Panzallaria – blog di panza

Precaria dentro ma anche fuori

Le mie cose

“Sono un po’ depressa perché mi devono venire le mie cose”. “No, oggi in piscina non ci vengo perché c’ho le mie cose”.

Le mie cose, le tue cose, le nostre cose. Cose di donna. Cose che portano altre cose; come bambini, se non vengono per nove mesi. Come Sindrome pre-emme, se sei a metà del ciclo. Il ciclo che riproduce le tue cose.

Ora.

Che il giorno del proprio compleanno una si svegli con le mestruazioni già mi sembra un’ingiustizia da Corte d’appello, se poi ci si mette anche la Lines a rincarare la dose, allora c’è di che parlare (e scrivere un post supplementare!). Read more

34

Oggi sono 34 gli anni che ho passato in questo mondo. 34 non è un numero che mi piaccia molto, 33 lo preferivo con il suo carico di simbologia cristologica, ma va bene lo stesso.

Ho 34 anni e la mia vita non mi fa tanto schifo, anzi: non posso proprio lamentarmi!

A Bologna piove come 34 anni fa, così io me ne sto rintanata in casa che devo lavorare un sacco e quindi ora – dopo scritto questo post – con la frollina dai nonni e Tino al lavoro, mi concentro sulle cose che ho lasciato un po’ indietro. Read more

‘Delmo

Sabato sono andata a portare i vestitini della frolla a ‘Delmo che è questo amico della Bà che con un furgone porta aiuti nei campi profughi in Bosnia.

Delmo è un omone alto alto dai capelli grigi e le mani grandi che se ne gira con camicioni da figli dei fiori e un pulmino con disegni e patacchini  e bandiere arcobaleno sopra.

E’ un tipo di poche parole, di quelli che ne rimangono pochi così e che vanno a vendere libri e cd nei banchetti davanti ai concerti, per finanziare campagne di sostegno per molte cause.

Non posso dire molto, perchè ‘Delmo non vuole tanta pubblicità.

Quando ci ho chiesto se gli interessava ricevere anche vestiti da adulti, che il dottor Carlo, mia mamma e altri si erano interessati alla cosa, mi ha detto:

“No, io prendo solo vestiti per bambini” e ha continuato “vado in Bosnia una volta al mese ma non dirlo mica tanto in giro che se no arrivano un sacco di genti che mi danno le robe per svuotare gli armadi che così si pensano di lavarsi la coscienza. Ma non basta mica dare dei vestiti in Bosnia per lavarsi la coscienza…”

e poi se n’è tornato alle sue occupazioni, facendomi un grande inchino e un sorriso sdentato.

E’ stato in quel preciso istante che la cacchitudine che ogni tanto si impossessa di me ha preso il sopravvento e in macchina con la babi sentivo la mia propria puzza puzzare vieppiù…

e questa cosina della coscienza lavata con la candeggina e anche l’ammorbidente mi faceva eco nella testa.

e sentivo l’odorino della mia propria animuccia stesa al sole ad asciugare.

Felicitazioni Pierferdi

Felicitazioni a Pierferdi che ha oggi regolarizzato la sua situazione affettiva e ora lui e l’Azzurra sono una VERA famiglia.

Mica come noi altri taroccati che andiamo in giro per l’Italia a sputtanarne l’Istituto…

Si dice che Lui fosse bellissimo, che abbia anche pianto molte delle sue lacrime demo e cristiane e che abbia giurato che questa è l’ultima volta, che quell’altra si era sbagliato ma ha subito fatto penitenza davanti alla Madonna e infatti poi è tornato pulito come una verginetta.

Si dice che lei lo guardasse con gli occhioni grandi, pieni di ardore e passione sentimentale…

La cerimonia, per pochi intimi, si è svolta a Siena, lontano dai riflettori e dalla celebrità.

Viva gli sposi!!!!!!!!!

e soprattutto, finalmente, viva la famiglia.

siamo tutti molto più sereni.

Delle cose orrende del mondo

Spoiler: Non leggete questo post mentre sorseggiate il caffè o cercate di rilassarvi perché qui parlo di una cosa bruttabrutta. Se mai leggete il post precedente che è dedicato al Podcast.

Allora. C’è uno che crede di essere un artista e decide che vuole fare vedere una di quelle performances che vanno tanto di moda oggi, di quelle che tu ti configuri come opera d’arte e magari ti fai mille pearcing o mille tatuaggi e così sembra che sei un artista coi controcoglioni. Read more

Podcast day 2007

”Podcast

Io a questa iniziativa del PodCast day di oggi ci partecipo un po’ a modo mio.

Scusate ma tre podcast me li dovrei proprio inventare che per ragioni di tempo non riesco ad ascoltare tante cose che escono dal mio piccì, che le dovrei ascoltare mentre lavoro e poi mi incasino.

