre pensavo al povero Manolo, triste e solo in una strada di periferia, finito in chissà quali guai, in chissà quali bettole, è arrivata una telefonata.

I miei suoceri di buon mattino hanno rifatto il percorso al contrario e hanno ritrovato il picolo esule con le orecchie lunghe!!!!

Manolo redivivo.

Manolo salvo.

Mia suocera lo ha amorevolmente lavato. Perché Manolo se l’è vista brutta durante la notte fuori.

Lei ha voluto fare le cose per bene, imbevendolo nell’amuchina.

Ora Manolo è tornato a casa. Il lavaggio approfondito gli ha causato una strana malattia della pelle. E’ grigio come quando è nato, ma ora qua e là sono comparse delle macchie rosa e gialle.

E’ più brutto. Ma ancora più amato.

Perché tutti noi abbiamo provato la paura di perderlo e si sa, le cose che si stanno per perdere, quando le rihai, si danno molto meno per scontate…


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figli e giochi


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17 COMMENTS

  1. per cg, 11 febbraio 2008

    Mi sono fatta grasse risate..davvero bellissima questa favola..ribadisco ..devi scrivere un libro per bambini..

    Rispondi
  2. per billo, 11 febbraio 2008

    io ho riso e pianto per manolo…ma anche per il povero manulo e la sua triste fine…..;)
    billo

    Rispondi
  3. per Chiara, 11 febbraio 2008

    Noi invece durante una passeggiata abbiamo trovato un simil GattoSilvestro, caduto da qualche passeggino di passaggio. Lo abbiamo adottato. Meryem lo adora, lo strangola, lo sbava, lo tira e lo smucina che è una bellezza. Ora però mi hai fatto sentire in colpa. Magari attacco un posterino con una foto vicino a dove l’ho rinvenuto…

    Rispondi
  4. per Clo, 11 febbraio 2008

    Viva Manolo redivivo!!!

    Rispondi
  5. per mammamsterdam, 11 febbraio 2008

    I miei figli, nonostabte tutti i nostri sforzi, non hanno mai avuto un oggetto di transizione. Orso per dei periodi andava a letto con il veicolo preferito e si svegliava stampigliato di ruote, scalette dei pompieri, paraurti ecc.

    Ogni tanto si portano a letto l’Orsiglio, l’orso trans vestito da coniglio con le orecchie lunghe sul cappuccio, o Drillo, un cocodrilllo di spugna avuto in regalo con una garanzia che fino a tre anni dopo l’acquisto se il bambino lo perdeva con l’apposito numerino ce ne procuravano uno identico. A costo di andare loro personalmente in Ungheria alla bancarella per prenderne un’altro.

    Poi dicono il customer service.

    Rispondi
  6. per Dottor C., 12 febbraio 2008

    Io penso di essere molto molto grave.
    Quando ho letto che Manolo si era perduto .. mi sono messo a piangere ..

    Sarà perché ho amato tantissimo i miei orsi, e una scena del genere l’ho trovata straziante.

    (Panza carogna, l’hai proprio saputa scrivere, eh? carognissima)

    Meno male che è stato ritrovato.
    Meno male.

    Rispondi
  7. per Monnezza C., 12 febbraio 2008

    Adesso è passato qualche minuto, per riprendermi un po’ non posso che pensare:
    Oh Manulo
    Oh Manulo …

    e poi non la ricordo più,
    continuatela voi

    Rispondi
  8. per Barbara, 12 febbraio 2008

    Lanciamo una nuova iniziativa. Dopo blogaction e sempre in vista delle nuove elezioni, diamo fiducia ai giovani e al loro istinto. MANOLO FOR PRESIDENT. Presidente del Consiglio dei Ministri. Capo del Governo italiano. Mi sentirei così tanto più tranquilla a saperlo là. Dovrebbe comportarsi bene per forza. Fosse anche solo perchè uno come lui non tradirebbe mai la Frollina. Fosse anche solo perchè uno come lui ha aspettato un’intera notte nel posto in cui è stato abbandonato senza muoversi, con fiducia nel prossimo e sapendo quale era la cosa giusta da fare.
    Ah! Come mi sentirei tanto più tranquilla.

