Magoncino

 Post triste, riservato a chi oggi non si fa scalfire, gli altri possono rileggere questo mio vecchissimo post, ben più allegro.

Oggi mi sento così, con il magoncino.

Sarà la sindrome pre-emme di cui scrissi tanto tempo fa, a cui forse non ero più abituata.

Sarà che viviamo in un brutto mondo. Direte voi “bella scoperta”, rispondo io, no, lo sapevo già. E’ che da quando c’è la Frollina, mi sento molto più impreparata.

Perché penso alle cose brutte che le potrebbero succedere e il mio cuore si squarcia. Molto di più di quando credevo che sarei morta per i dolori amorosi, dopo che il mio primmammore mi aveva lasciata; molto di più di tante altre volte che mi sono sentita con il morale a pezzettini.

Guardo la sua innocenza, guardo i suoi occhi cristallini sul mondo e mi viene un istinto di protezione e un magone da paura, da sembrare una bimba anche io.

Mi capita soprattutto quando sento notizie che riguardano piccolini, alla tivu.

Quando scopro che madre e figlio annegano nello stesso posto e nello stesso campeggio dove io ho collezionato ricordi bellissimi con Tino; che una donna all’ottavo mese di gravidanza e con due figli che dormono nella stanza accanto viene uccisa barbaramente e che bimbe di 4 anni scompaiono nel nulla mentre sono in vacanza con i genitori.

Un amico, qualche tempo fa – scherzando cinicamente – mi disse che piangiamo per queste cose e non per i milioni di iracheni (anche bambini) che muoiono tutti i giorni.

Perché a quello siamo abituati.

Non nego che c’abbia ragione il ragazzo, la qual cosa mi spaventa un bel po’, ma fatto sta che da quando ci siamo riprodotti Tino ed io siamo sentimentalmente più deboli; specie se ci sono di mezzo dei bambini.

E in questo stato di cuore gonfio che mi viene da piangere per tutto, stamattina al supermercato ho visto un nonno che portava a spasso una bimba.

Della stessa età della frollina. Bionda, con due occhi azzurri lunghi e la pelle chiara.

Una bambina down.

Ho dovuto voltare l’angolo e piangere. Perché mi è tornato in mente quando un anno fa qualcuno mi aveva fatto prendere uno spaventone, paventandomi la possibilità che la frollina avesse problemi – in base al nulla, per la verità! – e consigliandomi di fare l’amniocentesi.

Tino ed io ci pensammo molto a questa cosa, passammo notti abbracciati a parlarne, mentre lei nella mia pancia cominciava a tirare i primi calcetti, il primo sfarfallio che ci diceva che esisteva.

Alla fine ci siamo guardati nelle palle degli occhi e abbiamo deciso che comunque non faceva per noi questa storia dell’aborto e che quindi non aveva alcun senso fare l’amniocentesi.

Che comunque frollina era già frollina.

Che la avremmo amata.

Comunque.

Oggi, guardavo quella bimba sgambettare sul passeggino, esattamente come sgambetta la frolla, mettersi le mani in bocca, fare qualche urletto. In tutto simile a mia figlia.

Ma lei è down, frollina no.

Mi ha pervasa un senso profondo di confusione. Da una parte mi sono sentita – banalmente – molto fortunata. Dall’altra ho pensato al coraggio dei suoi genitori e al fatto che oggi come oggi se ne vedono pochi di bambini down.

E che solo una parte di me la ritiene una fortuna.

Non riesco più a giudicare le cose con gli stessi parametri etici di prima.

Il Post Frollina mi ha cambiata. Mi ha confusa. Ha mischiato le acque.

E oggi piango. Per ogni cosa. Soverchiata dallo sguardo innocente di bambini che non sanno ancora che nel mondo esiste il male e lo devono esperire, sempre prima, sempre più crudelmente…

Spero di non avere urtato la sensibilità di nessuno ne’ di avervi intristito.

A domani

10 commenti
  1. francesca dice:

    non sono mamma, ma comprendo ogni tuo magone. a volte penso che la mia paura di mettere al mondo un figlio sia legata non tanto agli errori che inevitabilmente farò nel crescerli – la mia “scusa” principe – ma a questo senso di impotenza davanti agli eventi. l’istinto porta a voler proteggere il proprio cucciolo dalle cose brutte, ma questo purtroppo non basta a preservarli dal rischi, dal dolore, e spesso pure è deleterio… che dire… l”ovvio… vivi il momento di magone nell’istante in cui lo provi, poi abbandona i pensieri nerastri… goditi la tua frollina, la sua allegria, e fatti contagiare…
    ps: della corsica sono una super esperta, se vuoi delle dritte io sono qui al tuo servizio! 🙂

  2. Pietro dice:

    normale, normalissimo
    tutti (o quasi) quando diventano genitori acquisiscono nuove sensibilità. don uorri, stai serena e pensa alla prossima vacanza!

