La m***a si è vendicata
La cacca di cane (chiamata più scientificamente merda segugi) si è orribilmente vendicata di quanto scritto nel post di ieri. Oggi nella nostra passeggiata deiezionale durante il rientro a casa dal Nido, mentre bella bella la sottoscritta guardava il cielo blu in odor di primavera, la frollina ne ha pestata una.
Non me ne sono accorta fino a quando mia figlia – che scema non è – non si è tolta le scarpe sul divano e ha cominciato a gridare: “mamma, mammaaaa, mammaaaaa, CacCane, CacCaneeeeeeeeee” facendomi accorgere dell’enorme strazio che le sue scarpette sozze stavano compiendo sul mio divano nuovo.
Ora sulla federa color crema c’è una sgommata degna di un paio di mutande usate 8 giorni di seguito proveniente dal deretano di un quattrozampe il cui padrone – spero – scivoli presto sul vomito di un cammello malato di morbillo e alcolizzato.
E mi appresto al lavoro più arduo di tutti: pulire le scarpine numero 23 della prole.
La merda si è vendicata
Perché la merda si vendica sempre
(Aforismo della serata)
Disinfettiamoci: il mondo è un brutto posto e la Chiesa pure
Fino a quando Berlusconi non mi tapperà la bocca con chi sa quale invenzione legata al diritto d’autore e al web, bisogna che parli. Fuori dalle righe. Perché qui ogni giorno ce ne è una e se stiamo sempre zitti è la fine.
Allora. Premetto che non sono cattolica, trovo PapaRazzi un essere odioso e con lo sguardo maligno (ecco, mi è più facile credere al Male che al Bene supremo e secondo me Razzi ne è un emissario) e che per quanto mi riguarda farò di tutto perché la Chiesa non influenzi troppo la vita di mia figlia, dato che siamo uno Stato falsamente laico che invece si abbevera al battezzatoio. Read more
Non è un post per pornofili: dalla fase orale siamo passati a quella…
Anale.
Non temo di scriverlo, supportata dai tanti anni trascorsi a farmi venire l’orchite ascoltando le amiche – allora studentesse in psicologia – parlarne a profusione.
Non ci facevo tanto conto allora. Mi faceva ridere come a qualunque 20enne imbecille “ah, ah, la fase anale…!”
Ah, ah sto pesce. Read more
Non dimenticare il passato per costruire il futuro
Oggi è il 27 gennaio: giornata della Memoria delle vittime dei Lager Nazisti.
Oggi voglio pensare ai muri di cinta. Quelli che impediscono di guardare oltre e scoprire che il nostro vicino è proprio come noi, solo con la pelle di un altro colore, con una divisa diversa o semplicemente con gusti diversi.
I muri di cinta che bloccano lo sguardo e se ti fanno sentire più sicuro, ammazzano la fantasia e la pluralità, impoverendoti giorno dopo giorno.
Muri di cinta come filo spinato. Lo stesso che delimitava i campi di sterminio dove milioni di persone sono morte. Non per la follia di uno, come molti hanno voluto credere per esorcizzare il Male e farlo uscire da se’, ma per il calcolo burocratico di molti.
L’unico antidoto al Male è la Memoria. Purtroppo ne abbiamo persa molta. Purtroppo sono in tanti che non ricordano più il dolore sofferto e si fanno trasportare dalla rabbia – sempre cattiva consigliera – e ne fanno altrettanto.
Cerchiamo di ricordare. Non solo oggi. Ogni giorno della nostra vita.
Per i nostri figli
Per i figli dei loro figli
Noi ora siamo nelle nostre calde casette e in una parte del mondo si muore.
Cerchiamo almeno di ricordare
Se questo è un uomo – Primo Levi
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
Feste di compleanno
Putacaso ne ha scritto recentemente anche MammaAmsterdam, valutandone gli aspetti organizzativi e dando qualche possibile spunto.
A me i compleanni dei bambini piacciono abbastanza e la festa per frollina, anche se alla fine sembrava passata l’invasione delle cavallette, mi ha dato molte soddisfazioni. Però lì avevo sgobbato un sacco mentre a volte è piacevole anche non dover fare nulla e magari optare per l’affitto di un locale. Ieri con la frolla siamo state al compleanno di giadabella, in un family restaurant bolognese: Da Babette Read more
Qualche info per chi vuole venire a teatro a vedere il primo blog che diventa un monologo
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Moltissimi lettori e amici mi scrivono per saperne di più sullo spettacolo, su come prenotare il posto e FAQ di questo genere. Sono molto contenta: Anita Giovannini -l’attrice che leggerà il monologo e che quindi, in qualche modo mi impersonerà – pare essere davvero brava (oltre che molto bella, il che darà un tocco di irrealismo che non guasta |
Post Impopolare sull’allattamento
Sto per scrivere un post estremamente impopolare ma ho bisogno di dire come la penso e dare un parere “altro” su una questione (niente di trascendentale) ma su cui spesso dibatte la blogomammasfera.
