La ninna nanna ipnotizzante
Dopo due anni e due pugni di mesi che si avvicinano ai tre, ho finalmente trovato la ninna nanna perfetta per Frollina.
Cioé, il canto è sempre lo stesso da quando è nata, ma ho perfezionato uno stile tale da essere giunta alla perfetta intonazione, ritmo e salmodia, tanto che la piccola, alla seconda strofa è rinsecchita. Read more
Il cimmena e la nanna a scuola
Siamo andati al cimmena ieri. Di mattina. Era il primo “cimmena” della frollina. Da un po’ c’è questa pubblicità dell’Era Blaciale 3 e lei ci voleva andare. “L’era blaciale, l’era blaciale!” diceva tutti i giorni, puntanto il ditino contro il poster.
Mamma Mammut e papà Mammut le piacciono molto. Ché l’anno passato, durante tutte le influenze, si è fatta invena dei film precedenti in dvd, a casa. Read more
Anche gli zombie si amano
La frollina ha avuto una di quelle nottate agitate che mettono a dura prova nervi e fisico dei suoi genitori. Verso le 3 del mattino ha cominciato ad alzarsi a ripetizione e – come ho scritto anche ieri – voleva solo me. La prendevo in braccio. Le davo un po’ di “cucco” (succo di frutta in frollinese) e la coccolavo fin quando non sembrava addormentata. Tentavo di rimetterla nel suo lettino come se fosse una bottiglia di vetro di Murano, con la paura di spaccarla in mille pezzi e non appena avevo sistemato la bomba addormentata, coperta con il suo piumino e avvolta nell’amore dei suoi amici di nanna, me ne tornavo a letto.
Non facevo in tempo a gustare il tepore del mio di piumino che lei partiva come una sirena. “Mamma!??!!!, Mamma??!!!” sempre più supplichevole.
Tutta la solfa si è riproposta uguale a se stessa fino alle 7.00. Ho tentato di portarla nel lettone ma non ne ha voluto sapere. Mi guardava in lacrime urlando “letto piccolo! letto piccolo!!!!!!!!!” che in frollinese significa:
“Portami nel mio letto ma non prima esserti spaccata la schiena cullandomi fin quando Morfeo non mi avrà riacchiappata! e non osare sederti, truffaldina di una mamma!, io voglio che mi coccoli rigorosamente in piedi, come in quelle torture cinesi che mi fanno tanto ridere. Uah. Uah, Uah”.
Alle 7.00 ha accettato di buon grado di dormire spalmata addosso alla sottoscritta. Tino si è trasferito bofonchiando sul divano e ci siamo goduti una grassissima ora di sonno.
Nel corso di questa epopea, il non marito ed io, come al solito, abbiamo cercato di aiutarci a vicenda e di ottimizzare le risorse, anche se la piccola bastarda da quando si è intestardita che le coccole presonno spettano alla sottoscritta ha rovinato i nostri pianificatissimi cambi da esercito, collaudati già nei due anni precedenti.
Questo ovviamente, quando si è stanchi e infreddoliti dalle notti dicembrine, porta con se’ un piccolo carico di nervosismo e si finisce puntualmente per trasformarsi in Sandra e Raimondo.
Tra tutti i pensieri fatti da Panzallaria mentre si dondolava con la sua bimba nella notte, uno in particolare campeggiava.
Ieri sera, due anni fa, io sono entrata in ospedale per metterla al mondo quella piccola teppista.
Ieri sera, due anni fa, con una scena degna di un film splatter ma anche comico mi si sono rotte le acque al cospetto del marito della mia compagna di stanza che – vuole il caso! – era anche una mia amica di infanzia che non vedevo da quando andavamo alle elementari.
Se non fossi stata presa dai crampi pretravaglio e dall’agitazione dell’evento, mi sarei vergognata molto quando il succitato mi ha seguita, mentre andavo a chiamare le infermiere, per dirmi che c’era qualcosa che penzolava dalla mia gamba e mi sono accorta che si riferiva al tappo mucoso, orribilmente appiccicato a uno dei miei polpacci. (Mi sono sentita tanto dentro a Tutti pazzi per Mary!).
