L’armadio

Ho sistemato l’armadio della creatura. Che – attualmente – ha più vestiti di me e Tino messi insieme.
Questo fine settimana abbiamo attaccato alle pareti della sua stanza un po’ di cose; la “Preghiera semplice” di San Francesco in pergamena, che mi regalò un’amica di mia mamma per la comunione e a cui ero molto affezionata (a me San Francesco è un santo che mi è sempre piaciuto, un po’ comunista e così essenziale).

Poi abbiamo attaccato a una parete un filo lunghissimo di perle colorate e uccellini svolazzanti che ci ha regalato la Bia e che è il corrispettivo orientaleggiante delle apine.
Manca solo che Tino si prenda due ore per attaccare le stelline che assorbono la luce e fanno le costellazioni sul soffitto e siamo quasi a posto.

Io c’ho una mezza idea di fare un quadretto con tutte le nostre foto da piccoli, ma sospetto che ci metterò un po’ a trovare l’ispirazione giusta per ispezionare i numerosi album di mia suocera e recuperare l’essenza infantile di Tino.

Le stelline andranno posizionate come comanda Dante Alighieri: nella esatta posizione astrale di quando è partito per il viaggio della Commedia. Così comanda papà Tino, fino dantista, che nel portafoglio invece della mia, tiene un immagine del Poeta.

Sono molto orgogliosa della cameretta di Frollina, perché abbiamo usato tutti mobili già esistenti (a parte la culla che ci è stata prestata e il lettino pure) e ha un che di vissuto, di storia di famiglia, che mi piace molto.
Il tavolino (da cui per il momento io lavoro) è un vecchio banco del telegrafo, dove lavoravano i postali all’inizio del 900.
Lo ha recuperato mia zia che lavorava in posta a Milano, negli anni ottanta. Lo volevano buttare e lei lo ha portato a casa. Ci sono perfino i buchi per i fili del telegrafo.

L’armadio e la cassapanca sono antichi pure quelli e arrivano da qualche ramo della famiglia di Tino.
La libreria (ora impegnata da bambole, peluche e regalie varie) è la prima cosa che è entrata in questa casa al tempo.

Insomma: non è una stanza “foppapedretti” ma a noi ci piace lo stesso un bel po’, anzi forse di più…

A Frollina le hanno dato in prestito sacchi e sacchi di abiti dismessi da altre bambine.
Ma, a parte la Veve che ha la Soffice nata a dicembre, gli altri sacchi sono pieni di cose che non potrà mai mettere. Perché le rispettive proprietarie sono entrambe nate in estate e si perde il giro…

così ieri ho fatto un po’ di ordine e pulizia.
Ho selezionato e studiato così tanti body e tutine e gonne e altro che alla fine avrei potuto venire assunta a Prenatal.
Mi sono stupita della quantità di fantasie, colori, invenzioni prodigiose che popolano l’abbigliamento per l’infanzia.
Non una tuta uguale all’altra!!!
Ora l’armadio è un ovetto pieno. Ho sistemato tutto in modo “rotatorio”, perché questa bimba cresce un sacco (è già lunga dieci cm in più che alla nascita!) e alcune cose le riesce a mettere pochissimo.
Inoltre, avendo così tante vestiti (tra regali e prestiti), per poterle vedere addosso tutto, in questi mesi devo cambiarla quanto il re di francia.
Ho riempito uno scatolone delle cose che non potrà mai mettere e degli abitini dismessi.
Per decidere, poi, che fare.
A parte veve, che molto intelligentemente ha apposto una V sulle etichette delle cose che mi ha prestato, delle altre robe non mi è chiaro il destino. Devo ridarle ai rispettivi proprietari? Me le posso tenere e deciderne la sorte?

Non mi ricordo affatto chi mi ha dato cosa. Quindi, quanto meno, dovrei far venire qui loro e scegliere.

