Panzallaria – blog di panza

Precaria dentro ma anche fuori

Trasloco, distruzione e alemanni

Il fine settimana del 25 aprile abbiamo traslocato da mia madre. Ma soprattutto abbiamo distrutto la nostra meravigliosa cucina del Giurassico. Ho trovato 3 dinosauri morti sotto la credenza e una intera coltivazione di funghi allucinogeni in prossimità dei tubi del lavandino.

Il 25 aprile ho visto l’arcangelo Gabriele: Tino distruggeva e io portavo a valle i mobili per i due piani di scale.

Il 26 aprile mi è comparsa la Madonna: la trasformazione in cotechini delle mie dita era completata e ogni muscolo residente sotto il mio adipe in via di estinzione.

Il 27 aprile ho dovuto fare ricorso a droghe pesanti come i tortellini di mia suocera. Read more

Pacco consegnato

Una settimana fa i miei suoceri sono partiti per una vacanza di una settimana.

Tre giorni fa Tino è partito per Roma in trasferta.

Sono mesi e mesi e mesi che Frollina dorme talmente poco che non farei in tempo nemmeno a farmi una doccia tra una sveglia e l’altra.

Denti? Raffreddore? Malvagità divina? tiramenti di culo?

Non lo so.

So che mentre Tino era via (tornerà stasera) lei ha passato due giorni da indemoniata.

Oltre a non dormire, rischiando che il mio cervello andasse definitivamente in pappa, ha avuto alcune geniali idee che potrebbero farla concorrere al Premio “CombiniamoneUnaDavveroGrossa” 2008.

L’altra sera, mentre faceva il bagno, ad un certo punto ha fatto una faccia da scrondo assorto nei suoi pensieri e ha sparato dal suo dolce deretano uno stronzo di un kilometro e mezzo.

Codesto stronzo ha cominciato prima a galleggiare e poi si è depositato in fondo alla vasca (sollievo: non tutti gli stronzi galleggiano per sempre!).

Io ero al telefono con l’Amato a fare piccipocci e guardavo la scena come se stesse avvenendo in televisione.

Questo scherzetto la frollina era solito farmelo quando aveva 6 mesi, ora ne ha 16 e pare che sia ancora di suo gradimento defecare in acqua.

Ho dovuto prendere una decisione terribile e raccogliere a mani nude suddetto stronzo, per poi prendere Frollina e nettarla dentro al lavandino.

Bon.

Sono cose che capitano.

Alle 23 della stessa sera, dopo 2 ore che dormiva, Frollina ha deciso che era ora di cominiciare il suo piccolo travaglio notturno. Fino alle 4.30 ha pianto in continuazione.

Io ho fatto scendere dal Paradiso tutti i Santi che mi volevano flaggellare. Perché – prima volta in vita mia – ho mentalmente tirato una serie di bestemmie che un portuale genovese ci sarebbe rimasto come un’educanda.

Le ho cambiato il pigiama e l’apparato notturno, pensando che avesse caldo. Le ho pulito il naso, le ho cambiato il pannolino, ho provato a metterla a letto con me. Nihil. Niente. Tutto inutile.

E’ crollata alle 4.30 che fuori gli uccellini cominciavano a cantare.

Ho sperato che ciò implicasse una sveglia mattutina ritardata ma alle 7, puntuale come la Morte, la piccola diavoletta si è alzata.

Pronta per una nuova giornata.

Fortunatamente il Cielo, malgrado i miei saracconi, almeno ieri ci ha graziato: giornata splendida, adatta all’uscire.

Siamo andate al parco.

Frollina si è impossessata di un pentolino di un altro bimbo ed è andata a raccogliere delle piccole bacche verdi vicino ad un cespuglio. La sottoscritta – che le teorie pedagogiche non sono proprio il suo forte – ha fatto l’errore di dirle (in preda a conati di sonno persistenti) che potevamo cucinare le “olivine”.

