Alluvione casalinga

I bambini sono impegnativi. E fin qui, mi direte, stai scoprendo l’acqua calda, dovevi pensarci 10 mesi fa!.

Lo so, lo so. E non dico mica che non sono contenta della frollina e del suo visino e di quando ciuccia il latte o sorride a Tino. Anzi! Non posso immaginare la mia vita senza.

Solo che ci sta prosciugando tempo ed energie.
Il fatto che sia così per tutti non mi fa sentire meno spaventata all’idea di potermi “perdere”, di svegliarmi una mattina e non sapere più chi sono e quali sono le mie passioni.
All’idea di non sapere cosa più di cosa parlare con il mio fidanzato, di preferire dormire piuttosto che leggere un libro con lui, guardare un film, o – ancora peggio – fare l’amore.

Non mi lamento, sia chiaro.
Voglio solo mantenere alta l’allerta.
Questo fine settimana è andato discretamente bene. Lei ha avuto qualche colichetta ma niente di troppo impegnativo.
Siamo stati molto in giro e un paio d’ore, con Tino, le abbiamo dedicate a noi.
Ma si accumulano sempre tante cose che non si possono fare quando la bimba piange o ha voglia di attenzioni, che spesso le due ore di libertà sono dedicate ad assolvere queste incombenze.

E così è sempre una corsa, dentro le nostre 3 ore tra una poppata e l’altra, come quando vai al luna park e sai che hai comprato un solo giro sulla giostra che tenti di godertelo al massimo, ma spesso – almeno a me capitava così – rischi di stare a pensare troppo alla limitatezza del tuo giro senza godertelo veramente.

Tino ed io -credo – ci amiamo molto.
Ci siamo scoperti anche una gran squadra e quest’esperienza ci sta mettendo positivamente alla prova.
Però in questo mese, di rado abbiamo potuto parlare di letteratura, piuttosto che berci una birra in santa pace o discorrere delle cose che ci piacciono.
In questo mese, come è giusto e naturale che sia, i nostri discorsi si sono spesso concentrati sulla frollina, sulle cose da fare, sulle medicine da prendere, gli esperimenti pedagogici per le colichette, su chi fa questo e quello e così via.

Così ci siamo trovati ieri sera a guardarci nelle palle degli occhi, mentre lei piangeva in maniera invereconda perché cercava attenzioni, divincolando le sue gambette sul mio petto, e ci siamo resi conto che ci sentivamo trascurati come coppia.
L’uno dall’altro. Senza farlo apposta. Senza che fosse colpa l’uno dell’altro o della frollina, ma perché dobbiamo ancora abituarci a tutta la situazione.

Quando lei si acquieta e ci mettiamo a letto, non riusciamo a resistere svegli per più di 10 minuti, malgrado gli sforzi incredibili.

Prima che lei nascesse, il momento in cui ci coricavamo era magico.
Anche se avevamo avuto una giornata pesante o lunga, passavamo un’ora a ridere, a fare l’amore o a leggere insieme delle cose.

Per forza di cosa, ora andare a letto è un sollievo del corpo affaticato e – visto che non possiamo decidere noi quando – cerchiamo di trarre vantaggio da tutte le ore che abbiamo a disposizione.

Ma dobbiamo sforzarci.
Perché ci teniamo molto l’una all’altra e la dimensione di coppia fa bene a quella di famiglia, fa bene a noi e alla nanetta, quindi non possiamo perderla.
Io ho visto mia madre e mio padre allontanarsi a causa dell’inetto “mi sacrifico per i figli” che tanto andava di moda negli anni settanta a casa mia.
E stavo così male ogni volta che lei piangeva e capivo che in qualche modo si trovava di fronte ad una scelta di cui io ero una delle parti in causa, che – piuttosto che far provare quelle sensazioni a mia figlia – mi taglierei un piede.

Inoltre amo il mio fidanzato. E non riesco a pensare alla mia vita senza di lui. Non perché non potrei vivere, che so bene che ho tante cose belle, che sono una tipa che se la sfanga sempre e riesce a trovare interesse in molte situazioni, ma perché considero Tino l’uomo migliore del mio mondo.