Poi, due anni fa, nel corso di quella notte, iniziò il mio lunghissimo travaglio che ebbe termine alle 3.01 del 18/12 quando i capelli con la frollina intorno uscirono dalla sottoscritta.
Dunque stanotte, mentre lei piagnucolava e non voleva dormire e mi chiedeva il cucco, pensavo che probabilmente stava tentando, nel suo modo di fanciullina, di festeggiare degnamente insieme a me quei “fantastici” momenti che col cavolo che una dimentica il dolore, io me lo ricordo tutto e non è esattamente uno dei pensieri più piacevoli che possa fare
Stamattina non vedevo l’ora di consegnarla al nido. Ero proprio stufa, lo ammetto. Tino aveva un color cartapesta da paura. Prima di rivolgerci la parola è passato un po’ di tempo e quando finalmente l’ho guardato con le mie occhiaie da morticina e il labbro in avanti per chiedergli un bacio che ancora non ci eravamo scambiati, lui con una voce baritonale da sonno privato mi ha risposto:
E’ vero, in fondo anche gli zombie si amano!
Abbiamo riso molto. Un po’ come ho fatto ieri, da sola, quando mi sono infilata al bar per comprare il succo di frutta per la frollina, che c’abbiamo il rito che la vado a prendere dal nido e mentre le infilo le scarpe lei beve un bibe di succo e ieri ero fuori casa. Trafelata e di corsa sono entrata nel mio bar e ho chiesto se mi davano un cucco alla pera. Giuro, l’ho chiamato cucco.
Perché a essere sinceri, sono i bambini che ci cambiano, più di quanto noi cambiamo loro.
Domani, compleanno della frollina, ci sarà la festa di natale all’asilo. Io preparerò una torta natalizia/augurale e ci hanno permesso di cantarle tanti auguri con la candelina. Pare che i bambini con le educatrici stiano preparando una sorpresa per i genitori (la dobbiamo portare alle 16.30 e poi ripresentarci alle 17!) e dalla quantità di canzoni che sento circolare per casa ad ogni ora, qualche idea mi è venuta. Lei è emozionata. Credo abbia capito che sta per compiere “due” perché mi chiede ogni giorno di soffiare sulle candele. Potrebbe avere 40 anni e festeggiarli degnamente, visto tutto l’allenamento fatto!
Domenica faremo la festa dei bimbi. Prevedo un gigante casino di marmocchi che cercheranno di gambizzare i nostri gatti. Dopo quell’occasione credo che la santificazione della sottoscritta e di tino sarà compiuta.
Primo bacio
La frollina – che tra due giorni diventerà una splendida duenne – sta attraversando una nuova fase di crescita. Da un po’ è diventata estremamente mammona, alterna fasi di allegria gioiosa (tipiche del suo carattere) a momenti in cui sembra che un nero nuvolone le passi sopra e ha assoluto bisogno che di alcune cose mi occupi solo io. Se la notte si sveglia e ci va Tino (che cerca anche di essere molto presente!) lei comincia a piangere come una vite. Se siamo a tavola e chiede acqua e gliela passa suo padre, certe volte lo guarda e imperativa se ne esce con un “No. Mamma!” che indica che solo io posso versarle l’acqua.
Che fare? Qualcuno mi consiglia di assecondarla che si tratta certo di un periodo, Tino ed io siamo un po’ perplessi e a tratti abbiamo il timore che certe piccole fisse si possano trasformare come niente in capricci.
Per il momento l’assecondiamo e cerchiamo di rassicurarla. In fondo lei non è mai stata capricciosa e non è nemmeno una bambina troppo emotiva o attaccata a me in generale, per cui sono propensa a pensare che se sta attraversando questa fase le è necessaria.
L’altra sera la stavo addormentando in camera sua. Mille riti che si moltiplicano quando non ha sonno.
La tenevo in braccio quando ad un tratto mi ha guardata dritta negli occhi. Mi ha fatto un sorriso immenso e grande e poi mi ha stretto le braccia al collo e ha cominciato a riempirmi di baci sulla bocca.
