Di Estevill, modi di fare la nanna e punti di vista

Ricordo ancora quando decisi di scrivere – candidamente e senza sapere cosa mi avrebbe aspettato – che avevamo iniziato  a usare il Metodo Estevill con la Frollina. Succedeva circa un anno fa. Si scatenò il finimondo. Discussioni in calce al post: fui perfino accusata di essere una mamma nazista.

Capii in quella occasione – poi è successo mille altre volte – quanto la gente che legga blog a volte possa diventare cattiva, acida, giudicante. Perché di fronte ad una persona che ti sta intrattenendo e sta condividendo la sua esperienza, trovo che sia veramente brutto partire in quarta tagliandola a fette come si farebbe con il prosciutto. Spesso poi perché si è voluto trovare in un post quello che stavamo cercando: quello che ci aiuta a far uscire la rabbia. Che è poi più facile arrabbiarsi e offendere la panzallariaditurno che prendersela con il proprio capo, con la moglie che tradisce o con il marito che non ti tromba.

Comunque.

Passato un anno ho deciso di scrivere un articolo sulla nanna per Liquida Magazine e girovagando per la blogomammasfera ho trovato reazioni analoghe a chiunque si sia attentato anche solo di nominarlo l’Estevill. Anche alla riunione dell’asilo nido della frolla, per dire, ad un certo punto una maestra ha tirato fuori l’argomento ed è come se noi mamme fossimo passate dal trovarci rannicchiate sulle seggioline da nani a parlare di inserimento e cazzimazzi d’asilo, direttamente in un’arena. Due fazioni.

E ci sono quelle mamme supernaturali- che se lo fanno in modo critico e anche allegro e spensierato mi piacciono molto ma se pensano di essere le uniche mamme della Terra mi mettono i brividi – che si incazzano moltissimo: come se l’Estevill gli abbia ucciso un loro caro.

Io, per la verità, non ho sentito di nessun bambino traumatizzato ne’ morto a causa sua ma di famiglie che in certi casi hanno ricominciato a dormire o di gente che ha detto “no grazie, non fa per me” dopo aver provato che non era la cosa più giusta per il proprio figlio.

E di questo volevo poi parlare oggi. Cioé. Ci sono persone che dormono nel lettone con il proprio bambino. Perché ci sono mille motivi e perché pensano che per la sua crescita sia meglio così. Ci sono persone – come la sottoscritta – che fin da subito hanno voluto insegnare alla frolla una certa autonomia e ora hanno una bimba che decide lei quando iniziare a fare la pipì nel vasino e che se non è in coma profondo, chiede espressamente di stare nel suo lettino.

Entrambe le scelte sono parimenti valide; entrambi i punti di vista sono giusti (perché di giusto e sbagliato a parlare di queste cose mi sembra non si debba neanche) in base alle esigenze e al carattere del bimbo e dei suoi genitori.

Anche sta cosa di Estevill. Secondo me se uno c’ha un po’ di senno non è che deve stare come un ragioniere ad applicare un metodo – esattamente come scritto sul libro – ma può prendere spunto e addattarlo alla propria situazione. Noi così facemmo in quel periodo. E funzionò alla grande.

Poi in realtà i figli crescono e noi ci si evolve come genitori. E dopo un anno posso dirvi francamente che io nemmeno ci penso più al metodo di estevillo e se mia figlia piange e chiama mamma io la prendo in braccio e quando la vedo tranquilla lascio che giochi nel suo lettino, le dò la buonanotte e me ne vado serena ai miei affari.

Siamo molto cambiate io e lei. Lei prima di tutto è più grande. Io sono malata. Entrambe abbiamo iniziato ad avere molto bisogno (più di prima) del contatto fisico e quello delle coccole in braccio prima di dormire è diventato il nostro momento. Ogni particella del suo corpo che si spiaccica sulla mia pelle ho l’impressione che mi faccia meglio di qualsiasi unguento per la rettilaggine e il mio sistema immunitario gode molto. Lei sta cominciando a raffinare il suo carattere, a sapere che ci sono dei momenti madre-figlio e sta attraversando una fase molto particolare in cui ogni volta che mi allontano le manca il terreno sotto i piedi.