Perchè mi arricchisce ogni giorno. E voglio continuare a fare che sia così.
Non crediate che non mi senta in colpa a scrivere che siamo un po’ stanchi. E non pensate che sia un’ingrata.
Amo mia figlia. Da morire.
Ma sarei sciocca e Tino con me, se non parlassimo anche del nostro rapporto di coppia.
Proprio perché siamo una squadra e in una squadra bisogna essere tutti affiatati per vincere la competizione.
Parola di ex atleta. (che se mi vedete, con la buzza (pancia) e tutto, non lo direste mai, ma è così…)

Insomma, bisogna che ci prendiamo degli scampoli di tempo per noi.
E allora domani sera, dopo la puppata delle otto – che magari sono anche le nove, io non riesco a dare a me stessa e a mia figlia orari fissi – viene mia mamma e Tino ed io usciamo.

Abbiamo pensato di andare all’osteria che ci piace tanto, dove siamo stati la prima sera che siamo usciti insieme.

Di prendere un bicchiere di vino e parlare di tutto quello che ci viene in mente.
Magari poi si va a limonare in piazza San Francesco o sotto le due torri.
Magari ci si tiene mano nella mano e si cammina a vuoto per la città.

Per ricaricare le pile della nostra coppia.
Per inventarci un nuovo modo di stare insieme.
Per rilassarci.

Molto cinicamente per evitare che a breve avvenga quello che è successo sabato notte.
Io sono andata a dormire.
Tino non aveva sonno ed è rimasto in piedi.
Con l’idea di farsi un bel bagno togli stanchezza.
Lui adora i bagni. Passa delle ore nella vasca, fin quando non si trasforma in un anfibio.
Con le bolle di sapone e tutto.
Ha aperto l’acqua caldissima.
Si è adagiato sul divano nell’attesa che la vasca si riempisse.
Si è addormentato tra le fusa dei gatti.

La vasca non solo si è riempita, ma ha tracimato e l’acqua ha corso per 1 ora e mezza.
Non è entrata in camera nostra per puro miracolo (la casa è in discesa).
Tino si è svegliato che un dito di liquido invadeva ogni anfratto.
I gatti si sono messi in salvo sul tavolo.
Lo guardavano inebetiti.

Tino è tornato a dormire alle 4 del mattino, dopo aver pulito tutto.
Non mi ha detto nulla.
Io mi sono alzata e mi sembrava tutto più pulito del giorno prima che avevamo fatto le pulizie.
Ma ho pensato solo che era meglio così.
Solo ieri sera, dopo aver parlato a lungo di noi due, mentre la pupa sgambettava, Tino mi ha guardata e dopo aver deciso che ci dovevamo prendere una serata di noi due, mi ha sussurrato:
“Panzallaria, ti devo svelare un segreto….”

9 commenti
  1. Anonymous dice:

    penso purtroppo sia normale questo concentrarsi solo su quel che riguarda i figli. Io poi a volte ci soffro perchè non solo non posso lasciare simone con nessuno per più di un’ora o due ( non ne vuole sapere del bibe, sia latte mio tirato, sia latte artificiale) ma avendo mia mamma lontana non posso neanche dire che lo lascio un po’ a lei che so che lo calmerebbe anche se avesse fame.
    Ma so anche che è un periodo, i bimbi crescono, prendono a dormire di più ( sperem!) a mangiare a orari più fissi e anche con qualcun altro quando prendono le pappe e noi ci ritroveremo come coppia…
    Bisogna avere pazienza…
    Michy

  2. Anonymous dice:

    Fai bene a stare attenta a voi come coppia, ma non avere troppa fretta e non angosciarti se ci incontrerai qualche difficoltà: la piccola ha poco più di un mese, ed è il mese più difficile. Poi tornerete ad avere momenti bellissimi prima di addormentarvi, a fare l’amore (certo, meno di prima, non te lo nego), a parlare di cose diverse da Frollina.
    Tra l’altro: tra poco comincerà il periodo migliore per leggere. Io quest’estate, tra i 5 e gli 8 mesi di Amelia, mi sono fatta scorpacciate di libri durante i suoi sonnellini diurni!
    Un bacione
    Chiara