Un bambinello parlante ha sentito e si è immediatamente sparsa la voce tra i nanetti che da quel cespuglio si potevano raccogliere le olive.

Sono accorse frotte di bambine (ma quanto cazzo piacciono le olive ai bambini dei miei giardinetti?) entusiasti all’idea di cibarsi dei frutti di Madre Terra.

Le madri schizinose e schifiltose mi volevano fucilare sul posto. Tutte a tentare di trattenere i propri pupi dall’ingerire le bacche e tutte a guardarmi come se fossi la Franzoni, al parco con il martello.

Frollina, che come tutti sapete del cibo se ne frega altamente, continuava bellamente a giocare. Perché LEI è intelligente e se le dico “cuciniamo le olivine” riesce ad astrarre e a comprendere che si tratta di un gioco di fantasia. ;-)

Dopo aver avvelenato tutti i bambini, mentre decidevo di dare indietro le pentoline alla nonna di Ginetto, in 30 secondi che ho tolto gli occhi che tengo incollati alla mia Prole, lei è riuscita a cadere nell’unicadicounica POZZANGHERA di tutta la minchia di parco.

La scena – che rimarrà negli annali dei giardinetti di Panz – sarebbe stata da filmare.

E’ caduta di faccia nel fango e ha cominciato ad annaspare – che sembrava nuotare a rana – per tirarsi su. Scivolava e tornava rotolante a imbrattarsi di fango.

Quando sono accorsa in suo salvataggio e l’ho tirata su, ovviamente il mio cardigan bianco (raramente mi vesto di bianco, aspetto queste grandi occasioni!) è diventato una sorta di Sindone di fango esso stesso.

C’avevo una piccola frollina di fango stampata sui vestiti.

Le mamme che mi avevano risparmiato la vita antecedentemente hanno così avuto la loro degna vendetta.

Mi guardavano con compassione mista a pena.

Io ridevo. Perché diciamocelo, macchissenefrega se un bambino si infanga! Non morirà per questo ed esistono le lavatrici.

Loro allontanavano i loro marmocchi, sperando che il germe della ribellione filiale non infettasse i figli e non li spingesse anch’essi nella pozza dei desideri.

Frollina ed io siamo subito tornate a casa, dove la piccola è stata infilata direttamente nella vasca, con scarpe e vestiti, perché non sapevo davvero dove avrei potuta appoggiarla.

Al termine di una lunga, faticosa e accurata bonifica di entrambe ho dovuto anche dare una pulita alle scale del palazzo. Non per altro ma non potevo reggere la riprovazione dell’ansiosa e tutte le prove portavano a me: dal passeggino nell’androne al nostro appartamento ci eravamo lasciate dietro una lunga scia di fango.

Mancava solo che ci disegnassi sopra la F di frollina!

Ieri sera è venuta a dormire qui mia mamma. Per darmi il cambio con la piccola nella notte e consentirmi di non uscire totalmente di senno.

Ovviamente la piccola ha dormito da mezzanotte alle 6 senza interruzioni, decidendo poi di svegliarsi a quell’ora.

Io, sapendo che c’era mia madre, ho dormito saporitamente.

A volte mi sento come un cellulare ricaricato poco per la fretta e che si scarica dopo qualche ora. Questi sonnellini a cui mi sto adeguando mi rendono stanca continuamente.

Stamattina, finalmente, i miei suoceri erano a casa, in astinenza da Frollina, pronti ad accogliere a braccia aperte la nipote.

Gliel’ho consegnata come si fa con i pacco bomba. Non ho detto quanto è lagnosa in questi giorni, quanto sia piena di iniziative malsane e quanto fossi – intrinsecamente e visceralmente – felice di smollargliela per una giornata.

Sarò una madre snaturata ma l’idea di lavorare e fare il miliardo e mezzo di cose che mi separano dalla demolizione dei muri di martedì mi alletta più di una sana scopata.

