L’era dell’Acquario

E’ iniziata l’era dell’Acquario e a dire il vero io me la sento tutta addosso, tutta intorno.

E’ come se il mondo mi stesse dando dei segnali (e non solo alla sottoscritta) che dietro l’angolo aspettano cambiamenti, evoluzioni. Mi è tornata voglia di scrivere a mano e mi sono comprata un’agenda per riprendere quella mia vecchissima abitudine di tenere un diario autoreferenziale e ombelicale, solo per me.

Le persone a cui voglio bene prendono decisioni importanti e alcune di esse sembrano sinceramente ispirate da qualche illuminazione. Esco con le amiche e certe volte mi sento come in quelle serie che durano un sacco di puntate, ti affezioni ai protagonisti e a un certo punto c’è il finale e il finale è quasi sempre un “sei mesi dopo” e la voce narrante ti racconta cosa è successo ai personaggi principali e sono sempre robe che non ti aspetti.

Io sento che c’è qualcosa che deve evolversi ma ancora faccio fatica a focalizzare.

E’ qualcosa che ha che fare con la mia vita professionale e con quella creativa, che a volte si incontrano, a volte no. Ha a che fare anche con questo blog probabilmente, con la voglia di riprendere in mano il lato più narrativo, scrivere per il lusso di scrivere, senza altre finalità.

C’è anche il blog di mezzo, ma in realtà quel che è davvero centrale è la scrittura e il mio rapporto con essa. I tempi sono cambiati e ormai avere un blog è diventato molto più “professionale” che quando ho aperto Panzallaria. Per conto mio ho sempre difeso la libertà di questo spazio, rinunciando a banner e limitando la promozione solo alle cose che realmente mi piacevano (o alle mie).

Nel 2005 i miei post erano soprattutto racconti, nel 2013 il tempo è più tiranno e il lavoro è aumentato, così scrivere è diventato un lusso che mi concedo molto meno. Eppure quel lusso mi ha salvata in molte occasioni, dovrei lasciargli certamente più spazio: difficile quando ogni giorno devi tenere un occhio sui progetti in corso e contemporaneamente pensare a come sfangare (economicamente) l’anno, dove dirigerti, cosa fare.

Ma c’è qualcosa in fondo che mi chiama, lo rivivo nei sogni, specialmente dopo sabato sera. Sabato sera sono tornata a teatro a vedere il mio spettacolo, dopo un sacco di tempo e oltre al fatto che ogni volta mi diverto, mi sono sentita pungere da qualcosa: la voglia di ricominciare a raccontare, solo per il gusto di raccontare. Una storia, forse non più tanto la mia, ma sicuramente una storia.

Nel frattempo penso che in questo primo anno dell’Acquario, io divento una arzilla quarantenne e che professionalmente sono ancora tante le cose che devo e posso fare, che il web è un po’ birichino, come una lente di ingrandimento piantata su un punto nero: il punto nero sembra enorme visto da quella prospettiva, ma se guardi bene resta un misero e piccolo poro ostruito.

Mi sento come quel punto nero, diciamoci la verità: piccola, persa, con tante incertezze, con un lavoro che amo ma  potrebbe fruttarmi di più in termini sia economici che di soddisfazione. Mentre penso queste cose, nel frattempo, da fuori c’è qualcuno che mi percepisce come un punto nero enorme, una gran galla del web, ma non è mica vero, è solo che leggerle le persone su un blog le rende un po’ fiction, anche se sono dei punti neri.

Insomma, sento qualcosa che sta girando dentro, sento energia che si muove ma non ho ben capito in che direzione e se proprio devo pensare a degli obiettivi, i miei obiettivi per quest’anno sono cercare di interpretare quell’energia, capire in che direzione voglio muovermi per STARE BENE.

Perché se una cosa l’ho imparata, a quasi 40 anni, è che cercare di stare bene senza troppe pippe e sfinimenti, è una priorità fondamentale. Ogni tanto bisogna buttarsi a capofitto nelle cose, ogni tanto basta scrivere una storia o un post, altre volte serve pensare in grandissimo.

Io adesso non lo so. Come tutti i punti neri non vorrei essere schiacciata e nemmeno sommersa da un mare di topexan. Devo trasformarmi in qualcosa d’altro (fosse anche solo un brufolo purrolento) prima.

Ok, capisco che la filosofia del punto nero non è proprio il massimo, ma rende, per me rende in questo momento.

L’illuminazione arriverà, come è sempre successo. Voglio lasciarmi ispirare dall’amica che sta per cambiare città per amore e da quella che ha mollato un super lavoro per inseguire i suoi sogni.

E voglio imparare a leggere i segni. Perché ci sono, lo so, solo che al momento mi sento un po’ analfabeta.

Nel frattempo, caro cambiamento, non mi stritolare troppo: sono uno scorpione e come tale carica di ossessioni, manie e fortemente abitudinaria. Lasciami capire, respirare e ti asseconderò, stanne certo.

4 commenti
  1. Francesca
    Francesca says:

    Sarai come la piuma di Forrest Gump, che ti lascerai trasportare da questa energia che senti… brava lasciati andare, tutto il resto verrà da solo. In bocca al lupo.

    Rispondi

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