  3. Chiara dice:

    Sono almeno tre o quattro volte che mi accingo a lasciarti un commento e adesso lo faccio e basta. Non ti sto a raccontare la mia vita ora, ma sono incinta di cinque mesi e finalmente respiro: allora esistono mamme non talebane! Vedi, io sono contenta di questa bimba in arrivo, ma non mi sento del tutto risucchiata da questa “esperienza pazzesca” (questa definizione de l’Ultimo Bacio mi pare descriva a pennello quello che l’italiana media crede di dover provare a tutti i costi, fin dalla prima settimana di gravidanza). Continuo a sentirmi soprattutto me stessa e non mi viene spontaneo parlare esclusivamente delle evoluzioni recondite della mia pancia, specie con mezzi estranei. Pensa che non riesco nemmeno a scriverne sul blog, che eraltro langue (vabbé, a dirla tutta per questa reticenza ho anche altri motivi). Comunque grazie di quello che scrivi, che mi fa sentire un po’ meno marziana. Ciao, Chiara

  4. Anonymous dice:

    Gia’ e’ difficile ritagliare tempo per la coppia quando non si hanno figli, immagina se ne hai una di un mese con le coliche! Noi ancora non siamo in questa fase ma ne abbiamo discusso e deciso che quando sara’, almeno almeno una volta al mese dovremo uscire SOLI. Se perdi l’essenza della coppia, non solo ne risente la pupa ma ne risenti tu come indivuduo, come persona. Ok, ci sara’ qualcuno che dira’ “ah parli bene tu che figli non ne hai. Tra il dire e il fare…” Ma intanto uno ci prova, no?

  5. angela dice:

    io tanta esperienza di coppia non ce l’ho…però so che avrete tutto il tempo per recuparare ciò che ora vi distrae l’uno dall’altra per portarvi,entrambi,su frollina…perchè siete su frollina entrambi,ed anche ciò unuice e forma la coppia:la fa…è un cemento nuovo,una nuova malta,nuovi mattoni…e intanto la vostra casa cresce,la costruzione che è la vostra coppia procede,aumenta,cresce…magari in questo momento voi stessi state a guardare un pò straniti,la costruzione procede forse senza che nessuno la diriga,perchè siete entrambi esausti…ma cresce,come per magia…ed è la vostra costruzione sampre,è sempre la costra casa…siete sempre voi due,ora tre.
    già cercarsi è un grande passo,io credo.
    auguri di cuore,io credo molto in voi,siete un pò la mia scommessa che le coppie belle possono davvero esistere.
    angela e georgette.

  6. Sara dice:

    Beh. Non ho idea di cosa voglia dire tutto questo (avere una bimba, i pianti notturni, le colichette…) però posso dire che di certo pensare a se stessi come a una coppia e non solo come a genitori e sentire il bisogno dell’altro è la cosa più giusta… prima di tutto perchè ti spinge per lo meno a cercarlo quel tempo solo per voi. Sinceramente penso che non sia utile solo a te e a Tino ma anche alla Frollina. Purtroppo ho conosciuto bambini che non sanno stare senza i genitori nemmeno se vogliono andare semplicemente al cinema. Sono i figli di quei genito ri che non hanno mai voluto lasciarli con nessun altro. Sono sicura anche che Frollina lo sente che la sua mamma si è rilassata e riposata e ha passeggiato per Piazza San Francesco con il papà. Piazza che fra l’altro è uno splendore (è la piazza di tutte le mie scuole medie e del mio primo amore)! Ti auguro solo di riuscire nel tuo intento… un bacione. Sara

  7. La Meringa dice:

    Penso che sia del tutto normale avere questi momenti.
    Siete in tre e non più in due. E’ un respiro in più. Due occhi e una bocca in più. Che necessita di tutto. Per qualche mese la coppia passa in secondo piano. Anche se tu devi assolutamente prendere del tempo per te.
    La mia fantastica dietologa me lo diceva sempre quando aspettavo la mia prima figlia: prenditi un’ora al giorno, anche solo per fare una passeggiata intorno all’isolato… è importante. E anche la coppia ne beneficierà!
    In bocca al lupo
    La meringa

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