Speriamo solo che il pacco non esploda ante tempo e non mi tocchi riprendermela a casa prima dell’ora della consegna…;-)

(oggi ho infilato sul Panzaldone una piccola riflessione politica)

Perché esiste la torta di compleanno

Lo sapevate che la tradizione della torta di compleanno è molto antica?
Immagine di Il bambino

Quando nasceva un bimbo, già in epoca egizia, si faceva un dolce tondo che rappresentava la Luna (simbolo di fertilità e vita sana) e gli si appicciava sopra una candela che rappresentava la luce lunare.

Questa torta veniva mangiata e offerta ai presenti nei momenti successivi alla nascita e con il tempo si consolidò l’uso di esprimere un desiderio per il neonato spegnendo la candela con un soffio.

Ogni compleanno veniva rifatta la torta e le candele aumentavano: al primo compleanno erano 2, al secondo 3 e così via.

Noi ci siamo dimenticati di quella prima torta che era la più importante perché doveva essere buon auspicio per la vita del bambino e abbiamo cominciato a mettere un numero di candeline pari al numero di anni compiuti e non a quelli che iniziano con il compleanno.

Questa interessante storia l’ho letta sull’unico libro che mi sono divorata in gravidanza che riguardasse la maternità (letto niente altro di manualistico!) e che trovo molto interessante perché non parte dal presupposto che il bambino sia una macchina perfetta con step identici a chiunque altro ma lo vede come un animale che fa parte del Regno animale ed è dotato di istinto primitivo e può essere cresciuto con la naturalezza con cui nei secoli siamo stati cresciuti tutti.

Il libro è “Il bambino” di Desmond Morris

La vera storia dei due leocorni

I leocorni non si sono estinti per colpa dell’ansia di Noè. Non è accaduto quello che tutti hanno paventato per millenni.

Ho ritrovato un antico testo sanscrito,  adeguatamente tradotto da me medesima – che al sanscrito antico, come dire, ci cago in testa – che narra la vera storia dei leocorni.

Tutti abbiamo pensato che Noè li avesse dimenticati fuori dall’arca e che il buondio li abbia sommersi con l’acqua del diluvio universale, estinguendone la specie. Read more

Piove, Governo ladro!

Sempre brutto tempo. Frollina che si ammala ogni due per tre e stanotte ha avuto una supercrisi di febbre. Noi che sono mesi ormai che non dormiamo più di 4 ore per notte e alla fine ci fai il callo ma vivi sempre molto stanco.

I lavori alla casa.

Io murata qui con una bambina lagnosa che vuole sempre stare a collo.

Alienata. Sono ben alienata.

Non ho tempo nemmeno di chiedermi chi sono, cosa faccio qui e dove voglio andare.

Avere figli ogni tanto è una di quelle cose difficili e faticose che io, nella mia piccola vita, di cose così difficili e faticose ne ho fatte poco altr.

Ogni tanto, ecco, ogni tanto mi viene da pensare perchè quella sera non siamo andati al cinema…solo ogni tanto eh?

Credo che solo genitori un po’ ipocriti non lo hanno mai pensato nemmeno un secondo, una frazione di secondo, un decimo di secondo.

Perché la vita tua non esiste per lunghe parentesi. E quando un bimbo, specie nei primi anni, si ammala così tanto e dorme tanto poco, ecco a volte ti vengono giù lacrime miste di rabbia e dispiacere.

Dispiacere per il figlio. Rabbia per te stessa che ecco, ti guardi allo specchio e ti accorgi che ormai è tantissimo tempo che non hai il tempo di metterti la crema al viso e pettinarti con calma.

Per non parlare di tutte le altre porche cose che vorresti fare.

In quei momenti lì io ci penso al mio entusiasmo, alle mille cose che voglio fare e alle mille idee che mi vengono e mi dico che sono un poco masochista.

