Posts from — November 2008
Come da copione
Frollina è farcita di catarro e tossisce e perde moccola e mi sta attaccata come una cozza tra l’annoiato e l’infastidito. Freddo e influenza e gli ultimi dentini che spuntano fanno la loro parte. Noi dormiamo pochissimo. Come da copione invernale.
L’anno scorso mi angosciavo, ora che sono una mamma veterana, che sta per fare il giro di boa del terzo inverno, cerco di rimanere serena. A volte è molto faticoso, quando lei piange senza interruzione e la stanchezza indebolisce, ma in generale ho capito come curarla senza che la situazione degeneri e arrivi alla bronchite e lo faccio SOLO con l’omeopatia (se non si tratta di infezioni virali, naturalmente). Da quando uso medicine naturali frollina guarisce prima, non perde l’appetito e in generale si indebolisce e irrita meno. Essendo una bambina e avendo il corpo “pulito” dalle zozzerie della medicina allopatica reagisce benissimo e prima alle cure. Ha un paio di giorni di fase acuta dell’influenza ma poi si riprende con una velocità sorprendente e non arriviamo mai alla tosse “abbaiante”.
Detto questo: bisogna passarci in mezzo alle notti insonni, a me e Tino che ci scanniamo per un niente per colpa dell’alienazione da iperattenzione al catarro, alla frollina che piange singhiozzante perché quando sta male riesce a riaddormentarsi solo in braccio alla sottoscritta, anche quando sono un cencio.
Son cose della vita. E ho imparato a fare orecchie da mercante a chi mi colpevolizza perché “forse non la curi abbastanza” “ma sei sicura che l’omeopatia funzioni?” e robe del genere. Cerco di rimanere attenta ai segnali e di ascoltare i consigli, quando sono buoni e disinteressati e valutarli sempre.
Poi alla fine faccio una quadra di tutto e cerco di usare il buon senso.
Il fato che lei abbia cominciato a parlare è meraviglioso: che mi dica che ha male ai denti o che le cade il moccolo urlando “mamma, caccole!!!!!!!!!!!” mentre mi rincorre per tutta la casa è un risultato comunicazionale veramente soddisfacente.
Torno dalla mia topina di fogna.
November 28, 2008 8 Comments
Mio suocero, quella sagoma!
Quella sagoma di mio suocero.
Dopo che alla macchina gli è prolassata la marmitta e il meccanico ha proceduto a costosissima operazione chirurgica per sistemarne lo sfintere, non contenti delle traversie economiche che ci sovrastano, anche la vespa di Tino ha deciso di lasciarci per un po’, in attesa che qualcuno la prenda in cura.
Così il non marito deve prendere la macchina per andare al lavoro a Inculandia e si è innescato un meccanismo generatore di strani eventi.
Mio suocero, quei due giorni che la frollina passa il pomeriggio a casa loro per agevolare il mio lavoro (finalizzato a pagare congrue tasse con incongrue entrate) viene a prenderla al Nido. Ci troviamo sotto la scuola, io faccio un po’ di coccole alla pupa, le prendiamo un biscottino, ci beviamo un caffè e poi la piccola e il nonno vanno per la loro strada e io torno alla mia.
Fin qua tutto normale. Famiglia normale. Cose normali. Normali organizzazioni.
Se non fosse per lui. L’uomo più sordo di Bologna e che - soprattutto - crede che tutti non ci sentano come lui tanto che lo puoi sentire smadonnare fin da Sasso Marconi, solo se pesta una cacca in Piazza Maggiore.
Ieri la famigliola Panzallaria allargata, dopo aver ritirato la piccola pestifera, se ne è andata al bar. Ordiniamo un caffettino per noi e un bignettino per la bimba, quando alla Sagoma viene in mente di raccontare uno dei suoi aneddoti dei tempi andati.
Mi ricordo una volta, qua davanti coi tavolini. Passa uno. Un NEGRONE altissimo.
(fa gesti e mima negroni: roba che la battuta sull’abbronzatura di Berlusca al confronto sembra uno scambio filosofico tra Orsoline!)
Questo NEGRONE è in compagnia di una ragazza bellissima, bionda e con gli occhi azzurri.
(oddio. mio suocero ha ancora il mito della razza. oddio, come faccio a chiudere le orecchie di frollina senza che lui se ne accorga e lei non mi sporchi la giacca con la crema del bigné??)
Un mio amico si alza su e dice “Soccia oh! ma com’è possibile che un brut quel così stia con quel pezzo di ragazza?”. Il NEGRONE lo guarda e in dialetto bolognese gli risponde “Oh, ma sarai poi bello te!”
L’aneddoto della Sagoma finisce e - sospetto - lo hanno sentito fin in Uganda, dove stanno sicuramente preparando un attacco notturno alla Turrita. Gli altri avventori che hanno ascoltato in silenzio sono pronti a intavolare la discussione.
Lo mangiano. Penso che lo mangieranno. Ci sarà certamente qualcuno che gli dirà che non è proprio di buon gusto questa storia. Qualcuno che parlerà di razzismo.