Mamma, coccole, braccio chiuso!
continuava a dire.
Io ero emozionatissima. Avevo il cuore che batteva a mille. Perché la frolla non è mai stata molto fisica e ha sempre snobato alquanto i miei baci. I baci di tutti.
In passato, certe volte, ho anche sofferto molto per i suoi atteggiamenti scostanti e per il fatto che mi sembrava di essere uno tra mille per lei (sembra la dichiarazione di una amante delusa più che quella di una mamma!
) e quindi questo primo bacio mi ha toccato parecchio.
Ci siamo sbaciucchiate per 10 minuti e poi ha voluto chiamare anche suo padre e ha voluto baciare anche lui, anche se le danno fastidio i baffi e gli ha perfin chiesto di tagliarseli!
Mentre eravamo lì tutti e tre, a fare il panino dell’amore, ho sentito un istante di pura felicità pervadermi. Non mi importava più se era un’ora che tentavo di farla addormentare e se a forza di inventarmi canzoni e saluti a ogni oggetto della sua stanza mi era venuta un’orchite pazzesca.
La ruffiana con il suo eclatante gesto è riuscita a cancellare ogni stanchezza. Così mi sono riseduta e le ho raccontato la favola che vi scriverò nel prossimo post.
Alla fine lei ha cominciato a russare e io sono uscita dalla cameretta che mi sentivo una mamma arrivata.
Di Estevill, modi di fare la nanna e punti di vista
Ricordo ancora quando decisi di scrivere – candidamente e senza sapere cosa mi avrebbe aspettato – che avevamo iniziato a usare il Metodo Estevill con la Frollina. Succedeva circa un anno fa. Si scatenò il finimondo. Discussioni in calce al post: fui perfino accusata di essere una mamma nazista.
Capii in quella occasione – poi è successo mille altre volte – quanto la gente che legga blog a volte possa diventare cattiva, acida, giudicante. Perché di fronte ad una persona che ti sta intrattenendo e sta condividendo la sua esperienza, trovo che sia veramente brutto partire in quarta tagliandola a fette come si farebbe con il prosciutto. Spesso poi perché si è voluto trovare in un post quello che stavamo cercando: quello che ci aiuta a far uscire la rabbia. Che è poi più facile arrabbiarsi e offendere la panzallariaditurno che prendersela con il proprio capo, con la moglie che tradisce o con il marito che non ti tromba.
Comunque.
Passato un anno ho deciso di scrivere un articolo sulla nanna per Liquida Magazine e girovagando per la blogomammasfera ho trovato reazioni analoghe a chiunque si sia attentato anche solo di nominarlo l’Estevill. Anche alla riunione dell’asilo nido della frolla, per dire, ad un certo punto una maestra ha tirato fuori l’argomento ed è come se noi mamme fossimo passate dal trovarci rannicchiate sulle seggioline da nani a parlare di inserimento e cazzimazzi d’asilo, direttamente in un’arena. Due fazioni. Read more
Gilberto
Gilberto è arrivato in una sera d’estate come questa. Avevo otto anni ed ero in vacanza a Cesenatico con mia nonna. Mio padre era venuto a trovarci e insieme eravamo andati a passeggio sotto al grattacielo.
In mezzo ai negozietti di mare, mentre camminavo per la via, è comparso lui.
Brutto. Di una bruttezza quasi imbarazzante. Questi occhi stortarelli campeggiavano sul suo muso di mastino napoletano: un peluche di quelli che non vorresti mai incontrare.
L’ho visto e mi sono innamorata. Mio padre mi ha detto “vuoi prendere qualcosa?” e io ho colto la palla al balzo e me lo sono portata a casa. Un canedipezza tanto brutto non poteva che avere un nome altisonante e così l’ho chiamato Gilberto.
Da allora, per moltissimi anni, Gil ha condiviso con me il letto e i viaggi e le lacrime.