La cucina

Abbiamo la cucina. Oggi siamo partiti alla buon’ora, alle volte di Prato dove abbiamo acquistato la nostra nuova, scintillante e rossa cucina che ci verrà consegnata a metà giugno. Ieri sera sono venuti i muratori per gli ultimi sopralluoghi: durante il ponte del 25 aprile traslochiamo da mia mamma e accatastiamo tutto in un’unica stanza in modo da agevolare il più possibile i lavori. I muratori sembrano veramente professionali: tutti polacchi, sono di una gentilezza fuori dal comune. Mentre si spiegavano tra loro in polacco, c’era il CapoMastro che si scusava e ci faceva una sorta di traduzione simultanea. “Parliamo in polacco così ci capiamo più in fretta” ci diceva e intanto faceva la sintesi degli accordi che stavano prendendo.

Oggi la Frollina è stata molto brava, considerando che si è sciroppata il viaggetto a Prato (70 Km) e ritorno e la session al mobilificio. Mentre Tino si accordava sugli ultimi dettagli, lei ed io ce ne siamo andate in giro per il negozio  a curiosare e lei ha potuto osservare (e toccare!) le scarpe di quasi tutti gli altri avventori.

Perché a frollina ci piacciono le scarpe. Ma proprio un sacco. C’ha una fissa pazzesca. Ferma la gente per strada e indica le calzature che la affascinano di più; “peppe, peppe, peppe!” ripete ad oltranza. Read more

Gelosia felina

I miei gatti hanno un problema. Forse solo uno dei miei gatti ha un problema. Di sicuro io ho un problema.

Uno dei miei gatti piscia sul tappeto del bagno. Cioé, c’è lì di fianco la sua cassettina e lui decide di farla sul tappeto. La prima volta credevo fosse a causa della cassettina non pulita. Ma oggi, che ho trovato di nuovo la sorpresa sul tappeto, la cassettina è a posto. Non c’è motivo apparente per cui non ti devi degnare di fare 4 zampettate dal tappeto alla cassettina e farla sul tappetto.

Io credo di conoscere il motivo di questa sfida bagnata e puzzolente (dio quanto puzza la pipì di gatto!).

Il motivo è Frollina: la mocciosa urlante e giocante e accentrante che è entrata nelle loro vite da 16 mesi esatti esatti, che oggi la frollina compie 16 mesi.

Da quando lei assorbe così tante energie, di tempo per i gatti ne abbiamo poco. Cerchiamo di coccolarli, volere loro bene e dispensare carezze, ma non sempre ci riusciamo.

La gatta sciancata miagola spesso desiderosa di attenzione. Lei ha un rapporto privilegiato con me e viene da me per le sue richieste. Solo che lo fa sempre nel momento meno opportuno.

Cioé, non è che venga quando frollina dorme, che potrei anche trovare tempo. No. Si presenta quando ho in braccio la bambina o quando le sto infilando le scarpe o le sto impedendo di autodistruggersi con qualche oggetto pericoloso.

Alla notte, quando frollina piange e io mi alzo – morta che cammina – e la prendo in braccio e la cullo, allora la gatta mi si piazza sui piedi e si struscia.

Alla sera mentre dò la cena alla pupa – che il momento della cena è sempre il più critico della giornata – mi salta in braccio e vorrebbe delle coccole.

Sorvoliamo sul fatto che ho scoperto di essere allergica ai gatti e che la doccia di pelo che mi propina Lina non è il massimo, ma come cavolo faccio a gestire la cena della bambina e contemporaneamente a coccolare un gatto?

A volte credo che dovrei trasformarmi nella polipa della orrida pubblicità della tivù, che è una casalinga tutto fare e con tutte quelle braccia riesce certo meglio di me a gestire la situazione.

Io lo so che è la Lina che piscia sul tappeto. Me lo sento. Lei soffre di gelosia. Lei si sente spodestata da questa marmocchia. Ma non ho le prove. La bastardina sciancata si occupa del tappeto quando noi non vediamo o quando siamo fuori.