Insomma. Ora le coccole sono la cosa migliore per entrambe. Vi basti pensare che ieri sera siamo stati fuori, Tino ed io, al concerto di Fossati (bellissimo! superbo!) che mi hanno regalato le mie amiche del Con-sesso per il compleanno e lei si è addormentata con mia mamma.

Quando sono tornata e lei mi ha sentito si è svegliata incazzatissima. Mi tirava pugni piangengo e urlando “brutta!brutta!brutta!”, poi si è calmata e ha voluto venire in braccio e dormire mentre le facevo i grattini alla schiena.

Cioé, le persone come le cose si evolvono e i genitori – se sono persone sveglie – sanno capire le esigenze dei propri figli. Tutti quelli che hanno usato Estevill sono rimasti soddisfatti forse proprio perché SAPEVANO di poterlo usare con quel determinato figlio. Hanno ragionato sulla cosa e hanno capito che era la soluzione migliore per loro. Di certo presumo che nessuna delle mamme che dorme con il proprio bambino nel lettone potrebbe svegliarsi un giorno e decidere che “basta, da oggi dorme nel suo letto e usiamo estevill!”, perché ha fatto delle altre scelte. Se ciò accadesse sono sicura che farebbe un grande torto al suo bambino (che ha acquisito un’abitudine diversa) e in quel caso sarebbe davvero una nazista.

Perché andrebbe contro il buon senso e la routine che ha insegnato a suo figlio.

Insomma: ogni genitore sceglie ciò che ritiene il meglio (o il male minore) e non mi piace affatto quando intravedo un serpeggiante giudizio sul proprio modo di essere madri e padri, di fronte a scelte di questo genere.

Perché non è che stiamo picchiando i figli eh? E nemmeno li sottoponiamo a torture indicibili. Anzi.

In ogni caso da un po’ di tempo noi facciamo così (e funziona discretamente):

METODO NANNA PANZALLARIA 2008

  • alle 9.20 si va sul lettone tutti insieme e prima si gioca poi si legge
  • alle 9.40 ci si trasferisce nel lettino: frollina beve un po’ di bibe con succo di frutta, accendiamo la luce-nanna e salutiamo la luce grande, ci diamo qualche bacino e poi ci salutiamo anche noi.
  • alle 9.50 frollina di solito smette di giocare e a quel punto o fa la nanna subito oppure mi chiama (o chiama Tino a seconda di chi ha voglia quella sera): io vado, la prendo 5 minuti in braccio, le canto una canzone, lei si addormenta e la poso nel letto.

Alle 10 Tino ed io iniziamo la nostra serata di coppia.

12 commenti
  1. pulc3tta dice:

    cara panz, hai centrato il nocciolo della questione: il buonsenso.
    per quanto riguarda il metodo estivill, io ti dico che sinceramente non l’ho mai adottato perché, come dire, non mi ci sento a mio agio. sento che non è adatto a noi. ho anche letto dei pareri medici non esattamente favorevoli ma detto questo, ognuno sa che cosa è meglio fare per sé e per il proprio figlio.
    per quanto ci riguarda, anche per questioni logistiche (casa nostra è piccolissima, e il lettino di agnese è ai piedi del nostro letto) nei primi 6 mesi, soprattutto perché la allattavo, si addormentava nel suo lettino o nella carrozzina, e quando si svegliava per la poppata, la portavo con me nel lettone.
    man mano che cresceva diventava più indipendente e ora siamo più o meno dove sei tu: si addormenta nel lettone abbracciata al suo papà (che è una coccola per tutte e due, visto che fabio esce la mattina presto e torna mai prima delle 8), e una volta addormentata la passiamo nel suo lettino.
    a volte la notte si sveglia e chiede di venire nel lettone con noi, a volte invece resta tutta la notte nel suo letto.
    ah, benché abbia ormai quasi due anni, prende ancora il latte la notte ma una delle maestre dell’asilo mi ha detto: non lamentarti, il problema è quando non mangiano, se ti mangia ancora la notte vuol dire che ne ha bisogno.
    un abbraccio 🙂