Nel frattempo la Frolli ha una quantità di cose che quasi mi vergogno. Ho dovuto dispensare un intero cassetto del fasciatoio alle scarpe e scarpine varie…
se penso che io, fino alla gravidanza, c’avevo solo gli anfibi…

Mi sa che non appena avrò dismesso un bel po’ di roba, organizzerò, tramite il blog, una session di scambi con neomamme.
Così almeno, tutte queste meraviglie girano…

E, davvero, qui ci sono cose sia per mamme invernali che estive…
potrei aprire anche io un negozietto di roba usata!!!

vado a tentare di chiudere l’armadio, universo parallelo di gonne, pantaloni, casacche, cappelli e scarpine infantili…

10 commenti
  1. Chiara dice:

    Ottima idea, lo scambio di vestiti. Io per il momento mi rifiuto di acquistare qualunque cosa, proprio perché confido nel riciclo selvaggio. Io del resto ero la quinta figlia e ho campato così fin dai primordi. Sono assolutamente certa che Meryem avrà meno problemi di vestiario di quanti ne abbia io adesso… Chiara

  2. ipazia dice:

    Quella dei vestiti è una girandola infinita 🙂

    comunicazione di servizio: cerco blog di bolognesi,chi ne conosce me li segnala? grazie!
    ipazia

  3. Panzallaria dice:

    ti ho mandata mail, cara Ipazia, segnalandoti i miei lettori bolognesi e i superblogstar dello spettro della bolognesità!
    baci
    panz

  4. Francesca dice:

    bella la camera della bimba con i mobili vecchi e tutte le decorazioni colorate! Il giorno che anche io avrò un figlio sarà lo stesso. Ciao!

  5. Ida dice:

    Anche a me piace “decontestualizzare” mobili e suppellettili varie…in camera mia (ancora è lontano per me il tempo delle Frolline!) sto per mettere un lampadario stupendo che ho trovato nella vecchia fabbrica (dismessa da 30 anni, non sono una capitalista, Panzy!) di mio nonno…e sto mettendo mano anche alle vecchie scrivanie da ufficio anni ’60!
    E che sfizio ci sarebbe mai in una cameretta preconfezionata…che bello il tuo spirito, che bei cervelli che dovete essere tu e Tino e che fortunata la Frollina che appena nata ha già una miniera di ricordi pronti per farla sognare, sorridere, pensare.
    Baci a tutti e tre.

  6. SLIM dice:

    Io invece per la cameretta -intendo lettino e fasciatoio- sono andata sul nuovo. Economico, su internet, ma nuovo. Non so, siccome riciclo sempre tutto e tutto e’ sempre un po’ precario, ho voluto qualcosa di solido e nuovo. Poi pero’ la cassettiera e’ da 4 soldi e molti dei vestitini di Isa provengono da Ebay.
    In ogni modo la cameretta e’ pitturata ma ci sono ancora da attaccare quadretti, disegnini e farfalline varie.

    Siamo proprio un disastro!!

  7. angela dice:

    ciao,
    quando è nata giorgia abbiamo ricevuto talmente tanti abiti che non è riuscita ad indossarne moltissimi…e io mi arrabbiavo,mi spiaceva tanto spreco…poi ho avuto un’idea:ho portato gli abiti che ci avevano regalato nel negozio di provenienza e ho chiesto di cambiarli con uno uguale,ma da 12 mesi!!!così quest’estate giorgia è già pronta ad indossare mille bellissimi vestitini!
    ciao,baci.
    ah.è più bella questa pagina rossa d’apertura…mi mancava il rosso nel tuo blog…per me panzallaria è sempre vestita con qualcosa di rosso.
    baci.
    a. & g.

  8. labelladdormentata dice:

    Amche noi abbiamo vissuto per anni riciclando vestitini per bambini. Io ricevevo dalle mie amiche con i figli più grandi e a mia volta donavo quello che ai miei non andava più bene. Con una mia amica in particolare è andata molto bene: abbiamo i figli che si distanziano di 1 anno l’uno dall’altro. L’unica sfortuna è stata che la mia ultima figlia è, appunto, femmina, mentre lei l’anno dopo ebbe nuovamente un maschio.Ai ragazzi è sempre piaciuto sapere di chi erano quei vestiti. E poi il cambio di stagione diventava una festa, con i vari inviti per scambiarsi i vestitini dei bimbi! E quando si tornava a casa era tutto un provare cose e decidere questo a me, questo a lui, questo a lei!Poi sono cresciuti, già alle elementari è diventato più difficile lo scambio, perchè i ragazzi tendono a sciupare di più, ma l’affetto e la rete di amicizia è rimasta solida e forte e tutt’ora esiste tra noi mamme, ma anche tra i ragazzi, come essere fratelli di vestiti!

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