    Rispondi
  9. per miciapallina, 12 febbraio 2008

    Ti prego….. non lo fare mai più!
    Mi gonfiati gli occhi di lacrime quando ho pensato al povero manolo perso nella buia notte….. per poi scoppiare a piangere quando l’ho saputo salvo!
    Non lo fare mai più!
    Ne va della salute psichica di una bimba di 42 anni…..
    …..
    nasinasi umidicci

    Rispondi
  10. per Trasparelena, 13 febbraio 2008

    Urge una foto del coniglio Manolo, che siamo curiosi. Il Mostro al momento fa la nanna con la giraffa, e la chiama “no no no no” come la canzoncina dello zecchino d’oro (dicono tutti che le giraffe hanno quella camminata buffa, ma Geonveffa, la mia Giraffa, no no no no!)

    Rispondi
  11. per Violalilla, 13 febbraio 2008

    Mi hai fatto prendere un colpo! Ero gia’ pronta a tornare a Budapest…ma non sarebbe mica stato facile, sai? marionette ovunque ma Manolo era assolutamente unico!
    Non per rinnegare la mia identità isolana…ma non adotto il nick che mi dai tu (sardina) …perche’ mi fa pensare ad un pesce piuttosto puzzolente!!

    Rispondi
  12. per Michy, 15 febbraio 2008

    Ho temuto per le vostre future notti…e ho sorriso, di gioia vera, al ritrovato Manolo.
    Ho pensato che io avrei odiato i nonni.
    Qui in casa c’è l’imperativo categorico che chi perde OrangoTeo poi si prende sonore rimproverate e…il saluto tolto a vita…e si cucca le notti di Simone vita natural durante..
    ma io, mamma previdente, di Teo ne ho un secondo nascosto
    ma il nostro non viene dalla fredda Budapest…
    comunque ….bravi i nonni, molto molto bravi davvero!

    Rispondi
  13. Pingback : Cosa regalare a un bimbo da zero a sei mesi | Mamma Felice

  14. per mamma mela, 29 settembre 2009

    a me non ha fatto ridere, nel mentre era drammatico, necessario il lieto fine e di pessimo gusto l’esclamazione per il rifiuto di Manulo. Vi sembra educativo?! Purtroppo froidianamente è uscita la vera natura??? riflettete! Qual’è la vostra idea di educazione? anche attraverso le fiabe.

    Rispondi
  15. per Panz, 29 settembre 2009

    @mammamela: ma perché, sul serio hai pensato che questa fosse una favola (andrei a rileggere la differenza con la fiaba, se fossi in te) per bambini? era una cosa per adulti ironici. mi spiace se non ti ha fatto ridere. per fortuna siamo in democrazia. ;-)

    Rispondi
  16. per Tino, 29 settembre 2009

    @mammamela: ahahahahahahahahahahahah… dio, le lacrime, le lacrime… impossibile trattenersi. grande! uno torna da una faticosa trasferta e trova l’inaspettata chicca: un’adulta il cui quoziente di ironia è inferiore a quello di terminator!
    ps: “freud” (psicanalista austriaco, vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud) e non “froid” (“freddo”, in francese: http://fr.wikipedia.org/wiki/Froid), ergo “froidianamente = freddolosamente”? se citi, meglio fare almeno sembrare che sai di quel che parli…

    Rispondi
  17. per Mamma Imperfetta, 29 settembre 2009

    Ma che bel lieto fine! Mi ci voleva.

    Uno dei miei obiettivi educativi principali è quello “ex ducere” (tirare fuori)dai miei bimbi un italiano corretto, spiegando che, ad esempio, “qual è” si scrive senza apostrofo. :-)

    Rispondi

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