Il brutto tempo. Colpa di chi?
Riporto, dal quotidiano “Bega Balocca”, un articolo molto interessante, dedicato al maltempo di questi giorni.
Dopo le dichiarazioni italiane di Zaia della Lega Nord che tuona contro i meteorologi che fanno previsioni sbagliate scoraggiando il turista in Veneto, è la volta di Padulo della Bega Settentrionale, Partito della maggioranza di governo del Paese dei Balocchi, area ricca al confine con i territori del Biscione, prendersela per le avverse condizioni meteo che affossano il turismo locale.
Il Paese dei Balocchi ha visto un incremento del turismo da quando i CDA e CIE (centri accoglienza e espulsione immigrati irregolari) sono stati trasformati in parchi tematici storici ed è possibile – unico luogo al mondo – assistere a vere e proprie lotte tra gladiatori post-moderni, in location dal grande valore naturalistico (specialmente quelle che si trovano su alcune delle principali isole Balocche).
L’idea, frutto della creatività della Bega, ha avuto un doppio successo, richiamando in questi parchi numerosi turisti e contemporaneamente abbassando di molto le spese accessorie: da quando sono aperti, l’onero dei costi aerei per il rimpatrio è praticamente dimezzato e le terre prospicenti i parchi tematici sono davvero ricche di fertilizzante naturale.
Padulo – in una conferenza stampa indetta qualche ora dopo il governatore veneto – ha dichiarato che il vero problema è il Creatore e che sarebbe ora che qualcuno la smettesse, lassù, di remare contro.
E’ chiaro – ha continuato Padulo, in presenza del Ministro dello Strazio e del Garante degli -Ismi – che il Creatore è di sinistra e probabilmente non ha permesso di soggiorno regolare per occupare gli spazi celesti. In nessun altro modo si giustificherebbe questa rivolta delle nubi, che reclamano – a diritto – un Dio in regola.
Padulo ha proposto inoltre che venga fatto un esame di lingua ball-oc al Re dei cieli in modo da appurare l’integrazione dello stesso nella cultura locale.
Cosa succederà? Dall’Ufficio Stampa divino, presieduto da Pietro da Roma tutto tace. Ma noi siamo in attesa di una risposta che possa garantirci un’estate assolata, soprattutto per tutti quelli che hanno già prenotato il loro posto in prima fila al prossimo combattimento gladiatorio.
La mitica popolazione dei Leggicoli
I Leggicoli sono una popolazione sconosciuta alla maggioranza di noi: solo i bambini li possono vedere.
Abitano dentro ai libri e se ne stanno buoni-buoni per anni, dopo essere nati, per poi fare cu-cu quando meno te lo aspetti.
Apri un libro che tenevi impolverato sulla libreria ed ecco spuntare un leggicolo.
I leggicoli a volte frequentano le frigorie, che sono dei posti che a loro piacciono molto, dove succedono delle cose, ne vendono delle altre ma nessuno sa veramente cosa sono. I leggicoli non hanno mani ma solo piedi e al posto della faccia ci sono parole, lettere, frasi. Read more
Il miracolo italiano di Natale
E’ Natale. Bisogna parlare di Pace, Amore et Concordia. Lo sa bene il nostro Pontefice urbi et “orbo” Papi Berlusconi.
Pare che ieri sia stato allestito un palco, in Piazza Duomo a Milano, da cui ieri Berlusconi si è retto sulle folle, ha imposto le mani sul Tartaglia e ha pronunciato le sacre parole: “Ego te absolvo”.
Tartaglia balbettava dall’emozione.
I fan del Nostro Papi purtroppo erano rimasti bloccati in metropolitana a causa del ghiaccio (tranne ovviamente i più assidui e preparati che erano giunti sotto le guglie con i pattini, scortati da Bertolaso) da dove la filodiffusione Morattiana li ha intrattenuti con canti natalizi tipo “Meno male che Silvio c’è” cantata sul ritmo di Gingòl bel. Read more
Le reazioni al nuovo DDL di Marronglasè. Cosa cambierà?
Oggi, davanti al Consiglio dei 100 Grandi Assenti, il titolare dell’Urinale ha presentato un disegno di legge che mira a contrastare l’escalation di violenza a cui ha dovuto far fronte Berluscolo – il potente re di Biscionia.
“Siamo soddisfatti del nostro Decreto e pensiamo possa sferrare un colpo mortale alle ideologie marxiste di chi pensa di ribaltare con la violenza la scelta degli elettori” ha dichiarata l’On. Marronglasé al termine della seduta. Read more
Il gigante scoreggione
C’era una volta una valle molto tranquilla dove abitavano gnomi, bambini e animaletti del bosco. Da qualche tempo in quella valle tranquilla, alla notte, si faceva molta fatica a dormire a causa di rombi di tuono fortissimo e di un fetore assassino che teneva sveglie tutte le creature della favola.
