La vita è un viaggio

Uno dei motivi per cui mi sono innamorata della letteratura di Antonio Tabucchi e ho deciso di laurearmi sulle metafore simboliche di alcuni suoi libri è questa frase, da Piccoli Equivoci senza importanza:

“La vita è un appuntamento, lo so di dire una banalità, Monsieur, solo che noi non sappiamo mai il quando, il chi, il come e il dove. (…) Un appuntamento e un viaggio (…) e poi nel grande viaggio si fanno dei viaggi, sono i nostri piccoli percorsi insignificanti sulla crosta di questo pianeta che a sua volta viaggia (…). E poi, sa come è la vita, è come una tessitura, tutti i fili si intrecciano, è questo che un giorno vorrei capire, vedere tutto il disegno.”

Perché mi appartiene molto. Perché ho sempre pensato ad una ruota del destino, che ti porta solo apparentemente dove vuole e che le persone con cui condividiamo i microviaggi che sono le nostre esperienze, ecco quelle, anche se non le vedi da una vita, anche se voi siete tutti diversi, ecco se avete viaggiato insieme, allora – prima o dopo – vi sentite.

Nell’animo, intendo.

Sentite lo stesso odore del mare. Quello che avete scoperto insieme.

Ieri sera ho fatto un incontro. Al supermercato. E ho sentito lo stesso odore del mare che ha sentito la persona che ho incontrato. Ci siamo guardati e d’un tratto 15 anni si sono annullati. Eravamo noi. Con il nostro bagaglio comune.

Con l’emozione di vederci, di sentirci, di far sapere – silenziosamente – l’un l’altra che ci teniamo a noi.

Questa persona sta per intraprendere un viaggio -mentale ma soprattutto fisico – che lo porterà molto lontano, in Cina, a tempo indeterminato.

Lo avevo saputo da amici comuni che stava per partire. E nel cuore ero molto dispiaciuta perché avrei voluto salutarlo. Un’ultima volta.

Ma non è uno di quei rapporti che prendi il telefono e chiami e dici incontriamoci che ti voglio salutare. No. La cosa è un pelo più complessa. Così, mi sono detta, come accadeva un tempo che ci incontravamo spesso ed erano incontri magici, magari succede che ci si vede. Che incontro questa persona per caso.

E ieri sera è successo. Al supermercato. Tra il latte e le coste di insalata.

Eravamo molto emozionati entrambi. Anche per via della frollina, che questa persona non aveva ancora visto. Per via del fatto che entrambi sapevamo che era l’ultima occasione e non bisognava banfare. Era inutile dissimulare che “ciao” “come stai” lo dicevamo allo stesso modo in cui si saluta il capo ufficio incontrato al bar.

No. Ci siamo abbracciati. La frollina ha sorriso a questa persona. Io sono stata calda nell’animo.

Poi ho voltato l’angolo e ho pianto un po’. Ma non come si piange di disperazione o tristezza, ma come si piange di ricordi.

Avete mai pianto di ricordi? Io si, spesso. Questa persona prima mi faceva piangere di disperazione, perché ci eravamo allontanati. Ora mi fa piangere di ricordi.

Perché ho sentito l’odore del mare. E ho avuto la certezza che è lì dentro, accanto a tutti i mari che ho navigato.

E che quell’odore è dentro a Panzallaria ed è dentro a questa persona.

Anche a Shiangai.

11 commenti
  1. Sara dice:

    questo suo libro mi manca! voglio leggerlo!

    ieri in vista del viaggio in Portogallo ho riaperto “sostiene pereira” e ho scaricato il film. mi ci dedicherò in questi prossimi giorni.

    ieri sera mi sono ritrovata in uno di quegli incontri assurdi tipo il tuo. e sono ancora qui che rimugino su tutto quanto… su come ci si allontana e come poi ci si ritrova così assurdamente dopo molti anni. anche perchè la nostra città è incredibilmente piccola e “intrecciata”.
    la ruota gira ed è così bello ritrovasi là per un attimo a rivivere quel viaggio. sono ancora estasiata.

    un abbraccio!

  2. Vaniglia dice:

    Panz.. e come se si piange di ricordi e di mari navigati, a volte.
    Sai che mi hai fatto venire una voglia di leggere quel libro all’istante?! In questa settimana lavoro in una libreria di soli libri inglesi ma in questo momento ho scoperto che ce n’e’ una copia, in traduzione, ma stamattina nei momenti di pausa sara’ lei la mia vittima. E poi credo di averlo a casa in italiano e stasera mi sa che ci sta. Tabucchi insegna qui dove studio io (Siena)..ma se ti dico che in tre anni non l’ho mai visto, manco per le scale o alle riunioni coi docenti?! E sono stata ad un pelo da fare portoghese pur di averlo, dopo aver letto ‘Si sta facendo sempre piu’ tardi’ ed averlo visto rappresentato a teatro col titolo ‘Il sale della vita’.. e due anni fa son tornata a casa apposta per il festival letteratura a Mantova (ah, se ci passi quest’anno fai un fischio!) perche’ lui ci doveva essere, vado, e lui non puo’ arrivare perche’ mangiandosi i tortelli di zucca la sera prima s’e’ rotto un dente!!? Che soggettino come dire sfuggente… 😉
    Questo post mi ha davvero emozionato tanto Panz cara, un po’ per tutto.. Buona giornata care mammaPanzundpargolaFrolla!

  3. Panzallaria dice:

    Mi vanto: Tabucchi l’ho conosciuto di persona, gli ho consegnato la mia tesi e qualche mese dopo mi ha mandato una lettera scritta di suo pugno e una copia di “Si sta facendo sempre più tardi” che era appena uscito, con dedica.

    tutto è – ovviamente – in cassaforte…;-)

    consiglio:
    Il gioco del Rovescio e Piccoli equivoci senza importanza (raccolte di racconti) e Notturno Indiano (romanzo breve).

    Dopo averli letti ripensate ai vostri ricordi. Avranno un sottofondo musicale…

    😉

  4. Panzallaria dice:

    oddio che meraviglia giuli!!!! domani scrivo un post sul tiro, cosa di cui vado molto orgogliona come bolognese!!!!
    ehehehe

    grazie adelina. in effetti Tabucchi mi ringrazia ancora per avergli fatto scoprire un sacco di cose su di lui, grazie alla mia meravigliosa tesi 😉

  5. LaFrancese dice:

    che bella che sei!
    che bel post…
    e di Tabucchi ho letto altro, tutto in un fiato fino a “Si sta facendo sempre più tardi” poi mi sono allontanata, non ricordo nemmeno perchè…
    vado a vedere questo sito meraviglia… son curiosa.
    a presto
    La Fra

    ps. grazie mille per la proposta d’ospitalità 🙂

  6. fabdo dice:

    Panz… di tonfi al cuore da ricordi e di lacrime annesse e connesse eccome se ce ne sono stati… ;)…
    E aggiungo: meno male!

    Bello quello che scrivi tu e che scrivi di Tabucchi che scrive di sè…
    Cotanto uomo lo conosco solo parzialmente (anche per via Pessoa), ma i tuoi consigli mi faranno immediatamente porre fine a questa mia mancanza…

    kus ^.^
    Do

  7. la coniglia dice:

    vorrei dirti tante cose, ma al momento sono emozionalmente instabile ed è meglio che non dica nulla…mille baci

  8. zazie dice:

    Ho cambiato tre continenti negli ultimi anni, perdendo, ritrovando, incontrando, riscoprendo tante persone. Si’, piango spesso di ricordi.
    Ciao Panz,
    Zazie

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