Dialogo (immaginario) tra il Bene del Paese e una disfattista

Persone e fatti contenuti in questo post sono totalmente immaginari e immaginati. Qualunque riferimento è puramente casuale. Le sue parole mi hanno dato l’ispirazione, per ciò – come sempre – lo ringrazio.

Dlin Dlon!

Sono in ciabatte, tutone da casa con qualche macchia di caffè sparsa qua e là a rendere meno noiosi gli alci effigiati sopra la maglia. Il capello raccolto è talmente unto che potrei aprire una friggitoria.

Ma hanno suonato il campanello. Cosa faccio?

La bambina abbronzata e il padre – usciti a fare la spesa – non possono essere. Loro hanno le chiavi e il non marito usa uno scampanellio tutto suo, che lo renderebbe riconoscibile tra mille, proprio come la camminata strana di Baglioni.

Faccio finta di nulla. Ovvio.

Se è qualcosa di importante mi chiameranno al telefono.

E’ sabato mattina. Autunno. Le possibilità che abbia un senso sputtanarsi con l’universo mondo aprendo in queste condizioni o che sia fermamente necessario abbattere il record di spoglio/rivesto/acconcio per rendermi presentabile sfiora il 15%. Nemmeno l’ultimo sfigato, depresso, alla canna del gas muoverebbe le terga per un misero 15%, figurarsi se sposto io il mio grasso culone…

Passa un minuto. Silenzio. Posso tornare alle mie attività: mi aspettano in chat, su Facebook.

Dlin Dlon! Fa di nuovo il campanello.

Minchia.

Sarà mica il postino eh? In questo condominio sono l’unica che lo caga il postino. Fosse per i miei vicini la nostra corrispondenza potrebbe finire dentro al primo tombino, inghiottita dalle fogne!

Mi avvicino al citofono. Chiedo “Chi è?”. Se è il postino basta che gli dia il tiro senza bisogno di mostrarmi, tanto vale essere gentile.

Nessuna risposta.

Torno alle mie cose. Non faccio in tempo a sedermi di nuovo che il campanello urla:

DLIN DLON!

Stavolta mi hanno rotto i coglioni. A sto punto dovranno subire Panzallaria in mise da casa e pure un poco irritata.

Vado alla porta e scandisco un “Chi è?” che mi fa sembrare il Lupo di Cappuccetto Rosso. Dall’altra parte arriva una voce composta, impostata, di giovin ometto.

“Salve, avrei bisogno di fare due chiacchiere con voi, non la voglio disturbare, le rubo solo due minuti…”

Ecco, lo sapevo.

“Guardi, sono agnostica. La ringrazio molto ma qui siamo tutti agnostici, gatta compresa…” interrompo io, rimanendo nascosta dietro alla porta, come se fosse un burqa.

L’ometto mi fa capire che lui non è una persona di fede. Provo a fargli capire che siamo contenti del nostro gestore telefonico. No, lui non è nemmeno uno spacciatore di contratti e tariffe telefoniafissamobileinternét.

Il tutto, sempre, senza che io abbia nemmeno aperto la porta. In puro Scetticismo style padano.

Ma chi cazzo è questo? mi chiedo mentalmente.

Forse vuole indurmi a diventare sostenitrice di qualcosa. Avrà sicuramente qualche brochure infarcita di bambini tristi del terzo mondo con la pancia gonfia e io, lo so, se vedo anche solo una di quelle foto, gli lascio un rene a questo qua…

NON-POSSO-APRIRE-QUELLA-PORTA!

“Guardi, sono già sostenitrice di Sa…” dico con voce supplichevole, per fargli capire che non sono cattiva, che ho a cuore le sorti del mondo ma non posso abdicare a quelle del mio conto in banca.

“No signora, continua a non capire. Qui nessuno le chiede soldi. Sono passato perché avevo piacere di scambiare due parole con lei e la sua famiglia, per andare oltre i personalismi e i disfattismi che inquinano il nostro Paese…”

Ehhhhh???????

Ma questo è fuori come un balcone?

“Mi scusi, ma di cosa stiamo parlando?”

“Signora, mi manda il Premier. Sono venuto da lei perché penso sia importante un confronto sereno. Abito qui vicino e so che lei non è una – diciamo – simpatizzante del nostro Governo ma credo comunque sia importante che sappia perché Lui fa certe scelte e perché è importante non dare retta a tutte le voci di corridoio, i complotti della Magistratura, i disfattismi dell’opposizione…sono qui per spiegarle come può essere FELICE oggi in ITALIA! Lui potrà renderci tutti ricchi, belli, senza problemi….lei guarda la televisione signora?”

