I torturatori

Visto che spumeggiante allegria negli ultimi giorni qui a casa Panzallaria? deve essere che nella mia vita reale mi sento uno straccietto e che ormai è un mese che abbiamo messo su un cronicario e che la frollina non dorme alla notte per tosse e raffreddore, ma ho bisogno di ironia a palate e leggerezza a palate e così mi sfogo in codesto digital loco.

Dunque stasera vi racconterò di queste giornate di malattia sottolineandone i lati più succulenti e sui quali ogni cronista degno di questo nome avrebbe voglia di buttarsi a pesce.

La notte Frollina tossisce, ogni giorno migliora ma tossisce. Ciò contribuisce a continue sveglie notturne e ad un’alzata mattutina che si aggira circa intorno alle 5/5.30. A quell’ora io sono un diavolo. I pensieri non stanno incollati al cervello e staccarmi dalla coltre calda del buon letto Kukumba non è affatto piacevole. Tino lo stesso. Non parliamo, ringhiamo a quell’ora.

La prendiamo su e tentiamo di calmarle la tosse con la tisana al tiglio (frollidroga) e con coccole a profusione (che solo amore di mamma potrebbe coccolare qualcuno a quell’ora!).

Poi procediamo alla prima tortura della giornata.

[ da qui in poi se la pensate come lei o siete di scorza debole, è meglio che non leggiate…]

La prima tortura della giornata consiste nel nemico di ogni bimbo di un anno/anno e mezzo: l’aerosol.

Crudelmente tentiamo di distrarla con ogni tipo di gioco, tentiamo di farle credere che l’aerosol è suo amico e che la aituerebbe a stare meglio. Ma lei è una furba e sa che la stiamo prendendo in giro. Per riuscire a farle fare qualche misera respirata nel temibile macchinino dobbiamo tenerla in due e mentre Tino le blocca mani e testa, io le metto la mascherina. Lei piange e si dimena che ogni volta il mio cuore si frantuma, comincio a sentirmi una vera cacca e temo che arrivi a breve la polizia, accorsa per via di una telefonata anonima dal palazzo di fronte.

Dopo questi attimi di concitata lotta per avere la meglio sulla piccola, stremati concludiamo questa operazione e passiamo ad abbracci, baci e bevute di tisana che la rinfranchino. Frollina crolla tra le mie braccia come succede tipicamente a chi soffre della Sindrome di Stoccolma e si innamora dei propri carcerieri.

Incrociando le dita tento di farla riaddormentare per almeno un’oretta: cosa che mi riesce con difficoltà ma quando mi riesce mi fa sentire come se avessi vinto al totocalcio o scalato l’everest!. Si tratta di un equilibrio perfetto tra coccole, dondolamenti del mio corpo e oscillazioni a destra e sinistra per cullarla nel sonno.

Se adagiata nel lettino come farei con una bomba da disinnescare continua a dormire, allora ho vinto di certo qualche cosa.

Alle 7.30/8 tentiamo di farle fare un accenno di colazione. Frollina mangia poco quando è sana come un pesce, in questo periodo mangia come un criceto di un mese di vita. Quasi nulla.

Alle 8 dobbiamo darle l’antibiotico. Perché ha avuto la febbre alta e abbiamo dovuto soccombere per via della bronchite che l’è presa.

L’antibiotico è sicuramente un socio in affari dell’aerosol perché frollina basta che senta il nome e diventa prima verde poi tenta di scappare ovunque, facendo ampie oscillazioni con la testa da sinistra a destra e boffonchiando quello che nella lingua frollinesca è un

no, l’antibiotico te lo ficchi in quel posto, brutto stronzo di un genitore!

Noi si fa quel che si può per tenerla tranquilla ma poi la si sistema sul fasciatoio e le si dà l’antibiotico tramite siringa in bocca. Tino ha sviluppato una tecnica tutta sua: lei piange come un vitellozzo scannato e quando apre la bocca per emettere il suo urlo, ma solo quando la apre in un certo modo – ne troppo, ne troppo poco – allora infila il siringone medicamentoso.

E’ diventato talmente bravo che in due siringate riesce a darle tutta la dose!

Dopo l’antibiotico è il momento dell’odioso aspiracaccole: anche in questo caso vale la regola che i bambini di un anno/un anno e mezzo odiano questo genere di cose e dunque dobbiamo procedere con la forza.