Era per via del Gigante scoreggione che abitava sulla montagna. Alla notte emetteva questi rumori fortissimi e una puzza, una puzza che nemmeno centinaia di calzini di bimbo sporchi avrebbero emesso lo stesso odorino. Read more
Il lago dei cigni
C’era una volta una principessa di nome Esperia. Abitava ai margini di un bellissimo lago e tutte le mattine andava a correre per tenersi in forma e smaltire tutti i grassi insaturi che trangugiava durante le cene di Palazzo. Un giorno Esperia conobbe Peter, un bel principe che anche lui correva per analoghe questioni.
Si misero a chiacchierare e scoprirono di avere molte cose in comune: a entrambi piaceva leggere, andare al cinema e viaggiare. Più chiacchieravano, più diventavano prima amici e poi innamorati.
Però Peter piaceva anche alla strega Rantolina.
Rantolina era una strega mooolto malvagia e antipatica che abitava nel bosco. Era talmente piena di rabbia che ogni volta che tossiva (e succedeva spesso perché fumava come una turca) palline di rabbia uscivano dalla sua bocca e si depositavano nel mondo. Read more
La prima eclissi: una favola bonsai
Alla Frollina ho cominciato a raccontare favole di mia invenzione sul tempo, per spiegarle cose che hanno a che fare con le stagioni, l’alternanza giorno e notte e gli anni che passano. Una delle sue favole preferite in formato bonsai è quella della prima eclissi.
Un giorno arrivò il tramonto e il sole doveva andare a nanna e lasciare il posto alla luna. Lei arrivò a lavorare ma era veramente molto stanca e con una gran voglia di fare – per una volta – la vita di quelli che durante la notte dormono e di giorno fanno cose. Come tutti i cristiani, insomma.
Biancaneve sotto il nano
C’era una volta una bellissima diciottenne di nome Naomi Felicita che tutti chiamavano Biancaneve perché nessuno sapeva quale fosse il nome e quale il cognome e così era decisamente più facile. Naomi Felicita detta Biancaneve aveva una matrigna di nome Veronica che era sposata con il Re più potente del Reame, il quale la riempiva di regali e attenzioni. Quando Naomi Biancaneve crebbe divenne però bellissima e al Re gli fece subito molto gola, tanto che una mattina, al solito consulto regale dello specchio, la regina si rese conto che aveva le zampe di gallina sotto gli occhi, il lifting non reggeva più e Bianca era più figa. Decise allora di allontanarla dal Reame, per paura di perdere il potente Re del regno del Biscione e mandarla in esilio grazie alla pubblicazione di una lettera su un quotidiano. Read more
La scimmietta Apollonia prende tutto alla lettera – una favola per una bimba malata
Stanotte è stata molto dura. Frollina ha avuto la febbre alta con picchi a 39.8 e allucinazioni. Voleva la mamma e voleva che le raccontassi delle favole.
Così mi sono inventata questa che nasce dal fatto che spesso lei e i bambini in generale prendono alla lettera le cose che gli adulti dicono (e come dargli torto?) e noi non ci rendiamo conto di quanto sia metaforico e troppo spesso non comprensibile il nostro linguaggio, specie quando scherziamo.
Insomma: una favola per rassicurare lei e che sia promemoria per me.
C’era una volta una scimmietta di nome Apollonia che viveva nella foresta tropicale con la sua mamma e il suo papà e come tutte le scimmie andava a scuola sotto una frondosa e profumata felce. Read more
La saga della bambina volante: una favola di Panzallaria
C’era una volta una bambina che aveva un letto magico. Se questa bambina si addormentava serena, di notte il suo lettino si alzava in volo. La finestra si apriva per magia e la bambina volava alta nel cielo, in sella al suo lettuccio.
Una notte, mentre la bambinafrollina volava nel in mezzo al cielo stellato, udì un pianto sommesso che proveniva da un palazzo. Con il suo lettino si avvicinò per vedere e scorse un bimbo molto triste, al buio, dietro alla finestra. Read more
Babbo Natale secondo Panzallaria
Da quando nella nostra sala campeggia un super albero di Natale che ha per ogni ramo un addobbo diverso, da quando è comparso dagli scatoloni delle palle natalizie un cappello rosso con il pom pom bianco, da quando frollina va all’asilo ed è entrata nell’era del consumismo:
da quando succedono tutte queste cose, Babbo Natale è l’idolo di mia figlia.
Tutto ha avuto inizio con questo cappello che non so bene da dove sia uscito. Un cappello da Santa Klaus che l’anno passato qualcuno deve averci regalato. Lei lo ha visto e quando ha saputo che è il cappello di Babbo Natale è impazzita: le abbiamo raccontato che l’anno scorso il vecchietto se lo è scordato a casa nostra portandole il regalo e per la fretta è risalito sulla sua slitta senza copricapo.
Gilberto
Gilberto è arrivato in una sera d’estate come questa. Avevo otto anni ed ero in vacanza a Cesenatico con mia nonna. Mio padre era venuto a trovarci e insieme eravamo andati a passeggio sotto al grattacielo.
