Le cose che ho capito in vacanza

Scritto da Panzallaria   // 30 luglio 2009   // 8 Commenti

Siamo tornati dalla nostra vacanza francese. Mi ha sommerso un’onda anomala di lavoro e abbiamo dovuto provvedere a sistemare una casa che – in nostra assenza – era diventata il regno dei gatti. Ne avremmo potuto confezionare un terzo riunendo tutti i peli persi dai due!

In montagna siamo stati bene. Tempo stupendo. Posto stupendo. Montagne altissime, purissime e levissime.

Abbiamo preso un tramway che dal paesello ci ha condotto in cima al monte bianco e arrivati in cima, armati di provviste, zaini e attrezzature da rampicatori esperti abbiamo trascorso circa 3 ore su uno spiazzo verdeggiante a spingere altalene e a far scivolare la frollina. Poi abbiamo ripreso il tramvai e siamo rientrati a casa.

Dopo 5 giorni di altevette abbiamo capito molte cose sulle nostre vacanze presenti e future:

  1. alla Frollina – fondamentalmente – importa giocare. Che avvenga a Casal Borsetti o a Saint Gervais de la France è assolutamente uguale. Non nutre particolare entusiasmo per la natura, tranne quella che si mangia (cacao, burro, noccioline).
  2. noi altri siamo gente di mare: tutto quel verde e quell’aria buona ci sfianca. Ci piace sporcarci di terra, tuffarci in mari cristallini in cui vengono riversate le fogne di tutte le case abusive del circondario, sederci in qualche baretto a sorseggiare birra e scavare profondissime buche e costruire castelli di sabbia. Non deve essere dunque un caso che gli ultimi 5 giorni li abbiamo passati in riva ad un meraviglioso lago (Lacs de Passy) dove abbiamo fatto bagni, preso il sole e scavato buche fino allo sfinimento.
  3. Personalmente mi è tornata una gran voglia di campeggio: dai 3 anni ai 27 non ho avuto altro tipo di vacanze, poi una pausa borghese. Ma io sono una campeggiatrice. Mi comporto da campeggiatrice anche in casa e di solito non svuoto le valigie e ammucchio tutto per terra come se fossi nell’antro della mia tenda. La voglia mi è tornata talmente tanto che sono riuscita a far credere a Tino che sia una decisione sua quella di comprare una supertenda familiare con due stanze e depandance con cui iniziare la nostra vita di panzacampeggiatori. Perché i comfort sono fantastici e devo dire che quest’anno, in  particolare, eravamo in una sistemazione molto carina, ma io c’ho bisogno di dare sfogo alla mia anima ruspante, andare al bagno in mutande e sbracarmi sul materassino all’ombra di un pino, fuori dalla mia casadivacanza formato tenda. E secondo me a frollina il campeggio può davvero piacere.

Dopo 10 giorni di Francia ecco cosa ho capito dei francesi:

  1. la maggior parte sono belli e civili e non tentano di piantarti un platano nel sedere ogni occasione propizia.
  2. in Francia i parcheggi costano quel che devono costare e non speculano sulla fama del turista che in Italia è considerato una carpa da prendere all’amo.
  3. i Francesi fanno una sbaraccata di figli. La media procapite era di 3/4 bambini per nucleo familiare. Madri fighe e abbronzate gestivano con molta tranquillità e allegria piccole squadre di calcio. Che io che ne ho una mi sono sfasciata fisicamente, mi sembra di essere Ercole dopo le 7 fatiche e mi chiedo come facciano le mie colleghe con due pargoli. Ora le considero delle vere novelline!
  4. i Francesi parlano il francese. Non c’è speranza di piegarli a un’altra lingua. Però io – dall’alto del mio francobolognese d’accatto – sono riuscita a intrattenere lunghe conversazioni. La maggioranza dei conversanti avevano dai 4 anni in giù ma posso annoverare un paio di adulti con cui ho parlato anche di crisi del lavoro in Europa. O almeno credo.

Dopo 10 giorni fuori dall’Italia, ecco cosa ho capito del mio essere italiana:

  1. la prossima volta che espatrio, prima mi faccio confezionare una maglietta personalizzata con su scritto “Io NON ho votato Berlusconi” tanto per chiarire il concetto. Mi sono resa conto che mi vergognavo come un ladro per la mia italianità
  2. gli italiani avrebbero reso certi meravigliosi posti dove siamo andati un immondezzaio e invece non abbiamo trovato nemmeno una cartaccia fuori posto.
  3. il massimo imbarazzo per la mia italianità l’ho provato quando la signora in fila davanti a noi, mentre acquistavamo il biglietto per il tramvai succitato, si è voltata e aveva una maglietta con su scritto: “io sono clandestino!” in italiano al centro e intorno in tutte le altre lingue.
  4. il pane francese e il conseguente pain au chocolat dovrebbero essere considerati droghe pesanti e dunque illegali. Sono in astinenza e forse dovrò essere ricoverata in un centro di disintossicazione. La frollina tenta di addentare i tubi dell’acqua, scambiandoli – in un gioco di illusioni visive – in baguette appena sfornate.

In sostanza siamo stati bene. Peccato sia finita, va là. Meditiamo un’altra fuga agostana al mare. Ma per quello bisognerà attendere il responso dell’oracolo Bancomat.


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8 COMMENTS

  1. per Alessandra, 30 luglio 2009

    Ehilà, bentornati!

  2. per angela e giorgia, 30 luglio 2009

    ciao panz!
    ciao a frolli e a tino!

  3. per Francesca, 30 luglio 2009

    - anch’io non vedo l’ora che il mio abbia un’età adatta al campeggio (ora ha 8 mesi)! W le vacanze in tenda all’aria aperta! (e possibilmente all’estero dve i campeggi costano la metà e sono il doppio più civili, a solito)
    - guarda quella maglietta sono anni che la voglio comprare, la vendono alle feste dell’unità e simili…
    -menzione speciale per il Pain au chocolat!!!!! buonooooooooooo!!!!

  4. per Silvia, 30 luglio 2009

    Bentornati !!!! Son d’accordo con te …a me piacciono le vacanze in montagna ma per un periodo assolutamente molto limitato….per me vacanza e’ sinonimo di MARE in tutte le salse !!!!

  5. per Silvia, 30 luglio 2009

    Il tuo primo punto a “cosa ho capito del mio essere italiana” capita sempre, ma proprio sempre anche a me: nel 2003 mi derisero un gruppo di clochard a Parigi, nel 2004 un pilota peruviano di aeroplanini cesna a Nazca, nel 2005 un venditore del Gran Bazar di Istanbul, nel 2006 un taxista di Damasco, nel 2007 un cameriere canadese, nel 2008 un rivenditore di calzature italiane a Toronto e nel 2009 un barista madrileno e un ragazzo dell’ascensore a Barcellona.

  6. per la coniglia, 30 luglio 2009

    io ho conosciuto il campeggio tardi ma quest’anno ci rifaremo in corsica!ben tornata e..spero riesca a disintossicarti presto!anche se penso non ci siano droghe migliori dei carboidrati e del cioccolato :)

  7. per Mammafelice, 30 luglio 2009

    Bentornati!! Aspettavo con ansia di leggere i tuoi nuovi post… :)

  8. per fra, 31 luglio 2009

    Bentornata Panz! certo che sono state delle vacanze illuminanti ;D il campeggio è stupendo (medito al più presto una vacanza in tenda) e sono sicura che frollina ne rimarrà entusiasta
    Un bacione
    fra

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