Come tutti i ricattatori sentimentali non è mai esplicita, coltiva il dubbio, ti lascia in balia dell’incertezza così che tu possa farti delle domande.

Raul, diciamolo, è un gatto scemo. Un bietolone c’ha più cervello e la sua iniziativa è talmente nulla che non posso credere che gli sia venuta un’idea tanto astuta. Raul pensa solo a infilarsi sotto la prima coperta che capita per pisolare o dentro la borsa (preferibilmente in cuoio, che lui è un amante del cuoio) di qualche amica che passa di qua.

Non me lo vedo a programmare una pisciata puzzona sul tappeto.

Lei invece c’ha quello sguardo bieco e riprovevole nei miei confronti. E poi è femmina. E vi ho detto tutto.

Di fatto – ora che il lavoro è molto meno – passo il mio tempo a:

  • dare da mangiare a bambini
  • dare da mangiare a gatti
  • pulire cacche e pipì di bambini e nettare culi
  • pulire lettiere e bagni
  • lavare tappeti puzzoni
  • lavare pavimenti puzzoni
  • evitare che mia figlia mangi/tocchi/giochi con le cacche di gatto

E poi dicono che le casalinghe non sono problem solvers

Ai giardinetti #3

Quando arriva il bel tempo – che sappiamo bene dal Bernacca di turno che durerà il tempo di una breve scopata – Panz e prole si fiondano ai giardinetti, per trascorrere qualche ora della giornata a scivolare, fare scale a ripetizione e correre dietro ai giochi degli altri bambini, snobando del tutto i propri salvo vederli in mano ad altri e quindi ridesiderarli come si fa con il maschiobastardo dei 16 anni!. Read more

La mia città

Io amo molto la mia città. Amo i suoi tetti rossi. Amo i colli, la quantità di verde che la circonda e i parchi. Amo le case basse della prima periferia e amo i portici. La mia piazza è un luogo magico, dove il tramonto, quando è primavera, la colora di mare e sabbia e profumo di fiori.

Amo le serate quando tornavo a casa in bicicletta e poi andavo al Cavaioni a ballare e tutto era gratis e il parco si riempiva di gente e di colori e di bancarelle e noi si stava a parlare sulla discesona per ore e a fumarci delle canne e a volte, se c’era il tizio giusto, si limonava anche un po’.

Amo che si parlava del futuro e di libri ma anche di minchiate, tipo le vacanze e di politica e di università e di appartenenza e non e di inadeguatezza e altro ancora. Read more

La sinistra è morta

Mentre guardavo il giornalista della Rai collegato dalla sede della Sinistra Arcobaleno al quale mentre parlava in diretta cadeva addosso il cartellone con il simbolo del partito agonizzante ho pensato che quella scena lì, così ridicola, conteneva in se’ una metafora assolutamente vera.

La sinistra è morta. Ma mica oggi eh? Io non ci credo che la sinistra è morta con queste elezioni, io non ci credo proprio. La Sinistra è morta quando ha smesso di prendersi delle responsabilità, quando ha smesso di guardare – davvero – alle questioni importanti e per non prendere posizione su nulla di sinistra ha finito per scimmiottare la destra.

La Sinistra è morta perché in Italia c’è bisogno di cose pratiche, vere. Perché non si possono fare programmi anacronistici (e io ho votato un Partito che esso stesso ha molti programmi anacronistici su alcune questioni ma ha saputo tirare fuori le palle su altre per me importanti).

Adesso tiratemi pure le pietre, adesso vogliatemi pure male che non me ne frega niente. Ma io quasi quasi sono contenta così. Read more

Lega superstar

Ecco la cosa che mi sta dando più la nausea in questo momento:

da Repubblica

16:03 Borghezio esultta: “Lega superstar”

“E’ stato dimostrato che il voto alla Lega è stato squisitamente politico. Perchè è un voto per il federalismo che premia le nostre battaglie anti-immigrazione. E’ un voto molto incisivo e identitario e probabilmente, ma questo fa parte delle mie speranze, sarà determinante. Questa Lega superstar è frutto della determinazione dimostrata da Bossi: la sua è stata una campagna elettorale stupenda, ineguagliabile”. Lo ha detto l’europarlamentare Mario Borghezio.