Finite queste prime concitate fasi della giornata, io sono sudata come un porcellino, anche per via del doping che sto prendendo per l’asma che mi manda spesso in palla come se fossi a un passo dalla menopausa, Tino è incazzosissimo e continua a chiedersi “perché frollina non capisce? se si lasciasse fare le cose saremmo tutti più sereni e lei guarirebbe prima…” e frollina c’ha l’occhio pallato e bisogna trovare il modo di distrarla adeguatamente da tutte le ingiustizie che la vita le sta infliggendo.

Dunque inizia una giornata di giochi e tentativi – per la sottoscritta – di lavorare e combinare qualcosa.

Perché frollina malata = frollina mammona e mi è molto difficile anche riuscire a fare una pisciatina in solitaria.

Non che mi dispiaccia eh? Frollina non è mai mammona e dunque mi godo almeno questo aspetto del fatto che la poveretta sta male. Mi sbaciucchia molto che ha imparato a dare i baci e mi lancia le braccia al collo.

In questi giorni ha trovato due giochini che le piacciono molto. Uno sono i pentolini di plastica e quelli dell’Ikea per bambini. Ci cucina tante buone cose per tutti i suoi bambolotti, in particolare per Pirimperno che è un tipo di incrocio tra un gatto e un topo e che sembra avere una fame da lupi perché lo imbocca a ripetizione.

L’altro giochino che adora è mettersi a cavalcioni sulle spalle mie o del padre e guardare dalla finestra le macchine che passano in strada. Ogni auto lei dice “brum brum”, ogni cane lei dice “uò, uò, uò” e ogni motorino “brim, brim, brim”.

Questa maniera analitica di osservare il mondo la appassiona moltissimo perché ogni tanto mi guarda con supplice boccuccia a cuore e mi indica la finestra facendo “brumbrum”.

Le omelie del pranzo e la cena riproducono la fatica di trovare qualcosa che le piaccia in questi giorni. Mangia un cucchiaino di ricotta, due maccheroncini e via.

Non ne vuole sapere oltre.

Se le viene la febbre come negli ultimi giorni bisogna suppostarla e poi ricomincia il giro delle torture di aerosol e aspiracaccole e antibiotico.

Quando alla sera la mettiamo a nanna, sappiamo entrambi genitori che forse non durerà a lungo la pace. E allora alle 22 circa stiamo già ronfando alla grande, fino alla prima sveglia della notte.

Siamo sfiniti. Poi non è che nessuno fisicamente sia proprio a posto. Ma ormai – come dire – ci siamo adeguati a questo menage dei momenti di crisi, tiriamo fuori il manuale della crisi e seguiamo ognuno la sua parte, il suo copione, il ruolo che la natura ci ha dato.

Col tempo ho imparato anche a dominare i sensi di colpa di quando piange come un vitellino perché cerchiamo di curarla. Mi ripeto che la sto curando e che non posso fare diversamente.

Tutto questo perché poi non è mica che sono cattiva eh? non è mica che ci goda a fare la mamma tutta d’un pezzo che dà le medicine.

Solo che di notte, fino a poco tempo fa, questi sensi di colpa irrazionali venivano fuori e facevo una serie di incubi da competizione. Robe del tipo che la perdevo al supermercato o che me la dimenticavo all’ospedale dove era nata.

Robe così che mi sa accadono a tutte le mamme e su cui bisognerebbe scriverci un trattato.

Perché anche noi torturatori abbiamo un cuore. Sotto queste vesti di persone forti e in grado di affrontare le situazioni più penose con sguardo cattivo e il piglio dittatoriale, anche noi torturatori abbiamo un cuore di cioccolato che pulsa.

12 commenti
  1. angela dice:

    sei divertente anche nel ruolo di torturatore…e sei sempre una gran mamma!
    e pure tino è un bel tipo…davvero!
    buongiorno e baci.
    a.& g.

  2. Ida dice:

    Ti voglio dire che il ruolo di torturatrice ti toccherà a vita, se la Frolla è come me…laureata in medicina, grande e grossa, al momento di prendere l’antibiotico…vomiti e vomitini. Un mesetto fa con mamma ci ho litigato per questo motivo. E’ anche questo che fa di una mamma LA MAMMA.
    Solidarietà.

