Ubriaca

Ubriaca. Alticcia un po’ di più. Bresca.

Chiamatela come vi pare, non cambia la situazione della di me persona nella serata di ieri.

Dopo un pomeriggio di caldo orrendo, trascorso in casa con la bambina un po’ nervosetta e il condizionatore – che odio profondamente – acceso a palla, con l’unica consolazione di un’amica che mi è venuta a trovare e con i cui capelli la piccola molto si è divertita, è scesa la sera.

E di sera, si sa, tutti ci trasformiamo.

Da mamme dolci e premurose in femmes fatales, in goliarde piene di vita, in giullari della notte.

Io mi sono trasformata.

Complice il DottorCarlo. Che è venuto a cena allegando alla sua persona una serie di bottiglie di birra Menabrea: la mia preferita.

Ricordo di stagioni giovanili a Milano e Torino. Dolce succo che allevia dalle pene del caldo.

E così, finalmente addormentata la frollina, abbiamo fatto su qualche sigarettina di tabacco e ci siamo stappati la nostra birretta.

E io glu-glu-glu ho bevuto e parlato di cinema.

E poi glu-glu-glu ho bevuto e mangiato le ottime piadine di Tino.

E poi glu-glu-glu abbiamo parlato dei tempi dell’università.

E poi glu-glu-glu e si è rotto il frigo.

Si sono squarciati i piedini davanti e sembrava un mostro gigantesco pronto a cadere. Sembrava il gigante legato dai lillipuziani, barcollante.

E così glu-glu-glu ho imprecato contro il frigo che dovrebbe essere seminuovo ed è già un catorcio.

Come se questa casa fosse avvolta da uno strano maleficio che tutte le cose che ci entrano dentro si rompono, si guastano presto, barcollano, stanno su per miracolo…

Glu-glu-glu beviamoci sopra.

Tutto si fa più tenue. Anche la stanchezza. Anche le responsabilità. Anche quella parte di cervello – quello della mamma – che sta sempre acceso.

Glu-Glu-glu, Tino prende S-Z di Barthes e lo vuole usare come piedino per il frigo.

Dice che tutto quello strutturalismo lo ha fatto impazzire ai suoi tempi e che ora merita vendetta. Io mi oppongo mentre il DottorCarlo ride.

Mi oppongo che mi sono innamorata di lui anche per quella culturadelcazzo di cui faceva mostra ai tempi dell’università.

Mi oppongo e recupero altro.

Scelgo nella libreria e alla fine, come piedini del frigo ci finiscono due traduttori: Le odi di Orazio e l’Aulularia di Plauto.

Quelli che usavo ai tempi del liceo quando c’era il compito in classe e io mi nascondevo i traduttori ovunque che una volta, in mille pezzi, me ne sono infilata nelle mutande uno che alla fine mi ha pure irritato il deretano con tutta quella carta.

E diciamo la verità: se lo avesse saputo Seneca che il suo De tranquillitate animi, già violentato dalla traduzione interlineare, sarebbe finito a far da poggiaculo ad un’adolescente ignorante, allora forse li avrebbe bruciati tutti i suoi scritti e si sarebbe ritirato in qualche parte dell’Impero.

Glu-glu-glu, beviamoci sopra.

Finita la piadina, finito di “aggiustare” il frigo e finito di parlare di cinema – come intellettuali decaduti al bar –  finito di sparare minchiate e di dire “ho visto quella, ho incontrato quello”, a forza di glu-glu-glu di Menabrea e di Moretti doppio malto e di sigarettine di tabacco, bhè la sottoscritta aveva tutta una scalmana, tutto un sommovimento cerebrale, tutto un allentamento dello spirito.

Avrei voluto andare a ballare. Azz.

Avrei voluto passare la notte da un luogo all’altro, come qualche anno fa. Azz

Avrei voluto mettermi fuori dalla finestra a cantare. Azz.

Alla fine ero ubriaca.

E ubriaca cosa ho fatto?

cosa ho fatto per sedare il mio spirito e per trovare la giusta pace e per divertirmi un po’?????

bhe, semplice.