Anche se poi non dovrei mica sconvolgermi dato che viviamo in un Paese di persone xenofobe, ignoranti e individualiste.

Disturbo della quiete elettorale

[avviso alle Forze dell'Ordine: il presente post nasce da un evento realmente accaduto ma non preventivato ed è raccontato in maniera del tutto ilare, solare e senza finalità sovversive.]

Se volete veramente fare un’azione di disturbo elettorale e rompere MOOOLTO i maroni ai poveri scrutatori (servi del Sistema!), se non avete ancora dato il Vostro contributo (e magari pensavate di astenervi), cogliete l’occasione di oggi per fare come me:

recatevi al Seggio preferibilmente muniti di marmocchi unoduenni (anche nipoti o figli dei vicini vanno bene), consegnate documenti e prendete possesso delle schede e della matita votativa.

Entrate nella cabina/wc anni 50 che vi è stata assegnata. Read more

Io e il marketing

Il 28. Il 28 cadranno muri come a Berlino, il 28 la nostra casa si trasformerà in un cantiere.  Abbiamo accettato un buon preventivo di Orione, un muratore molto preciso che fa i preventivi più dettagliati che abbia mai visto.

Insieme al nostro idraulico di fiducia (quello che pensa che Internet sia una squadra di calcio) rimetteranno in sesto tubature, sventreranno il bagno e la cucina e rifaremo tutto nuovo, compresi pavimenti e porte.

La spesa complessiva sarà molto superiore alle nostre forze, per cui sosterremo un Mutuo che ci inchiavarderà.

Ma purtroppo s’ha da fare: le tubature stanno cedendo e potremmo allagare il palazzo intero, se va avanti così. Read more

Un posticino per i vostri aforismi

Se come Oscar Wilde avete coniato qualche aforisma simpatico o fatto vostra una celebre citazione (meglio se meno celebre) a cui volete dare imperitura vita scrivete e segnalate a tumblr@panzallaria.com.

I più simpatici (a giudizio insindacabile della sottoscritta ;-) ) saranno inseriti nel mio Tumblr Panzaldone dove sto raccogliendo pian piano passi di libri che mi hanno segnata, frasi stupide che dico la mattina mentre prendo il caffè e tutto ciò che produce il mondo digitale e reale e che ritengo degno di essere appuntato.

Se riceverò parecchie segnalazione creative, inserirò una frase alla settimana, come nei migliori concorsi della Settimana Enigmistica, solo con la pretesa di essere molto, molto, molto ma molto più intellettuale.

Potete inviarmi sia creazioni originali che citazioni che vi hanno colpito particolarmente.

PREMI E COTILLONS 

In palio c’è una notte a fare la Tata di Frollina mentre Tino ed io nella stanza accanto ce la spassiamo (leggi: dormiamo come ghiri finalmente entrati in letargo)

Evoluzioni frollinesche

La piccola Frollina cresce. Finalmente cresce. La tengo in braccio e sento che il suo peso è aumentato sensibilmente e anche se non abbiamo una bilancia per pesarla, voglio credere alle sue guanciotte che hanno preso colore e sono di nuovo piene.

Ha avuto questo raffreddore e tosse e noi questa volta abbiamo evitato l’iter che di solito ci faceva seguire la NaziPediatra (purtroppo non siamo ancora riusciti a trovare un buon pediatra con cui sostituirla perché nessuno ha posto per una bimba già grande). Abbiamo invece optato per la cura che ci aveva dato la Pediatra a pagamento dove siamo andati che è prevalentemente di stampo omeopatico. Read more