Non potevo dormire se Gilberto non era accanto a me ed è stato così fino a poco prima di conoscere Tino, quando i miei amici erano già pronti a contattare la Neuro per questo strano rapporto simbiotico con un peluche.
Nel 1992 Gilberto è salito con me sul treno. Partivo per l’Inter rail con la Nora e Perfectgirl: il mio primo viaggio da sola. 30 giorni. 360mila lire. Tutta l’Europa nelle nostre mani e in quelle del mio canedipezza, ben adagiato sul fondo dello zaino Invicta acquistato per l’occasione.
Avevo il cuore in gola mentre il treno prendeva la strada per Monaco e sentivo un pizzicorino sulle braccia, di quelli che senti solo a 18 anni.
Le mie amiche mi prendevano per il culo per questa storia di Gilberto ma lui ben presto divenne la nostra mascotte: in ogni ostello arrivassimo si divertivano a nasconderlo e a mandarmi delle letterine minatorie delle più fantasiose con la richiesta di riscatto.
Qualche anno prima Gilberto era stato “rapito” anche dai miei compagni di classe, durante una gita, e lo avevo ritrovato su un campetto di basket di Inculandia, dopo che loro ci avevano giocato.
Qualche mese prima Gilberto aveva raccolto sul suo orrido muso tutte le mie lacrime, quando la storia d’ammore con Primmamore era finita e io non potevo farmene una ragione.
Un anno dopo sarei stata disposta a separarmi da Gilberto per inviarlo in ospedale, dove la Silvia lottava per vivere e alla fine trovò la morte, ma non me lo lasciarono fare, che uno in coma è tutto soggetto a una profilassi pazzesca e non è che puoi andare lì, accarezzarlo e lasciargli un cane di peluche che faccia la guardia.
Gilberto è venuto a Milano e anche a Torino. Non dormiva più con me ma continuava a riempire uno spazio nelle mie borse e accanto al mio letto.
Gilberto.
Non so come e perché, ma Gilberto è un filo d’Arianna che attraversa i miei ricordi, un ganglio tra gli eventi del mio passato e il presente.
Per cui stasera, quando Frollina accaldata durante il rito del prenanna mi ha consegnato tutti i pupazzi che ha nel letto, compresi Manolo e il CaneconleScarpe e Barbapapà che sono i suoi preferiti ma non ha voluto mollare Gilberto e anzi se lo è sbaciucchiato tutto, stasera
io
mi sono
commossa.
Sul serio
Dai denti al sonno alla pappa
La Frollina ha ricominciato a dormire.
Dalle 20.30 della sera alle 7.15 del mattino.
Senza un fiato nell’intermezzo.
Abbiamo constatato che la cosa è avvenuta in concomitanza con il fatto che sono spuntati due denti nuovi. Read more
Post leggero
Questo è il terzo post che scrivo oggi. Gli altri due erano “massicci”, politicamente scorretti e molto espliciti rispetto al mio pensiero.
Però c’avevo voglia anche di comunicare la brillante leggerezza che si sente addosso una parte di me.
Oggi Tino (Santo subito!) ha preso la Frollina e l’ha portata con se’, a pranzo dai nonni. Io ho fatto le pulizie e mi sono anche fatta un po’ i cavoletti miei. Read more
Questa bambina sta attraversando una fase complessa
Questa bambina sta attraversando una fase complessa.
Ecco il pensiero che ho fatto stanotte, quando alle 3.15 – come ormai di consueto – la piccola frollina ha cominciato a piangere disperatamente.
Sono settimane. Settimane che alle 3.15 circa si sveglia. Piange, si lamenta. Va avanti 1 ora circa, a volte 2. Read more
Tecnocasalinga
Oggi sto meglio. Lo stomaco sembra tornato a sorridere e la frollina stanotte ha dormito tutto un sonno, dopo aver fatto molta fatica ad addormentarsi perché voleva stare in braccio e invece stiamo tentando di rieducarla al sonno, che abbiamo visto che quando si abitua a stare troppo in braccio, poi si sveglia di più durante la notte e vuole solo quello.
