Panzallaria - blog di panza

aneddoti al sugo e frolline al cioccolato

Mi rimane

Mi rimane la pasta al burro, quella che mi cucinavi quando ero bambina. Mi rimane la “Schiava Isaura” quando lo guardavamo insieme al pomeriggio, nella tua casa di lunghi corridoi in centro.

Mi rimane quando mi raccontavi della dieta e delle passeggiate per dimagrire.

Mi rimane la casa dei tuoi genitori e tu seduta - come tua madre - su una sedia di legno.

Mi rimane la coda di cavallo che mi faceva la mia mamma, che era poi tua figlia e intanto mi raccontava che tu gliela facevi così stretta che le veniva il mal di testa.

Mi rimane lei, la mia mamma, che mi ama e il suo sorriso mi fa pensare che ce la farò sempre perché lei crede in me e ci ha sempre creduto.

Mi rimangono le federe con le falci e i martelli.

Mi rimane la tua risata.

Mi rimane quella volta che era già nata la silvia. Tu non parlavi più da tempo, sembravi già lontana e invece l’hai guardata, mi hai guardata e con la voce sottile mi hai chiesto “è una bambina?” e io ti ho risposto che si, è una bambina, è la tua bisnipote.

Mi rimane l’odore della pioggia di questa mattina che sembra autunno e tu hai preso il volo.

Finalmente ti sei riappropriata dei ricordi. Quelli che negli ultimi 10 anni hai perso per strada, sgocciolati via, uno per volta.

Ora hai di nuovo tutto tra le tue dita lunghe, quelle che ha ereditato la silvia. Le dita di donna giovane su una donna anziana.

Il sorriso di gente di campagna che avevi tu. Quando cantavi le canzoni delle risaie e raccontavi della tua vita di paese e di come avevi conosciuto il nonno.

Hai di nuovo i volti dei tuoi figli. Che ti hanno accompagnata in questo viaggio per riprenderti la dignità e la vita.

Laddove vita sembra non essere.

io sarò assente per un po’. non preoccupatevi.

T-Learning

T come tabagismo. T come telefono.

Mi fumo una sigaretta al giorno, in compagnia di Tino alla sera, dopo che la frollina si è addormentata.

Usualmente con un bicchiere di birra fresca, sul balcone di CondominioBandiera.

Mentre il droghello cena e la Magda pascola il cane in cortile. Mentre alla tivù passano i titoli di coda del tiggì e Fabrizio Frizzi vende pacchi.

Noi ci raccontiamo la giornata; cosa abbiamo imparato dalla frollina o sul lavoro. Come siamo stanchi e quanta voglia abbiamo di partire, presto, per la nostra prima vacanzina a 3. Continua..

Notte d’inferno

Alle 11 sono andata a letto che la frolla dormiva tranquilla e io ci avevo una nausea da gravida solo che non sono gravida (ne ho certezza empirica di questi giorni!).

Con un pallone al posto della testa ho fatto l’ultima telefonatina al fidanzatino nel Sorrentino e dopo un po’ di picci pocci pupù ci siamo congedati con miamimaquantomiami e micostiquantomicosti e mi sono addormentata.

Per poco. Continua..

Economia e commercio

I guai fiscali di Valentino Rossi hanno avuto effetti dilaganti nel nostro Paese.

Se da una parte si sono levati “ohhh” di delusione da parte di un largo numero di fans del prode motociclista, affascinati dal suo stile giocoso e dai suoi modi carini, dall’altra è avvenuta una cosa totalmente inaspettata: l’economia, quella di sticazzi, è entrata di prepotenza nei discorsi sportivi e da lì come fosse un brutto male, ha dilagato fino ad aprirsi le porte del Congresso annuale di Cl a Rimini.

Ma non solo. Continua..

Non lo invidio proprio per niente

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Tino è andato in trasferta per tre giorni, prima della nostra partenza per un’ultima vacanzina insieme; è partito all’alba con l’aereo, lasciando a casa gli affetti, il caro desco e i suoi amati libri per raggiungere un triste luogo sulla Costiera amalfitana.

Gli toccherà dormire in un albergo con vista mare e cenare a pizza per 3dico3 giorni di seguito.

Solitario. Con i suoi pensieri.

Dopo una giornata di duro e massacrante lavoro, per non annoiare il tempo che gli resta prima di poggiare la testa sul cuscino, dato che di solito è abituato alla nanetta urlante, dovrà consolarsi con tramonti sul mare, bagni e sole.

Unica gioia delle sue giornate: le nostre telefonatine in cui gli passo la frollina che fa le pernacchie e gli racconto dell’ultima cagata di proporzioni industriali di nostra figlia.

No.

Non lo invidio proprio per niente.

Quella volta

La mappa dei miei ricordi è costellata da panorami che ho guardato e che mi hanno - in qualche modo - cambiata. Come succede a tutti.

Anche a voi probabilmente sarà capitato un film, un libro, una canzone che in un particolare momento della vita hanno significato molto di più di quel che vi sareste immaginati.

Per me ci sono delle volte che ora, grazie a quei momenti, non sono più la stessa.

Perché scrivo questo post? semplice: perché una di quelle volte l’ho raccontata mille volte a Tino e giovedì si è presentato con il film, quel film lì che a riguardarlo sono tornati a galla strati
della mia vita, della mia adolescenza e del mio modo di sentire.
Continua..