Però mi è piaciuto molto, tramite Bloggo Intestinale ascoltare uno scrittore che in un podcast della Feltrinelli leggeva un pezzo di un suo libro che io avevo già letto. Mi ha fatto una certa impressione. Lo scrittore in questione è Paolo Nori che scrive in un modo tutto suo – molto emiliano – e ascoltarlo leggere dà un senso maggiore al suo stile. Read more

Tinate

Tino, homo tecnologicus per eccellenza, sta subendo degli smacchi pazzeschi dalla stessa tecnologia da lui acquistata con dedizione e amore.

Lui che si picca di essere il Re dei furbi, il Furber King per eccellenza  – che da Mac Donald gli volevano dedicare un panino – ultimamente perde dei colpi vieppiù.

A me poi si dice che sono una recriminatrice, ma non posso non pensare alla macchina fotografica, acquistata su Internet per prendere er mejo della tecnologia, dopo anni che – ammiccante – mi sentivo dire: Read more

Qualche fotina

Ho inserito sul mio account di Flickr qualche nuova fotina scattata negli ultimi mesi, tipo questa: Read more

In fila dal salumiere

In fila dal salumiere, ieri al supermercato, ho avuto l’ennesima prova che sto invecchiando. Succede che frollina ed io ci troviamo ad aspettare il nostro turno di fianco a due baldi sedicenni.

Lui e lei che ogni due per tre si infilano la lingua in bocca. Ma fin qui solo sporca invidia. Read more

Il guardaroba

Domenica, lesta lesta di buon mattino, mi sono messa all’opra.

Udite, udite: ho svuotato e riordinato l’armadio della frollina, che mi sembravo mia mamma!

Perché ultimamente, a dirla tutta, non facevo altro che ravanare tra tutine da un mese, pantaloni da tre mesi e bavaglini da neonati per trovare un vestito decente da indossare a mia figlia che – nel frattempo – è cresciuta e sta per scollinare il traguardo dell’anno! Read more

Per aspiranti scrittori

Segnalo con piacere un bel progetto (e locale) che pesta terra bolognese: Arterìa.

Arterìa vuole promuovere cultura e arte, in ogni sua forma.

Arterìa indice un concorso letterario per aspiranti scrittori: “Arterìa Racconta“. Ogni due mesi la redazione sceglierà un tema e tu, io, noi potremmo cimentarci nella ideazione di un racconto di 9000 battute (5 cartelle).

Se alla redazione ci piace il tuomionostro racconto, allora ci pubblica su questo blog, ci fa leggere in pubblico e tante altre simpatiche cose di cui potete informarvi qui.

Il primo tema scelto è Bologna. La scadenza per l’invio del racconto è capodanno.

Ora tocca a te.

Che sei di Bologna, che Bologna l’hai sognata, che a Bologna ci hai fatto l’università o c’hai dato il primo bacio, o sei rimasto imbottigliato nel traffico della tangenziale….

Sueggiù

A volte l’umore è su, a volte l’umore è giù. Il tempo, quello ci dà una bella botta. Ma non solo. Il fatto che la Frollina abbia iniziato un periodo di capricci intensissimi, di notti dormite a singhiozzo e sveglia – puntuale – alle 5, contribuisce. Ma non solo.

Diciamo che la cosa che più mi preoccupa, la cosa che maggiormente mi rende umorale e piena di pensieri (che a dirlo di me c’è abbastanza da ridere…) è il lavoro.

Sempre lui, porco cane.

Come il protagonista de L’uccello che girava le viti del mondo di Murakami non riesco ad avere nella testa un’immagine. Read more

In presa diretta

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Il riscatto della vera cacca

Oggi siamo state alla visita di controllo: la frollina sta bene, è guarita.

Stamattina – lo ammetto – quando ho telefonato alla Nazipediatra per prendere appuntamento, mi batteva il cuore come prima di un esame all’università. Perché mi ha fatto sentire una vera cacca con i suoi modi acidi, l’ultima volta. Perché è una donna tutta di un pezzo (di legno) e anche se non metto in discussione le sue capacità pediatriche, di certo, dal punto di vista umano è più fredda di un ghiacciolo al limone… Read more

Partire

Oggi che la frolla compie dieci mesi, che il muco sembra arrestato e che anche la sottoscritta sta meglio, mi piacerebbe partire.

Leggo un bellissimo post di Yenibelqis su Roma e vorrei partire. Andare, viaggiare. Con figlia a carico, con Tino al fianco.

In un’archetipo assoluto del viaggio familiare; di quelli che ti sogni e poi non sono mai proprioproprio così, ma quando sali in macchina, che sei pronto per partire, allora ti sembra che sarà tutto perfetto e ti passa quel brividino dell’aspettativa lungo la schiena. Read more