Ha così sventato i miei piani omicidi ancora una volta, sono tornata a volerle molto bene, a questa biscottina che dispensa sorrisi e coccole e guai. Read more
Primo passo
Per rincuorare tutti coloro che stavano per chiamare TelefonoAzzurro a causa delle mie naziazioni nannesche: frollina in tredicotre giorni, non solo va a nanna allegra come una Pasqua, non solo dopo che l’abbiamo sbaciucchiata, salutata, rincuorata e confortata, ci fa ciao con la manina.
Ma dorme. Dorme TUTTA la notte!!!! E ha ripreso a svegliarsi alle 8 e non più alle 5.30!!!!
Per tutti è un sogno. Perché l’è tornato appetito, perché è serena e perché ora non chiama più disperata, nel cuore della notte, in cerca di due braccia (le mie) che la cullino per dormire.
Il fatto che siano bastati 3 giorni mi fa credere che la mia teoria fosse esatto. Mi sentivo infatti che la bimba avesse perso sicurezza e si sentisse un po’ spaesata perché quando si era ammalata, un mese fa, le avevamo radicalmente cambiato le abitudini e io accorrevo non appena faceva “uè!”.
Ora sembra che – riprendendo le nostre routine e rassicurandola che non c’è niente che non vada – lei abbia ritrovato i suoi ritmi di vita soliti, quelli che tanto faticosamente le abbiamo insegnato.
Insomma. Io ( e sottolineo io, e sottolineo in maniera adeguata alla mia situazione) non posso che applaudire Estevill e mandargli un fascio di fiori rossi.
Perché era quello di cui Frollina aveva bisogno. E anche noi. Che diciamoci la verità: una intera notte di sonno non guasta, soprattutto quando attraversi periodi faticosi com’è questo per me.
Per quanto riguarda gli altri macroproblemi della mia vita, ora bisogna cominciare a risolvere quelli.
Alcuni avranno bisogno di più tempo, altri meno. Alcuni avranno bisogno di ironia e autoironia, altri di raziocinio e lucidità.
Ma sono pronta.
Pronta a salire sul barcone che – pur facendo acqua da tutte le parti – è pur sempre il mio.
La vostra eroina Panzallaria, nei prossimi giorni dovrà sfidare i loschi suoceri che hanno un malefico piano (che lei però è riuscita a smascherare grazie alla prova principe: i guantini della sfida!) per toglierle ogni autorità sul piccolo e tenero frutto dei suoi materni ovetti.
La vostra eroina Panzallaria, poi, dovrà sfidare la burocrazia e invischiarsi in un’antica lotta intestina (di quelle che danno la diarrea, per dire
) e uscirne nuova e pulita e più forte.
Dato che la criptonite, alla vostra eroina Panzallaria, non le fa alcun effetto, credo che proverà con la Nutella.
Perché, come mi ha consigliato qualcuna di voi, la Nutella ne ha salvati tanti.
Alcuni vostri commenti mi hanno fatta incazzare
Lo dico pubblicamente, così non rischiamo fraintendimenti.
E mi rivolgo soprattutto a te, cara Paola che fai la maestra in casa d’altri.
Ma voi pensate veramente che io sia una nazista che addestra frollina come un cane, non ha il cervello per adeguare le norme al proprio vissuto e al proprio ruolo materno amoroso e che metto mia figlia in una condizione di campo di concentramento????
No perché se è così: PUSSATE VIA, NON PASSATE PIù DI QUA CHE IN QUESTA CASA NON SIETE GRADITI.
Perché?
perché non avete capito una cippa.
Non pretendo che non sia così ma pretendo il rispetto. E cani sarete voi.
Credete veramente che io legga un libro ed eventualmente lasci VOMITARE mia figlia nel lettino???
Non so voi ma io non ho mai preso le cose pedissequamente e ho sempre cercato di adattarle alla situazione e di farlo in modo critico e pensante.
Quindi per favore, prima di lanciare giudizi pesanti come il piombo, contate fino a 10, se no poi a me viene la stessa tentazione eh???
Trovo ridicolo e assurdo che un bimbo di 10 mesi dormi attaccato al lettino di mammà cara Paola, ma non mi sono mai permessa di imporre questo mio pensiero ad altri.