Mentre l’ometto parla, penso che non poteva capitare in un’occasione migliore. Il mio look Friggitoria mi sembra proprio quello più adatto per accogliere a braccia aperte un forzaitaliota in missione (o si diceva mobilitazione?).

Gli apro. Lo accolgo con un sorriso. Lo faccio accomodare sul mio divano rosso impanato di pelo di gatto che fa molto poco disfattista.

Lui rimane un attimo in imbarazzo a causa del mio aspetto, balbetta uno scusi e un mi dispiace ma poi si siede, felicemente.

Parla d’amore, della cattiveria e invidia degli avversari, racconta la storia di chi si è fatto da se (salvo poi farsene per tre), testimonia il verbo e mi rassicura.

Il mondo è un posto meraviglioso. Lo so io che l’Italia è l’unica in Europa in cui l’Euro, malgrado i tempi di crisi, regge ancora? Lo so io che la Mafia non esiste più dopo i numerosi arresti voluti dal nostro attuale Governo? Lo so io che i giornalisti sono tutti contro di Lui ma è solo perché temono di non poter più godere dei troppi privilegi che in passato erano loro concessi? Lo so che la Magistratura, alla notte, si riunisce in luoghi oscuri – altro che Massoneria- per destabilizzare e prendere il Potere?

Gli immigrati irregolari sono molto diminuiti. Le donne possono contare su Mara che è pure figa così gli uomini la ascolano di più. Il lavoro c’è, solo che gli italiani sono incontentabili e vogliono a tutti costi uscire dai confini nazionali e per Bengodi dove invece si ritrovano soli, lontani dalla loro mamma, in luoghi dove il valore della famiglia non è tenuto in conto come qui.

Ma mi rendo conto io che l’Italia – molto più dell’America – è il posto in cui TUTTO è POSSIBILE????

Anche gli uomini piccoli possono arrivare in alto. Anche semplici Showmen possono cambiare il Paese, diventare imprenditori, politici, strateghi.

“Basta coi disfattismi signora, si guardi intorno…la nostra Italia è un posto ME-RA-VI-GLIO-SO!!!!”

Non ho detto una parola. Sono rimasta a guardarlo mentre sognante recita la sua Omelia.

A tratti penso che abbia ragione lui. Che debba per forza avere ragione lui.

A tratti mi viene in mente Leopardi e il Dialogo tra il venditore di almanacchi e il Passeggere.

Vorrei essere gentile con l’ometto. Vorrei offrirgli un caffè. Vorrei accompagnarlo alla porta senza che trapelasse nulla di tutto quello che penso realmente.

Invece mi alzo

tranquilla

con un sorriso largo, stampato sulla mia faccia

nel mio tutone all’ultimo grido

e

lo mando a FANCULO talmente forte che il giorno dopo i vicini vengono a domandarmi se abbiamo adottato anche un Gorilla del Rwanda per salvarlo dall’estinzione.

Un “personalismo”, me ne rendo conto.

Ma ogni tanto bisognerà pure togliersi qualche sfizio, no?

5 commenti
  1. supermambanana dice:

    non so se e’ piu’ surreale il tuo pezzo o quello su repubblica 😀

    E in verita’ la cosa che piu’ mi fa incazzare – anzi neanche incazzare che ormai non vale la pena, mi fa cader le braccia, mi manda in completa disperazione, nel senso di mancanza di speranza – e’ la risposta dei versi. La casa de-berlusconalizzata. Ma ci tendiamo conto della minchiata? Nessuno ancora capisce che e’ proprio il concentramento sulla persona MrB che snatura tutto il discorso politico? E che lo rende piu’ forte nel vuoto totale di pensiero?

  2. Panzallaria dice:

    @super: sono perfettamente d’accordo. A volte non mi capacito dell’ingenuità di certi politici (sarà che io mi sento così ignorante e ingenua che non posso credere che loro lo siano di più!) che pensano che il problema del Paese sia davvero soltanto Berlusconi. Berlusconi è un EFFETTO non la CAUSA e “morto un papi se ne farà sicuramente un altro”, se non invertiamo la rotta a livello sociale e culturale…

  3. supermambanana dice:

    Panz, se sei ingenua e’ soltanto perche’ pensi sia per ingenuita’. Io sono molto piu’ cinica e penso che sia nella peggiore delle ipotesi malafede, nella migliore latitanza di pensiero, pigrizia e accondiscendenza.

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