  2. rita dice:

    Sono assolutamente daccordo con te quando dici che non esiste “un metodo giusto e uno sbagliato”. Io ho due bambini molto diversi caratterialmente ed anche il metodo si è plasmato a loro misura. Il grande ha dormito nella culla (nella nostra stanza) fino a 3 anni, più per esigenze di spazio che per altro, a 4 anni è passato direttamente alla sua nuova cameretta, in una nuova casa senza batter ciglio, era ed è tranquillissimo.
    La piccola, che ha quasi 3 anni, qualche volta si addormenta da sola nel suo lettino, altre volte si addormenta da noi e poi la riportiamo nel suo lettino, anche se all’inizio abbiamo dovuto lottare un pò e fare un pò i nazisti perchè voleva stare solo con noi. Adesso va tutto bene quando ha voglia di coccole la teniamo un pò con noi, quando si sente più indipendente si addormenta da sola

  3. Clo dice:

    Che bel post!
    Ormai la mia pancia è “ripiena ” da otto mesi ed in questi mesi il tuo blog mi ha insegnato tantissimo.
    Ho capito che non esiste il metodo o la mamma perfetta, bisogna costruire la propria nuova vita passo passo, con amore e pazienza.

  4. ba dice:

    panz,
    estivill non si riesce più ad applicare dopo i due anni,per lo meno io non riesco più, io estivilliana convinta mi son ritrovata gaietta catapultata giù dal lettino a rischio sfracellamento testa.
    Ora è in periodo di paura da cameretta. Ci starebbe anche eh, ma solo con me che le tengo la manina. Solo che lei se ci sono io NON dorme. La prima volta ci siam guardate occhi negli occhi dalle 21 fino alle 24. Da delirio.
    Bando a tutte le mie teorie, ho preso il suo letto l’ho piazzato in camera nostra. Ha ricominciato a dormire da sola, andare a dormire da sola, dormire tutta notte nel suo letto, solo che è in camera con noi (che però ci facciamo tutta la nostra serata dalle 9 in poi e quando andiam a letto dorme talmente della grossa che se accendiamo la luce non si sveglia).
    Ci credi che mi prendo più insulti dalle altre mamme ora, piuttosto che quando usavo estivill??? Mai contente, ste mamme altrui! 😛

  5. Slim dice:

    Io credo che questa questione sara’ sempre motivo di dibattitto. L’abbiamo avuto noi, lo hanno avuto blogs e forums prima di noi, e lo avranno blog a venire.

    Se ognuna di noi riuscisse a dire solamente: per me funziona o per me non funziona, ma non e’ detto che non sia efficace per altre famiglie, sarebbe tutto piu’ sereno.
    Anche io sono caduta nella trappola dei dibattiti, del dire e’ meglio questo o e’ meglio quello, ed e’ anche giusto che esistano perche’ attraverso il confronto si arriva quasi sempre a maggior chiarezza, ma cio’ che non sopporto e’ quando si va’ sul personale, quando ci si prende la liberta’ e la confidenza di giudicare su decisioni cosi’, che non vengono mai prese alla leggera.

    Un bacio

  6. angela e giorgia dice:

    brava panz!
    hai centrato in pieno l’obiettivo di spiegare la mia posizione…l’hai fatto tu per me,perfettamente!
    il che significa che sono d’accordissimo con te..ciascun genitore sa dentro se quel che è pronto a fare o meno con il proprio bambino:ed è un buon genitore colui che cerca di ascoltare se stesso e il proprio piccolo,realizzando un equilibrio e un metodo unico,irripetibile e adatto alla propria famiglia.
    con noi estivil ha funzionato alla grande,e naturalmente è stato accantonato in momenti delicati (come l’inserimento all’asilo) in cui georgette aveva più bisogno di coccole,solidarietà,sicurezza e amore…li ha avuti,e quando è stata di nuovo più forte si è da sola risolta a dormire nel suo letto,senza stress nè suoi nè miei.
    ma l’unica cosa vera è la seguente:tutti i genitori fanno la cosa giusta con i loro bimbi ( e certo ci provano) e meritano di esser rispettati.
    le talebane che mi hanno attaccato per estivil mi hanno infastidita molto:credo con assoluta certezza di esser una buona mamma,e mi scoccia esser messa in discussione da chi non conosce me nè giorgia.
    detto ciò,amo molto e trovo siano mamme meravigliose alcune che dormono con i loro bimbi e li allattano ancora a 28 mesi..meravigliose come anche lo sono io!
    angela e georgette