Freestyle, che la pensa diametralmente all’opposto di me, lo può confermare: sono per la libera scelta in libero mondo.
Ciò che è giusto per un bimbo, non è detto che sia giusto per un altro.
E sai cosa? mia figlia che dorme nella sua stanza da quando di mesi ne aveva 3, a 10 mesi col cazzo che si svegliava alla notte per essere allattata.
Ha sempre fatto tutto un sonno. Tranne nell’ultimo mese, in cui ha cominciato a fare i capricci (e se lo dico io che la conosco e tu come mamma montessoriana dovresti saperlo ancora meglio!), proprio di capricci si trattava.
Perché è stata male e ho cominciato a riaddormentarla nella notte cullandola e lei ci ha preso gusto.
Svegliandosi anche 4 volte per notte. Per sfizio.
Ho applicato due giorni di Estevill (non avrei mai fatto vomitare mia figlia!) calibrato sul nostro vissuto e mia figlia ha ripreso a dormire tutta la notte senza mai svegliarsi, non piange nemmeno quando si addormenta e si sveglia molto più allegra.
Allora??? forse per frollina non è che c’ho un po’ ragione io???
Come i miei lettori sanno, non leggo molti libri sulla maternità perché spesso li trovo infarciti di luoghi comuni che nulla hanno a che vedere con il mio istinto e il mio modo di rapportarmi ad un’altra persona: mia figlia.
Come molti lettori sanno, proprio all’istinto mi sono sempre affidata e non alle stronzate da sito new age o da consumismo sfrenato di mamma che vuole dare il meglio al proprio piccolino, basta sia firmato o approvato dal pediatra sticazzi.
Come molti sanno, ho sempre accettato il contradditorio, l’offesa gratuita no. E come vedi, cara Paola, so offendere anche io se voglio.
Perché a me di passare per la nazista addestratrice di cani perché una che non so nemmeno chi sia e si firma con un sito non suo, mi fa girare i coglioni a 1000.
Non sai un cazzo di me ne’ della mia storia nè di mia figlia. Pensa al tuo piccolino di 10 mesi, fa la mamma full time e smettila di comportarti come se gestissi la santa inquisizione, che l’epoca delle streghe che bruciano sul rogo è finita.
E quelli che hanno pensato che fossi una nazista sul serio e che c’hanno il cervellino così poco flessibile da credere che io faccia qualcosa contro mia figlia.
FUORI DALLA PORTA
piesse: nessuno ha mai detto che queste sono cose poco importanti. E’ evidente che non ne scriverei. E’ evidente che non gestirei un blog dove nel mio piccolo cerco di dare anche un minimo sostegno ad altre mamme che si sentono inadeguate come la sottoscritta (le mamme perfette, quelle mi interessano ancor meno delle noccioline), ed è evidente che non mi inalberei tanto.
Detto questo, smettiamola di vedere solo le nostre poppe cariche di latte. Il mondo è grande, pieno di cacca e di cose orribili. E la vita di ognuna di noi, almeno la mia, non finisce nello sdilinquimento per il sorriso di mia figlia.
Questa è solo una parte.
E ribadisco che io me la prendo con il modo e non con le idee diverse dalle mie. OK???
Io non vi chiedo di fare come me e non mi permetto di giudicare, voi fate altrettanto che questo non si chiama contradditorio ma scopa nel culo
Facciamo la nanna
Dato che negli ultimi giorni mi sono piovuti c***i da tutte le parti e che per un attimo mi sembrava di avere perso un po’ la bussola della mia vita e delle mie azioni, di sfasciare tutto quello che avevo intorno, mi sono messa a pensare un po’.
Ho cercato di prendere tutti gli accadimenti, emotivi e pratici, tra cui anche una pesantissima lite con i suoceri, di cui forse vi racconterò prima o poi e di cercare in essi un filo comune, un comune atteggiamento, come fossero tutte facce dello stesso dado, anche se apparentemente scollegati. Read more