  3. simona dice:

    eco pensa a chi stava peggio, io ne avevo due alla volta malati, e gelosi uno dell’altro, che non potevo prenderne in braccio uno che l’altro ne faceva di tutti i colori, con marito lontano per lavoro e una notte che avevo anche io la febbre uno avrei potuto buttarlo dalla finestra…adesso hanno otto – dieci anni e stanno bene e anche io sto benissimo..
    …hai solo una decina di anni davanti, cosa vuoi che sia … passano in un lampo te lo assicuro 🙂 baci

  4. elena dice:

    Sono una mamma di due ex-bimbi (adesso 30enni!) Il maschio non ha ancora riprodotto, ma la femmina si è data da fare: un bimbo di nove mesi e un altro in arrivo per agosto!
    A leggere il tuo post, mi sono ricordata anch’io di tutte quelle manovre, soprattutto per l’aspiraccacole…E qualche giorno fa le ho riviste fare su Diego, il mio nipotino.
    Care le mie ragazze, è normale che uno pianga se gli si infila su per il naso la qualunque!… solo che si fa per il loro benessere e questo ci deve esimere da tutti i sensi di colpa!
    E, cara Simona, tu non sai com’è vero quanto hai detto: “…passano in un lampo, te lo assicuro..”!!!!!!
    Baci e..coraggio!

  5. Il Ciappetto dice:

    piccolo rimedio casalingo (ma bisogna crederci parecchio!)
    Alla Ciappina faccio il bagno o la doccia un giorno si e uno no. La cosa che mi preme di più è che abbia le unghie corte e pulite e comunque in generale si lava spesso mani e faccia. Non voglio essere maniaca dell’igiene, ma sono convinta che il vapore della vasca faccia bene al suo naso e polmoni, mentre lavarsi tutta oltre che divertirla, la fa sentire bene. Posso vantarmi che La Ciappina di quasi 4 anni non ha mai preso l’antibiotico e l’unica febbre che ha avuto è stata la vigilia di Natale di due anni fa. Non mangia verdura nè tanta frutta, nè è mangiona in generale!

  6. Panzallaria dice:

    @ciap: anche noi facciamo il bagno alla frollina tutti i giorni per un’ora con tanto vapore proprio perché la penso come te…mi sa che comincerò a tagliarle le unghie più spesso, magari è l’unione delle due cose che funziona…
    ;-(

  7. Trinity1979 dice:

    …magari dico una stupidaggine, ma…non potresti provare a farle l’aerosol mentre dorme? quando la piccina di cui mi occupo ha avuto la tosse glielo facevo mentre dormiva ( aveva solo qualche mese e quella mascherina la terrorizzava!!! )

  8. Panzallaria dice:

    @trinity:facevo così ma la dottoressa mi ha detto che quando si tratta di bronchite e l’aerosol deve arrivare in gola e non al naso (raffreddore), farlo quando dormono è come non farlo…inoltre, purtroppo, frollina non è più abbastanza piccola per non svegliarsi all’infernal rumore…ma grazie per il tentato consiglio. anzi, sono tutti i benvenuti, spesso grazie ai vostri consigli ho sgamato soluzioni a robe che non mi venivano in mente.

  9. Michy dice:

    Anche a me hanno detto che l’aerosol durante il sonno conta poco e nulla. L’aspiracaccole simone se lo fa fare solo quando ha il naso davvero intasato, in quel caso non fa storie, miracolo!
    In questi giorni ho dovuto mettergli il collirio per la congiuntivite. Da sola, ovviamente, che il marito era via. Praticamente lo braccavo sul fasciatoio e lo bloccavo, infilando la malefica goccia nell’occhio. Una tortura…ma sfido a chiunque a credere che io mi diverta a torturarlo…
    ti capisco, panz, ti capisco…

  10. Trasparelena dice:

    Guarda quando è capitata a me la tortura (per fortuna una sola volta) dopo mi dovevo sedere per riprendermi, quindi posso capire e immaginare. già il siringamento dell’antibiotico mi sembra una buona soluzione, che almeno va giù in fretta… se fa schifo non si può zuccherare un filino? oltretutto se la Frolli non mangia almeno si tien su… per l’aerosol avete provato a giocare che lo fa alle bambole o peluches? che magari se lo prende come un gioco poi se lo fa fare più volentieri…
    in bocca al lupo

  11. Quasimamma dice:

    Come TI CAPISCO panz!!!! Noi siamo delle merdine e nn riusciamo proprioa farle l’aerosol, invece. Sono una mamma debole e prostrata dalle nottatacce e in più abbiamo litigato di bestia con i suoceri. Sai quanto ti ho pensata, questo w-e?

  12. anna dice:

    Cara amica,io sono medico (anche dei bambini) e so per esperienza (famigliare e professionale)che la somministrazione delle medicine ai bambini,per qualunque via,ha come risultato “mezza in cielo e mezza in terra”.
    Quella metà che arriva a destinazione serve per guarire.
    Tu sei una brava mamma e fai tutto quello che devi fare.nel modo migliore in base alle tue capacità e lla capcità di ribellione di tua figlia!
    Non ti scoraggiare; finirà l’inverno e le cose andranno meglio. Ciao

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