Ho aperto un blog al dottorCarlo.

Ma lui non vuole che vi dia ancora l’indirizzo…

15 commenti
  1. Chiara dice:

    Io l’altra sera mi sono tristemente fatta fuori una birreta Peroni (che già non è il massimo della vita). Ma non mi ha consolato granché. Va detto che nella mia vita non sono mai stata ubriaca. A spirito trasgressivo sono sempre stata un po’ scarsina! Chiara romana

  2. silbietta dice:

    Ecco io la birra proprio no….
    Ma datemi una caraffa di sangria e ballo sui tavoli….yess!

    Un saluto!

  3. la coniglia dice:

    Panz,ascolta…devi insegnarmi rapidamente a bere la birra. Il coniglio non ci riesce e se tutto fila io a breve me ne vado in uno dei posti dove costa meno la birra dell’acqua…Insegnami, ti pregooooo 🙂

  4. Aliciotta dice:

    mmmmm la panza mbriaca deve essere uno spettacolo! senti un pò ma non è che sotto gli effetti dell’alcol …. capisc’a me 🙂

  5. Schifezza dice:

    Uhhh…la birra…che spettacolo!!!
    La mia serata ideale:
    – divano
    – film
    – schifezze (da cui il soprannome)
    – birra ghiacciata
    -s***o, se capita…

    …cosa si può volere di più dalla vita???…
    Altrochè quei cocktail da mezze checche che ti rifilano in quei locali sulla spiaggia tipo Duna & affini…
    Ciao Panz…

  6. Panzallaria dice:

    grande schifezza!!!
    sul cocktail da mezza checca hai sbaragliato il mio cuore…
    😉

    cara coniglia, mettiti panzallaria (da cui il nome ;-)) con le fette appoggiate ad un parapetto, qualche buon amico vicino, una sana session di chiacchiere e bevibebibevi…

    è stupendo!!!!

  7. DottorCarlo dice:

    Grazie davvero alla Signora Panza, che del resto era stracontenta di accogliermi nel mondoblog. Ora me la studio e mi preparo, poi appena agosto mi concederà del tempo comincerò a postare ; e per la gioia delle mie fan caricherò foto e altro.

    Bella e divertente piccola serata, casa panza è sempre accogliente e affettuosa.

    La birra è una delle mie passioni, una volta mi vantavo anche di essere un espertone.

  8. S.B. dice:

    Accidenti, ma non ti farà male tutto questo bere ? La prossima volta meno alcool e adulteriamo un po’ le “sigarettine di tabacco” (fantastico il fatto che lo hai specificato ! ) 🙂

  9. Slim dice:

    Il segreto per riuscire a bere birra?
    Semplice, basta cominciare a fumare e sviluppare una sana passione per discorsi senza capo ne coda 😛

  10. la coniglia dice:

    allora, la passione per i discorsi c’è, mi manca il fumo!!!!Mah il coniglio mi ha detto che mi metterà un boccale davanti e si vedrà quello che succede 🙂

  11. Schifezza dice:

    @coniglia: bevi, inizia da quelle più tranquille, senza eccedere nella quantità. Una volta abituata al sapore amaro del luppolo, vai di sperimentazioni.
    Rosse
    Weiss
    Doppio malto
    Scure
    Belghe d’abbazia (le mie preferite, ma occhio alla gradazione!!!)…
    Ci sono anche quelle aromatizzate alla frutta,non sono male, in Belgio le bevono più che altro come aperitivo…
    Vedrai che troverai anche tu la tua via del luppolo…non è mai troppo tardi, basta farlo con coscienza.
    Se ti capita, se la trovi, se ti ispira, ti consiglio la mia preferita: è una birra artigianale belga fatta in un paesino che si chiama Achouffe. La birra è LA CHOUFFE, sull’etichetta ci sono degli gnometti. A seconda della stagione, ci sono diverse produzioni, di cui una in edizione limitata sotto natale…
    Vabbè, mi sono dilungata… fammi sapere!!!

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