In mezzo ai negozietti di mare, mentre camminavo per la via, è comparso lui.
Brutto. Di una bruttezza quasi imbarazzante. Questi occhi stortarelli campeggiavano sul suo muso di mastino napoletano: un peluche di quelli che non vorresti mai incontrare.
L’ho visto e mi sono innamorata. Mio padre mi ha detto “vuoi prendere qualcosa?” e io ho colto la palla al balzo e me lo sono portata a casa. Un canedipezza tanto brutto non poteva che avere un nome altisonante e così l’ho chiamato Gilberto.
Da allora, per moltissimi anni, Gil ha condiviso con me il letto e i viaggi e le lacrime.
Non potevo dormire se Gilberto non era accanto a me ed è stato così fino a poco prima di conoscere Tino, quando i miei amici erano già pronti a contattare la Neuro per questo strano rapporto simbiotico con un peluche.
Nel 1992 Gilberto è salito con me sul treno. Partivo per l’Inter rail con la Nora e Perfectgirl: il mio primo viaggio da sola. 30 giorni. 360mila lire. Tutta l’Europa nelle nostre mani e in quelle del mio canedipezza, ben adagiato sul fondo dello zaino Invicta acquistato per l’occasione.
Avevo il cuore in gola mentre il treno prendeva la strada per Monaco e sentivo un pizzicorino sulle braccia, di quelli che senti solo a 18 anni.
Le mie amiche mi prendevano per il culo per questa storia di Gilberto ma lui ben presto divenne la nostra mascotte: in ogni ostello arrivassimo si divertivano a nasconderlo e a mandarmi delle letterine minatorie delle più fantasiose con la richiesta di riscatto.
Qualche anno prima Gilberto era stato “rapito” anche dai miei compagni di classe, durante una gita, e lo avevo ritrovato su un campetto di basket di Inculandia, dopo che loro ci avevano giocato.
Qualche mese prima Gilberto aveva raccolto sul suo orrido muso tutte le mie lacrime, quando la storia d’ammore con Primmamore era finita e io non potevo farmene una ragione.
Un anno dopo sarei stata disposta a separarmi da Gilberto per inviarlo in ospedale, dove la Silvia lottava per vivere e alla fine trovò la morte, ma non me lo lasciarono fare, che uno in coma è tutto soggetto a una profilassi pazzesca e non è che puoi andare lì, accarezzarlo e lasciargli un cane di peluche che faccia la guardia.
Gilberto è venuto a Milano e anche a Torino. Non dormiva più con me ma continuava a riempire uno spazio nelle mie borse e accanto al mio letto.
Gilberto.
Non so come e perché, ma Gilberto è un filo d’Arianna che attraversa i miei ricordi, un ganglio tra gli eventi del mio passato e il presente.
Per cui stasera, quando Frollina accaldata durante il rito del prenanna mi ha consegnato tutti i pupazzi che ha nel letto, compresi Manolo e il CaneconleScarpe e Barbapapà che sono i suoi preferiti ma non ha voluto mollare Gilberto e anzi se lo è sbaciucchiato tutto, stasera
io
mi sono
commossa.
Sul serio
La vera storia dei due leocorni
I leocorni non si sono estinti per colpa dell’ansia di Noè. Non è accaduto quello che tutti hanno paventato per millenni.
Ho ritrovato un antico testo sanscrito, adeguatamente tradotto da me medesima – che al sanscrito antico, come dire, ci cago in testa – che narra la vera storia dei leocorni.
Tutti abbiamo pensato che Noè li avesse dimenticati fuori dall’arca e che il buondio li abbia sommersi con l’acqua del diluvio universale, estinguendone la specie. Read more
La medusa Manuela e il cambiamento
Un’altra favola di Panzallaria:
I pesci che abitano il Mar Frollo sono pesci socievoli, che amano i bambini e la compagnia degli umani, ma solo di quelli buoni.

Capita così che non di rado il turista attento possa vedere per esempio Tonno Maronno fare le piroette come un delfino per la gioia dei visitatori o sentire la tartaruga Alex cantare canzoncine dello Zecchino d’oro per i bambini che fanno il bagno.
Il principe del Mar Frollo, il saggio Nuccio – cavaluccio marino – mantiene in armonia i suoi sudditi sempre facendosi ben volere. Read more
A testa in giù
Non ne possiamo più di inverno. Vogliamo la primavera. Vogliamo uscire senza intabarrarci nei cappotti e andare al parco, andare in giro. Vogliamo la luce anche quando la frollina si sveglia al pomeriggio.
Così ieri, che era molto inverno per via di un fitto nebbione, mammaPanz si è di molto concentrata e alla fine non era più inverno.
Ci siamo vestite leggere e la Frollina ed io siamo andate ai giardinetti. C’erano le farfalle a svolazzare su molti fiori, c’erano bambini che ridevano sulle altalene e mamme simpatiche che chiacchieravano sulle panchine. Read more