Sta girando in Rete una proposta di revisione del Decreto sul sostegno alle famiglie indigenti. La trovate qui (noallattegratis.splinder.com). Su Mommyblogging si è scatenato il dibattito che mi ha spinto a riflettere su un certo modo di concepire la maternità che non condivido per nulla.
Per farla breve: la proposta mira a togliere dal decreto la voce che riguarda l’incentivo per acquistare il latte in polvere nei primi tre mesi di vita per i motivi che spiega bene e ampliamente Ecomamma sul suo blog.
E se da una parte mi sembra giustissimo incentivare invece all’uso del latte materno, dall’altra trovo che la proposta, fatta in questo modo sia arrogante e non tenga affatto conto di tutte quelle mamme che per tantissimi motivi (e non solo per conclamati problemi fisici come aids o tumore- cito un commento sull’altro blog) non possono allattare naturalmente. Read more
Ti puzzano le ascelle
Questa cosa di “mamma lava, ti puzzano le ascelle!” sta diventando un Must della frollina. Tutto è nato quando stava male, durante le vacanze natalizie. Un giorno ero particolarmente stanca, lei particolarmente cozza e noiosa.
In debito di sonno eravamo sul lettone con lei che mi si accozzava e io che stavo giusto giusto constantando che avevo voglia di farmi una doccia. Read more
Non trovo un titolo a questo post ma si parla di lavoro e cose che possono sempre cambiare
Questa cosa di lavoro-mamme è un argomento che mi preme molto. Mi piace leggere le testimonianze che mi mandano tramite il blog del Mommyblogging e il social network sulla genitorialità che ho creato.
Perché so bene cosa significa sentirsi un po’ “fuori gioco” quando nasce un figlio. So bene come ti possono far sentire inutile professionalmente e come tu stessa diventi una calamita di dubbi e ansie circa il futuro che verrà. Read more
Studenti “diversamente abili”?
Con piacere copio e pubblico una lettera al Ministro Gelmini sulla definizione “diversamente abili”. Un mio amico che è cieco un giorno mi disse: “io sono cieco, odio quando si riferiscono a me con dei giri di parole che mi fanno sentire ancora più inadeguato!”. Il senso della missiva, molto più pertinente del piccolo aneddoto da me citato, è comunque questo.
Grazie Enza per la segnalazione! Read more
Locandina Calzino Spaiato – spettacolo di Panz
Non è bellissima???? Grazie Daniela…
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| Da La rivincita del calzino spaiato – spettacolo teatrale |
Spugna
La frollina è una spugna. E’ entrata in quella fase che – penso – sia tipica di qualunque bambino, in cui unisce una memoria da elefante alla voglia di imparare parole e fare esperienze.
Su tutto questo campeggia un amore smodato per ogni forma di deiezione corporea personale.
Cioè, per capirci.
Bambini in Medio Oriente
Pensavo ai bambini diGaza.
Sul Manifesto le foto del massacro non vengono censurate.
Su Facebook girano immagini che ti tolgono il respiro. Un mio contatto ha pubblicato un album che non sono riuscita a guardare se non da lontano, la prima foto è quella di un bambino morto sotto le macerie. Esce solo la sua testa da un cumulo di terra. Sembra un manichino ma potrebbe essere mia figlia. Read more
Sul 2.0 i milanesi ne sanno una più del diavolo
I milanesi ne sanno una più del diavolo; io per esempio mica lo sapevo che parte del mio lavoro consiste nel fare la “digital pr“!???!!!!
Cioè, giusto qualche tempo fà, ho concluso questo fino lavoro di promozione per una scuola bolognese di inglese per bambini, offrendo una serie di consigli per promuoverne l’attività su facebook, twitter e youtube e alla fine mica lo sapevo come dire quello che avevo fatto in poche – precise, pompose e altisonanti – parole. Read more
La saga della bambina volante: una favola di Panzallaria
C’era una volta una bambina che aveva un letto magico. Se questa bambina si addormentava serena, di notte il suo lettino si alzava in volo. La finestra si apriva per magia e la bambina volava alta nel cielo, in sella al suo lettuccio.
Una notte, mentre la bambinafrollina volava nel in mezzo al cielo stellato, udì un pianto sommesso che proveniva da un palazzo. Con il suo lettino si avvicinò per vedere e scorse un bimbo molto triste, al buio, dietro alla finestra. Read more













