Panza all’aria

Meno 9 giorni: tra 9 giorni il primo appuntamento dal dietologo. Mi sono chiesta cosa potevo fare per affrontare al meglio la prova che mi aspetta, per motivarmi e partire alla grande.

Ho deciso fondamentalmente 3 cose:

  1. devo mangiare tutto quello che mi piace, farlo con gusto per non dimenticarne il piacere perverso, prima del 30 novembre 2005;
  2. ho acquistato una tisana dimagrante in erboristeria, così anche se mi abbufferò di tagliatelle della suocera, arriverò al mio appuntamento con la bilancia “superdrenata”, che non so bene cosa significhi ma ho constatato che tutti i prodotti che aiutano a dimagrire lo fanno favorendo il drenaggio…;
  3. ho aperto questo blog, dove cercherò di annotare i momenti significativi di questa esperienza e l’iter di disintossicazione da cibo;

Forse, tra qualche mese, avrò di nuovo il coraggio di guardarmi ad uno specchio che mi mostri dalla vita in giù, forse tra qualche mese potrò partecipare attivamente allo schopping compulsivo che ogni tanto prende le mie amiche magre e forse, tra qualche mese, la gente che incontro del mio passato la smetterà di guardarmi sforzandosi di riconoscere la palla da basket che sono diventata.

Forse tra qualche mese mi vorrò un pò più di bene e sarà più facile fare tutte quelle cose che ora faccio fatica ad affrontare e che mi fanno sentire così goffa.

Ma tra il 30 novembre e qualche mese c’è di mezzo la fatica di rinunciare ai manicaretti cucinati dalla suocera, al gelato così buono che mi porta la sera il mio compagno, quando sa che è stata una giornata dura e che mi devo “tirare un po’ su”.

Tra il 30 novembre e qualche mese c’è di mezzo la rinuncia a tutte quelle splendide trattorie che rendono più dolce la domenica e ti fanno apprezzare di più la gitarella in collina e l’aria frizzantina di una giornata invernale piena di sole.

Senza parlare dei “colapranzo” del sabato, le sedute in pasticceria – a suon di calzoni ripieni – a me tanto care per iniziare il week end alla grande e decidere che il mondo, almeno il mio, poi non fa così schifo.

Tra il 30 novembre e qualche mese ci sarà una bilancia digitale (vinta, a monito, coi punti del supermercato) a sancire, giudice inderogabile e non corruttibile, che cosa dovrò e non mettere nello stomaco; e ci sarà l’equipe di nutrizionisti e psicologi e dottori a cui ho deciso di affidarmi, a misurare la mia forza di volontà e i centimetri che andranno a sparire dal mio stomaco e (aime) dalle mie tette, unico vero trionfo di noi ciccione, che almeno c’abbiamo un bel davanzale da rimirare.

Dunque il conto alla rovescia è iniziato; – 10!!!!!!!!!

– 10 gelati; – 10 panini di Poldo; – 10 ferrero roches; – 10 aperitivi rinforzati; – 10 pizze; – 10 brioches Luisone fritte del bar Billy; – 2 colapranzi (perché quelli hanno cadenza settimanale).

Per iniziare può bastare, perché mi è venuta fame 😉

6 commenti
  1. Adele dice:

    In caso al buona volontà non bastasse, conosco delle economicissime trappole per topi magnetizzate da applicare al frigo!
    Que viva la companera Panzallaria, siamo con te!

  2. Anonymous dice:

    + 10 carote; + 10 zuppe di verdura serali (senza olio!); + 10 piccole fettine di fesa di tacchino; + 10 scatolette di tonno al naturale; + 10 pomodorini ciliegini; e via dicendo.
    Coraggio, i gusti, come tutte le altre cose, possono essere controllati!
    E soprattutto: giammai perderai le tue tette! Io ti ho conosciuto anche meno cicciotta, e quelle strameritavano anche allora!

    Carlo

  3. Mammamsterdam dice:

    Carlo, solo per questo ci sarebbe da perdonarti di tutto, vero Panz? 9Tranne che tu sei magro, quella non te la perdoniamo).

    Panz, mi sa che ti scrivo una mail.

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  1. […] lo so, l’ho già detto 1000 volte e non vedo perché dovreste credermi proprio ora. In fondo questo blog è stato aperto, nel 2005, proprio per raccontare l’ennesima dieta (che ha avuto solo un successo […]

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