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Quando canta il gallo

10 Maggio 2006/in Diario online

Stamattina sono uscita presto per fare alcune commissioni di lavoro (tipo che devo farmi stampare i biglietti da visita) e mi sono infilata nella trafficatissima via Saragozza a piedi, sotto il portico.

Tra clacson strombazzanti, ragazzini urlanti e motorini imbestialiti, mentre me ne camminavo per i fatti miei verso la copisteria, ho sentito cantare un gallo.

Credevo di essermi sbagliata, credevo di aver sentito male e invece era proprio un gallo, dal canto acuto e imperioso.

Mi si è aperto il cuore; ho guardato verso il colle di Villa Spada – polmone verde del quartiere – pensando che è molto bello che ancora, in città, si possano sentire galli cantare.
Il mio animo bucolico si è riempito di amore e fiducia nel mondo, la mia incintudine è stata coccolata nella sua emotività e il bel canto ha cullato i ricordi di bambina, di quando abitavo in collina e il gallo mi svegliava ogni mattina.

E lui non una ma ben quattro volte ha cantato!!!
Quattro sonore cantate, chiare e limpide come la giornata che non è.

Poi ad un certo punto, un signore che camminava venendomi incontro, ha messo la mano in tasca, ha tirato fuori il suo potente cellulare polifonico, lo ha aperto, ha detto “pronto” e il gallo ha smesso di cantare.

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https://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2020/06/logo_Panzallaria_web.png 0 0 Panzallaria https://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2020/06/logo_Panzallaria_web.png Panzallaria2006-05-10 03:01:002006-05-10 03:01:00Quando canta il gallo
3 commenti
  1. Twilight dice:
    11 Maggio 2006 in 04:51

    ah cavolo, allora ci avevo azzeccato. è la stessa suoneria dei miei messaggi.
    un saluto.
    Twilight

  2. Anonymous dice:
    29 Maggio 2006 in 12:14

    Nella casa di fronte alla mia abita, non si sa perché, un gallo. Noi lo odiamo: inizia a cantare (urlare, perforare timpani) alle tre/quattro di ogni notte… quando si ferma per prendere fiato (ore 7.00 am), la vicina del piano di sopra fa sì che il suo impianto stereo non ci faccia ricadere nemmeno per sbaglio nel sonno dei giusti. Per una serie di strane coincidenze (ad esempio io che vado a dormire non prima dell’una di notte), non credo sia possibile amare un gallo in città

    Giulia

  3. Panzallaria dice:
    7 Giugno 2006 in 08:54

    A me i galli fanno tanto bucolico…ma forse è vero, in città soffrono più degli esseri umani 😉

I commenti sono chiusi.

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