  3. Apple dice:

    Ciao….
    Anche io non sono mamma, ma è stao il destino a sceglierlo per me… E’ il destino che mi ha fatto incontrare sempre uomini con cui ho proggettato, una famiglia “normale” , ma che poi sono andati via ( aiutati da me.. ) verso altri lidi…
    Quindi mi ritrovo a 30 anni da sola, con il rimpianto di non aver messo al mondo una creatura innocente, da amare e da proteggere, proprio come fai tu, come fa’ la mia amica Valentina ( con suo marito Tino ) che stanno crescendo giorno dopo giorno Alice, nella maniera piu’ meravigliosa che c’è!! O come sta’ facendo mia cugina, con Asia nella pancia… Ogni madre, ogni padre a modo loro cercano di preservare i proprio figli da ogni tipo di dolore, di sofferenza… Lo fano ancora i miei genitori con me, lo fa’ mio fratello… Ancora… nonostante io abbia 30 anni.. loro cercano sempe di attutire la mia caduta, ed è normale,…. è giusto…. che sia così!!
    Tu continuerai a farlo… Oggi, domani e per sempre… I timori purtroppo al giorno d’oggi sono leggittimi.. Viviamo in un mondo malato, che solo le persone buone e belle ( dentro, perchè fuori non ti conosco) che piangono per le disgrazie degli altri… Possono migliorare.
    Frollina è fortunta! E’ nata nella famiglia giusta!!!!

    Auguri per tutto!!!

  4. Dani dice:

    Hai scritto un bellissimo post invece! molto sentico, ricco, pieno di sentimento…io non ho figli, ma devo dire che inizio anche io a sentire più vicine le disgrazie di chi nemmeno conosco…fino a qualche anno fa le cose mi scivolavano di più addosso, ora invece…e penso al giorno anche io sarò mamma…già ho i brividi!

    un abbraccio
    dani

  5. lamagretta dice:

    Cara Panz io credo che anche le mamme dei bambini “meno perfetti” siano felici dei loro piccolini. L’amore di mamma, tu ora lo capisci, supera ogni altro sentimento perchè è fatto di qualcosa in più rispetto all’amore che si ha per qualsiasi altra persona cara.
    Importante è capire, come fai, la fortuna che hai.
    Non intristirti troppo, anzi insegna anche a Frolly ad amare gli altri come fai tu e tutto andrà bene. Perchè le persone che ci stanno intorno capiscono quando le amiamo e traggono forza da questo soprattutto nei momenti di difficoltà. Un sorriso aiuta molto di più di uno sguardo adombrato.
    Baciotti a te Frolly e Tno

  6. Chiara dice:

    Sì, la maternità ci rende sensibili. Vulnerabili attraverso la nostra creatura. Ma decisamente invulnerabili attraverso ogni altra cosa, perché la nostra fortuna è avere lei.
    E se lei fosse meno perfetta? Se avessi avuto un dubbio, all’epoca non so che cosa avrei fatto. So che vorrei fare più esami per un eventuale secondo figlio, perché sento la responsabilità di non voler pesare su Amelia. Ma i modi in cui un bambino può diventare disabile o ammalarsi sono talmente tanti da togliere il fiato, quindi non so che valore possa avere questo ragionamento.
    Ti abbraccio forte e solidale
    Chiara

  7. Ida dice:

    Io ho passato un anno di internato prprio dove si facevano le “ecografie strutturali”: le mamme venivano a vedere se il bambino presentava malformazioni. E a programmare, se necessario, un’amniocentesi.
    Beh, se ho scelto di cambiare è proprio perchè a me sta storia della medicina prenatale, quando non ha finalità curative(ovvero quasi sempre) ma solo “preventive” mi puzza assai: di monte Taigeto, di “selezione della razza” e compagnia bella.
    Se chi si mette al mondo soffrirà e sarà infelice (come dicono) non lo possiamo nè sapere nè decidere noi.
    E così ho deciso che io non volevo azzeccarci nulla con questo. Ma non sono ancora mamma, dunque non so come potrò reagire se mi dovessi trovare coinvolta in prima persona. Lo immagino però e con un buon grado di approssimazione. Tu, invece, hai avuto davvero tanto coraggio e tanto amore. Condivido le tue parole. Baci.

  8. Giuliana Cupi dice:

    Mi ritrovo molto nel tuo post, Panz, ma al contrario, perché al contrario di te ho deciso (e lo decido ogni giorno di più) che vivere è una fatica mostruosa e che di cose brutte, di problemi, di fatiche ce ne sono veramente troppe. Non mi sento di fare questa fatica nel mettere al mondo un’altra persona e non mi sento di farla fare a qualcun altro. E’ vero, sono in questo mondo: cerco di farne qualcosa di buono, ma oltre non ho voglia di andare.
    Sono anche d’accordo con Ida che una selezione del genere non mi fa proprio un bell’effetto, ma contemporaneamente so che non vorrei mai trovarmi nella condizione di scegliere perché non saprei farlo: non mi sentirei di avere un figlio che ha dei problemi e neppure di non farlo nascere. Così mi astengo e faccio prima.
    Scusate la mia vigliaccheria e la mia sincerità…
    Giuliana

  9. billo dice:

    carissima….ti capisco eccome.
    io mi sono ritrovata a piangere di nascosto al lavoro, vedendo bimbi “sfotunati”. ed era più forte di me.
    ora a volte mi chiedo se amerei di meno il bimbillo se fosse al loro posto e so che lo amerei esattamente uguale.
    poi c’è la parte razionale che ha voluto sapere e vorrà sapere, se ricapiterà, pensando che a noi non capiterà mai di dover scegliere….
    non so.
    sono davvero molto confusa.
    un abbraccio
    billo

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