  7. Mammamsterdam dice:

    Io ancora non capisco perché la gente debba attaccare i blog altrui. raccontavo a due amiche americane delle reazioni positive che ho ricevuto parlando del lato oscuro delle mamme, e loro non riuscivano a capacitarsi che nessuno mi avesse insultata.

    Davvero non capisco, trovo che ogni genitore in qualche modo intuisca cosa funziona e non funziona con i propri figli, e che se talvolta ha bisogno di dritte c’è modo e modo di darle, ma solo se effettivamente esiste un problema da cui non si esce da soli.

    E trovo molto triste che qualcuno attacchi chicchessia, ma soprattutto te, panz, che ti poni nei confronti del mondo con attenzione e rispetto, non giudichi mai nessuno, e allora la gente come czzo si permette?

  8. Poesianotturna dice:

    Mai, mai, mai, e ancora MAI più nella mia vita scriverò qualcosa sulla nanna.
    Se potessi fare una classifica dei post più brutti del mondo, metterei quello al primo posto.
    Mi son sentita dire: che non amo mia figlia, che lei crescerà in una spirale del dolore (giuro), che sono una madre pessima e povera bambina che soffrirà tutta la vita…
    Sai quanto ci ho sofferto, quanto ci soffro.
    Mi piace moltissimo la definizione di Mammasterdam, sul lato oscuro delle mamme. Quanto è vero!

  9. Poesianotturna dice:

    p.s.
    anche noi usiamo il metodo Panzallaria 2008… non è che ti conviene brevettarlo? 🙂

  10. Trasparelena dice:

    noi direi che usiamo lo stesso metodo di pulc3tta, solo che il Mostro si addormenta abbracciata a me, invece che al papà. Di solito sul divano. A volte nel suo lettino con me li accanto. Dipende. Poi dorme tutta notte. Se si sveglia mi chiama e vado da lei per 2 minuti, mi vede e si riaddormenta subito. Solo se sente la radiosveglia viene da noi nel lettone, perchè sa che è già mattina (da un mesetto dorme in un lettino senza sponde). E ho notato che se si soddisfa di coccole la sera, poi dorme di più.

  11. Michy dice:

    Non posso non commentare questo post, da mamma estevilliana, lungamente criticata, non solo sul mio blog.
    Ha ragione Slim, bisogna dire semplicemente: PER ME questo metodo va bene. Cosa che spesso però anche se la dici, non viene proprio letta, perchè tutte le altre mamme ( e anche io a volte lo faccio…vero ba?) si arrogano il diritto di pensare che è loro compito preservare i figli altrui da possibili disastri nella loro psiche futura. E allora eccole lì a dire che loro hanno il Metodo, la Soluzione.
    Io so che ho avuto un figlio a cui ho potuto applicare un metodo e che potrei metterne a breve al mondo un’altra a cui non riesco ad applicare nulla e che mi ritrovo nel lettone da quando nasce.
    O magari no.
    Ma questo non toglie che io sappia cosa è giusto per i miei figli.
    Ma soprattutto IO sono in casa con loro, IO li cresco e IO so come evolvono e di cosa hanno bisogno oggi. Che non è detto che sia quel di cui hanno bisogno domani o avevano bisogno ieri.

  12. mimma dice:

    Un commento piccolo piccolo: chi dice di avere applicato Estevill adattandolo alla ua situazione, con un po’ di buon senso ecc… in realtà NON ha applicato Estevill, perché lui dice chiaramente: non fate nulla che non sia scritto in questo libro.
    Cioè lui dice che il suo metodo si deve applicare “in toto”, come è stato scritto, stop.

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