No. In un mondo panzaperfetto, oltre alla sottoscritta che fa commenti un po’ acidi, ci sarebbe anche qualcun altro. Invece il vicino di caffè se ne esce con un
ah, ma è un pezzo che vengono tutti in Italia e ci vogliono conquistare!
che mi fa ricordare in quale Paese vivo e chi ci comanda.
Mio suocero, non contento dello spettacolino, chiosa il racconto con la Morale buonistica della storia (lui è teneramente un buonista su tutta la linea!).
So che non vedete l’ora di sentirla. Mi sento che bramate di conoscere la fine della storia.
Lascio che sia lui a chiudere il post di oggi.
E poi dicono che in Italia siamo razzisti! Ma se sono secoli che tiriamo dentro tutti senza lamentarci. Razzisti, razzisti. Noi siamo bravagggente altro ché!
GesùBambino, fai che la Vespa resusciti in fretta…………
November 26, 2008 20 Comments
La netiquette in parole povere
Ieri ho scritto un serissimo articolo sulla Netiquette (malgrado il creativo paragone con il galateo delle damine del 700!) per Liquida magazine a cui vi rimando se volete davvero sapere cos’è e come funziona il bon ton della Rete ora che la maggior parte di noi frequenta almeno un Social Network.
Qui sto per darvi la versione Panzallaria (alcune regole auree per non essere scambiati per pirati informatici!) dello stesso argomento. Prendete il caffè e mettetevi comodi.
Tutto ciò che NON dovete fare perché i vostri ID non vengano soppressi in modo atroce:
- Non è bello scaccolarsi e appiccicare il prodotto della vostra estrazione sulla tastiera del Rospo che siede nella scrivania a fianco la vostra in ufficio. Anche se vi ammorba, raccontandovi tutte le sue fantasie sessuali sulla stagista ormonalmente dotata, non si fa.
- Non è bello aprirsi un account su Facebook fingendosi il Rospo, farsi amica la stagista ormonalmente dotata e subito dopo iscriversi al gruppo “se mi fai un pompino ti trovo un posto di lavoro pagato”.
- Non è bello fingersi la stagista ormonalmente dotata, iscriversi a Twitter e lanciare messaggi criptici come: “sto pensando che farei di tutto per avere un posto di lavoro pagato” o “nel mio ufficio ci sono uomini che mi fanno un gran sangue” quando sapete bene che l’unico maschietto che lavora nel raggio di 5 kilometri è proprio il cessetto munito che vi sta di fianco.
- Non è bello - ma sarà di sicuro divertente - tornare su Facebook con l’identità del Rospo e organizzare un Facebook party (offerto ovviamente dal vostro fraudolento ID) per il giorno del matrimonio tra Rospo e Stagista. Se avrete la fortuna di essere stati invitati (in fondo lo devono alla vostra scarsa conoscenza della netiquette se hanno convolato!) potrete osservare un interessante fenomeno sociale e cioé come le nonnette pluriottantenni degli sposi verranno adescate da giovani mandrupponi arrapati che considerano facebook la migliore miniera di gnocca attualmente in circolazione!
Meditate su come usate la Rete genti.
November 25, 2008 3 Comments
La mia nuova dieta
Riassunto delle puntate precedenti
Attualmente sto seguendo una dieta naturale e disintossicante molto restrittiva. Non posso mangiare farina bianca, lievito, pomodori, tutti i latticini, patate, melanzane, zucchine, crostacei, kiwi, banane, fragole e caffè.
La naturopata da cui sono stata mi ha dato questa dieta per disintossicarmi da tutti i cibi che potrebbero darmi fastidio. Per due mesi.
Nel frattempo il SuperLuminare che mi ha in cura mi ha DEFINITIVAMENTE tolto tutti gli alimenti che contengono ISTAMINA perché possono peggiorare la mia precaria situazione e innescare il meccanismo delle bolle.
Definitivamente significa per tutta la vita. Una di quelle robe che è meglio pensarci a pezzettini, se no mi viene male. Per la pizza. Per la mozzarella. Per i formaggi che io adoro.
Comunque. Non potrò più mangiare il bianco dell’uovo, tutti i latticini, i pomodori, certi tipi di frutta, qualche verdura e gli insaccati e il cioccolato. Non posso bere nessun tipo di alcolico.
Oggi
In questa fase in cui le due diete si sovrappongono tra loro mi nutro prevalentemente di:
colazione: fette biscottate integrali con marmellata + caffè d’orzo
altri pasti:
- pasta al kamut o farro con condimenti di broccoli (faccio cuocere nell’acqua i broccoli e quando bolle butto la pasta, scolo tutto e condisco con un po’ di olio crudo)
- zuppe di cereali
- farro con insalata, finocchi e rapanelli
- bresaola olio, limone e insalata
- riso basmati con verdure cotte (fagiolini, broccoli, spinaci) +rosso d’uovo
- pollo al curry
Il pane lo sostituisco con le gallette di riso o farro.
Credo di essere già dimagrita un pochino. Di certo sono più sgonfia e mi sento più pimpante. Di certo mangiando così ho pochissime bolle e anche il lichen mi sembra in fase di remissione.
Il problema sono le voglie. Ogni tanto penso al cibo come lo pensavo prima. Con quel senso di compenso emotivo per i guai della giornata che mi hanno fatto diventare una obesa felice di mangiare.
in quei momenti mi viene su un po’ di rabbia. Perché mi piaceva andare a ristorante e la pizza è sempre stata uno dei miei piatti preferiti.
Mia suocera non si dà pace. Per lei ingozzare la gente che ama è un modo per sentirsi importante. Non riesce a capire come farò a vivere senza le sue lasagne, senza il ragù - leit motiv di ogni ricetta bolognese - e senza la mortadella dentro ai tortellini. So che telefona a Tino (e mi fa anche un po’ tenerezza) per dirgli che sta sperimentando il tal impasto senza bianco d’uovo e che ha trovato la tal’altra ricetta a base di verdure…)
Io francamente non penso tanto a questi manicheretti, seppur sappia che mi tolgo una larga fetta di goduria alimentare, ma mi sento un po’ in lutto per la pizza, il gelato al cioccolato di Piazza San Francesco, una birra presa con gli amici, magari in un barettino in riva al mare.
Però sono forte. La mia salute viene prima delle soddisfazioni alimentari e l’idea di diventare una che mangia bene, cura il suo corpo e pensa alla salute non è che poi mi dispiaccia.
Di certo ci metterò un po’ di tempo per ritornare ad una forma fisica decente, ma qui di tempo sembro averne parecchio (o almeno ci spero ;-)) da dedicare alla dieta!
Quando mi sconforto penso al tutto fissando dei microobiettivi. Il mio obiettivo è arrivare a Natale e trovare un menu sano e gustoso per la cena degli sfigati del 24 dicembre.
Il mio obiettivo è che le macchie spariscano e il prurito cessi e la malattia torni a dormire per un po’ di tempo (si alterneranno fasi di remissione a fasi acute).
Il mio obiettivo è che la frollina non faccia sempre il gesto di tirarmi giù le maniche delle maglie per coprire quelli che lei ormai chiama “pic, pic!” e possa smettere di guardarmi e dire:
“Mamma, pic-pic, arriva dottore, manda via blutti pic-pic!”
E nel frattempo guardo le insegne al neon delle mie pizzerie preferite che si stagliano sul cielo romanticamente, mi volto verso la Piana e con il mio bel culone ondeggiante e un ombrellino rubato alla barbie che mi ripara dalla luce intensa dei lampioni
dò le spalle alla telecamera
e sussurro
Dopotutto domani è un altro giorno!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!……………………………
TITOLI DI CODA
November 24, 2008 18 Comments
Il mio primo bar camp visto da casa: Rome Camp 2008
I Bar Camp. Non conferenze costruite con contenuti proposti dai partecipanti stessi. Dal basso, come piace dire a noi blogger, anche se il termine - oltre che abusato - ricorda caratteristiche nanesche di ben altro tipo.
Ieri e oggi a Roma si è tenuto il primo Bar Camp che è entrato nell’Università . Un evento costruito e organizzato proprio come si farebbe con una fiera o una conferenza. Per la prima volta la blogosfera ha conquistato, in massa l’istituto universitario (quello che fino a poco tempo fa era inattaccabile alla logica del basso, troppo attento a non pestare i piedi ai baroni).
Ma la comunicazione cambia e la “generazione delle idee” come ha definito Luca De Biase un certo tipo di persone che costruiscono progetti in maniera social sta sovvertendo il marketing, la progettazione e i rapporti professionali, sempre più basati sulle conversazioni.
Il mondo non è mai stato tanto conversazionale come ora: blog, facebook, twitter e ogni forma di social network costituiscono ormai parte delle nostre relazioni. Io stessa, ad essere sincera, sto aprendo la mia vita professionale grazie a questo blog. Coltivo idee e progetti basati sull’etica del dono, impegnandomi molto nella loro riuscita e sperando che oltre a contribuire ad aggiungere contenuto di qualità possano arricchire la mia Rete.
November 22, 2008 No Comments
Rome Camp 2008
Per scriverne su Liquida Magazine mi sto guardando - con molto piacere - la diretta televisiva del Cannocchiale degli interventi del Rome Camp: il primo bar camp che si tiene all’Università .
Quelli che ho visto fin’ora sono davvero aria frizzante per il cervello e ne vale la pena (stamattina grazie all’intervento di Carlo Alberto Pratesi, volevo quasi trasferirmi a Helsinki (spero di poter scrivere un post ad hoc presto anche qui, perché ho scoperto un mucchio di cose interessanti!).
Per chi ha il tempo, anche solo mezz’ora ed è appassionato di web, tecnologia e comunicazione nell’era del 2.0, vi consiglio di collegarvi e darci un’occhiata:
Io sono molto contenta: per una volta il mio lavoro e le mie passioni coincidono in modo quasi disarmante!
November 21, 2008 No Comments

